Ultimamente mi sto interrogando molto su una cosa che affligge un certo modo di fare karate, ovvero la mancanza di semplicità. Ponendo il presupposto che, stando alle fonti storiche, il karate sarebbe nato come sistema di difesa personale dovrebbe trattarsi di una pratica abbastanza semplice, senza troppi fronzoli. Attualmente invece vedo un grande allontanamento da questo elemento, e proprio non lo capisco. un esempio stupido, il fatto che nel karate venga considerato sbagliato ruotare le spalle...ma perché? o ancora il fatto che si utilizzi come attacco di base oi zuki, che è una tecnica abbastanza assurda (dubito seriamente che un aggressore attaccherebbe un'altra persona con oi zuki) e tutte ste altre belle cose.
Ma secondo voi, ma come è successo tutto questo? sarà una questione di evoluzione? sarà che il pesce puzza dalla testa, e quindi in realtà il karate è sempre stato una chiavica, sarà che so strunz io o cosa? :)
Ultimamente mi sto interrogando molto su una cosa che affligge un certo modo di fare karate, ovvero la mancanza di semplicità. Ponendo il presupposto che, stando alle fonti storiche, il karate sarebbe nato come sistema di difesa personale dovrebbe trattarsi di una pratica abbastanza semplice, senza troppi fronzoli. Attualmente invece vedo un grande allontanamento da questo elemento, e proprio non lo capisco. un esempio stupido, il fatto che nel karate venga considerato sbagliato ruotare le spalle...ma perché? o ancora il fatto che si utilizzi come attacco di base oi zuki, che è una tecnica abbastanza assurda (dubito seriamente che un aggressore attaccherebbe un'altra persona con oi zuki) e tutte ste altre belle cose.Precisazione:
Ma secondo voi, ma come è successo tutto questo? sarà una questione di evoluzione? sarà che il pesce puzza dalla testa, e quindi in realtà il karate è sempre stato una chiavica, sarà che so strunz io o cosa? :)
le persone si muovono diversamente oggi rispetto a duecento anni fa....e diversa pure la morfologia.
Io onestamente mi sto facendo sempre più l'idea che il passato del Karate sia stato parecchio mitizzato. Ora quale sia stata esattamente la storia interessa relativamente, di fatto la situazione che abbiamo qui e adesso è quella di un Karate che non valorizza i suoi punti di forza.
Fare un po' di lotta che non è come il Judo ma almeno... o le gomitate non buone come la MT però insomma... o le leve peggio del JJ tuttavia meglio di niente... secondo me è una scelta perdente che porta verso la mediocrità a 360°
Per me è vincente il karateka che ha prima di tutto lo tsuki che sfonda, e che casomai se dopo essersi sfondatosi di tsuki ha ancora tempo e voglia di imparare la lotta, la impara da un maestro di lotta.
Penso che da un lato ci siano coloro che vorrebbero avere tutto "a portata di mano", una sorta di home made MMA senza doversi sbattere troppo a girare altre discipline / posti / persone. Dall'altro l'inserimento di un ventaglio di tecniche "esotiche" (usiamo un termine gentile) per rendere l'allenamento più divertente e vario, esigenze commerciali per il grande pubblico che si annoia insomma.
Da qui deriva poi la necessità di attaccare con oi tsuki congelato, per fare uscire robe che altrimenti non funzionerebbero.
Sono convinto anch'io che bisognerebbe tornare al keep it simple, keep it real. Una solida base fatta, non di principi, non di tecniche propedeutiche, ma tecniche funzionanti allenate alla morte. Su queste magari costruire delle varianti col tempo e su misura del singolo praticante, ma tutte facilmente riconducibili alla base.
Cosa che paradossalmente si fa più nel Karate sportivo.
1. | cioè che van più o meno bene sia sul ring che per strada |
Io ritengo che sia molto più tradizionale e in linea con il pensiero degli antichi maestri ricercare l'efficacia piuttosto che riproporre modelli logori e ormai inadatti :)Tutto il tuo discorso è giusto e lo posso condividere; però mi sembra che si ponga la difficile scelta tra modernizzazione (e scrematura per efficacia) e tradizione. Perché allenare sia tutto il bagaglio tradizionale sia quelle poche tecniche che suggerisci richiede una quantità di tempo di allenamento che pochissimi hanno. Per intenderci una pratica giornaliera assidua.
Io onestamente mi sto facendo sempre più l'idea che il passato del Karate sia stato parecchio mitizzato. Ora quale sia stata esattamente la storia interessa relativamente, di fatto la situazione che abbiamo qui e adesso è quella di un Karate che non valorizza i suoi punti di forza.
Fare un po' di lotta che non è come il Judo ma almeno... o le gomitate non buone come la MT però insomma... o le leve peggio del JJ tuttavia meglio di niente... secondo me è una scelta perdente che porta verso la mediocrità a 360°
Per me è vincente il karateka che ha prima di tutto lo tsuki che sfonda, e che casomai se dopo essersi sfondatosi di tsuki ha ancora tempo e voglia di imparare la lotta, la impara da un maestro di lotta.
Penso che da un lato ci siano coloro che vorrebbero avere tutto "a portata di mano", una sorta di home made MMA senza doversi sbattere troppo a girare altre discipline / posti / persone. Dall'altro l'inserimento di un ventaglio di tecniche "esotiche" (usiamo un termine gentile) per rendere l'allenamento più divertente e vario, esigenze commerciali per il grande pubblico che si annoia insomma.
Da qui deriva poi la necessità di attaccare con oi tsuki congelato, per fare uscire robe che altrimenti non funzionerebbero.
Sono convinto anch'io che bisognerebbe tornare al keep it simple, keep it real. Una solida base fatta, non di principi, non di tecniche propedeutiche, ma tecniche funzionanti allenate alla morte. Su queste magari costruire delle varianti col tempo e su misura del singolo praticante, ma tutte facilmente riconducibili alla base.
Cosa che paradossalmente si fa più nel Karate sportivo.
A me piace fare dei paragoni tra Muay Thai e Karate perché sono discipline che imho hanno molti tratti in comune e poi per migliorare nello striking bisogna guardare ai migliori. ;)Ora sulla MT non mi voglio pronunciare perchè non ho ancora capito bene se anche lì c'è una contrapposizione tradizione vs efficacia. Secondo me no, però non mi ritengo sufficientemente informato, quindi rimango a considerare solo il Karate.
In questo caso mi viene in mente che la disciplina thailandese si è spezzata in due: da una parte la muay thai moderna, con un selezionato bagaglio di tecniche onnitempo[1]; dall'altro la thai tradizionale. In alcune palestre so che cercano di fare entrambe le cose e anche di più (thai inpura), ma mi raccontano i praticanti che si arriva ad un certo punto, prima delle gare, in cui si è costretti a fare una scelta. Perché non c'è abbastanza tempo di fare tutto bene
:)
1. cioè che van più o meno bene sia sul ring che per strada
Piccolo momento di pausa da prole :)... e non dormi? XD
Un ruolo lo hanno anche le troppe federazioni, dove le modifiche ai programmi, sono spesso funzionali solo al poter dire che "il nostro è più Karate del vostro".Molto d'accordo su questo punto.
Insomma una serie di concause, che portano qualcosa di semplice a complicarsi oltre i limiti, forse anche perchè, le cose semplici, attraggono meno chi cerca "il segreto per...."
Ammetto che non ho letto tutti gli interventi. E che l'ho pure fatto un po' di fretta.Tanto amore per questo post e per quello di Ryujin! :-* :-* :-* :-*
Ma mi sento, di getto, di scrivere una cosa, legandomi al discorso (questo, ma anche altri) di Ryujin.
Sapete cosa mi fa davvero girare i coglioni, del Karate?
Tante potenzialità buttate nel cesso.
Il Karate "tradizionale" ha le possibilità per essere un'OTTIMA disciplina di striking. E le ha TUTTE.
E invece ci si perde fra "eh ma noi ci abbiamo la DP" "eh ma noi ci abbiamo la lotta (p.s. fare alcune proiezioni non significa saper lottare, come anticipato dal buon Davide)" "eh ma da noi le leve ci sono" ecc. pur di mettersi in fila nel "Noi non abbiamo lacune" (Ryu l'ha chiamata sostanzialmente "sindrome MMA home made").
Non ho mai sentito pugili lamentarsi di non avere il grappling, o lottatori lamentarsi per la mancanza dei pugni.
CRISTO.
Il Karate ha POTENZIALITA' ENORMI, in campo striking. Basterebbe prenderne atto, "rassegnarsi" (per i fissati del "noi c'abbiamo le leve la lotta la dippi"), "limitarsi" a quello che è il bagaglio evidente (colpi di pugno, mano, gomito, ginocchia, piede, blocchi, spazzate, qualche abbozzo di proiezione), lavorare e sviluppare quello, prendendo in prestito qualche metodologia di allenamento dal "Garate" e dal Jissen, e benedetto diavolo che gran cosa ne salterebbe fuori.
Ovviamente, IMHO.
Tanto amore per questo post e per quello di Ryujin! :-* :-* :-* :-*Fraterno, vero? :blue:
Io ritengo che sia molto più tradizionale e in linea con il pensiero degli antichi maestri ricercare l'efficacia piuttosto che riproporre modelli logori e ormai inadatti :)Quindi nel momento in cui voglio imparare le gomitate, (storicamente presenti, ma di fatto perse lungo la strada) e mi rivolgo a chi le sa tirare, non sto facendo nient'altro che "ritornare" al tradizionale :) che in linea teorica era più votato all'efficacia che alla forma.
Ovvio :D :D :DTanto amore per questo post e per quello di Ryujin! :-* :-* :-* :-*Fraterno, vero? :blue:
Assolutamente si!Io ritengo che sia molto più tradizionale e in linea con il pensiero degli antichi maestri ricercare l'efficacia piuttosto che riproporre modelli logori e ormai inadatti :)Quindi nel momento in cui voglio imparare le gomitate, (storicamente presenti, ma di fatto perse lungo la strada) e mi rivolgo a chi le sa tirare, non sto facendo nient'altro che "ritornare" al tradizionale :) che in linea teorica era più votato all'efficacia che alla forma.
mi sento di dire una cosa sulla "semplicità"Sono d'accordo ma attenzione che questo ragionamento, se male interpretato, nasconde un'insidia: ritenere che tutte le tecniche codificate hanno pari potenziale che si manifesterà a seconda del praticante.
tutte le discipline che pratichiamo,di origine orientale hanno centinaia di tecniche...come possono essere semplici?
me lo sono chiesto spesso pure io...ma la risposta è sotto gli occhi di tutti,basta seguire il proprio campione preferito di judo/jj/bjj/karate ecc...
viene dato al praticante un vasto menù da cui scegliere,oognuno,ha il suo piatto preferito...
me lo disse anche un maestrone di jj non molto tempo fa... "...non serve a nulla allenare tutte le tecniche che abbiamo,ma bisogna trovare quella che più ci calza e perfezionarla all'inverosimile...il resto è un contorrno..."
e così troviamo il pugile che ha il gancio che disintegra chiunque,il judoka che vince la maggior parte degli incontri di o soto gari (sono esempi,eh...) e così via...
nel karate dovrebbe essere la stessa cosa,ti vengono date una miriade di tecniche,entro le quali troverai quella che fa per te...
inutile sperare di conoscere tutto e che tutto funzioni per tutti...
Assolutamente sì IMHO.E la cosa più tristemente divertente e che abbiamo scoperto l'acqua calda....
Anche perchè in passato ad Okinawa, con tutte le inluenze da Cina, Giappone (qualcuno dice anche Siam) e dalle discipline oriunde, è evidente che la mentalità fosse "aperta".
Sono d'accordo ma attenzione che questo ragionamento, se male interpretato, nasconde un'insidia: ritenere che tutte le tecniche codificate hanno pari potenziale che si manifesterà a seconda del praticante.
Il bagaglio essenziale di cui parlo è quello minimo indispensabile, paragonabile ai 4 pugni della Boxe. Tra queste tecniche poi ognuno sceglie i suoi tokui waza, adattando strategia, deai e maai (tempo e spazio per i divesamente nippofili).
Esistono poi tecniche difficili e complesse da imparare ed eseguire che però hanno talvolta dei riscontri, ad esempio ushiro mawashi geri.
Diverso è invece mantenere tecniche che al di fuori della coreografia non funzionano mai, con nessuno.
Dunque se mi parli di cento tecniche, con numeri buttati a muzzo io ipotizzo di partenza che
- 50 siano inapplicabili e sostanzialmente costituiscano il bagaglio di rievocazione
- 30 siano specialistiche e vadano approfondite solo in ambito di personalizzazione
- solo 20 rappresentino il nucleo della disciplina (e siamo già belli larghi) a cui dedicare l'80% del lavoro
Assolutamente sì IMHO.
Anche perchè in passato ad Okinawa, con tutte le inluenze da Cina, Giappone (qualcuno dice anche Siam) e dalle discipline oriunde, è evidente che la mentalità fosse "aperta".
1. | forse degli scambi con l'indonesia |
insomma viene a decadere l'idea di corso collettivo e prende il posto di maestro che insegna a persona non a gruppo perchè ogni persona ha bisogno di un programma a parte ecc.
Insomma concettualmente cambia tutto
Che tra l'altro è secondo me il modo di fare più normale (quello che tra l'altro usiamo a scherma storica).
Anche se poi il fatto di abbandonare l'idea del corso multiplo secondo me non è nemmeno del tutto vera, diciamo che almeno all'inizio si può procedere abbastanza uniformemente, poi nel momento in cui ci si inizia a perfezionare la lezione deve diventare obbligatoriamente più personale.
il sistema delle cinture secondo me è fallato dall'idea del programma tecnico da imparare.
secondo me la cintura se la si vuole mantenere dovrebbe marcare il raggiungimento di una qualità minima, che so, per passare da bianca a gialla devi riuscire a fare 20 piegamenti, 30 squat e 10 trazioni, tanto per dire una sciocchezza e così via.
ma se fosse per me io dividerei semplicemente in
- bianca per gli allievi
- marrone aspiranti istruttori
- nera maestri
ed è fatta
Ed è così che infatti in pochissimo tempo a scherma da 3 di noi (siamo 3 amici che hanno cominciato assieme) sono uscite fuori tre personalità in combattimento totalmente diverse, che sono state e che vengono guidate dai nostri istruttori per permetterci di sviluppare sempre di più tutta la nostra scherma.
Però ecco una cosa che io non capisco del karate è perché (almeno negli ambienti che ho visto io) non si pensa a sviluppare le capacità del singolo, ma a insegnare il pacchetto, come se basarsi prima su quello che viene facile al singolo sia una cosa sbagliata, cosa che personalmente mi sembra assurda.
Ricollegandomi al post iniziale...
In verità nel Karate, escluso il regolamento di gara (per ovvie ragioni) sarebbe permesso fare DI TUTTO.
Semmai viene posta molta attenzione su concetti che vengono reputati "formativi". Ovvero: limare tutti i vizi "ereditati" per poter raggiungere un alto livello teconico ed esprimersi al meglio.
Molti Maestri si fermano a conoscere (e tramandare) solamente la fase di "limatura" dei comportamenti del praticante che possono ingenerare "vizi" od errori (posturali, dinamici ecc.ecc.) che possono in futuro impedirgli un ulteriore avanzamento tecnico.
E di contro molti praticanti, per svariati motivi, non pazientano fino al superamento di questa fase, in verità "dura" da un punto di vista mentale oltre che fisico.
Certo che non porsi troppi problemi e tenere un atteggiamento molto "naturale" fa piacere a tutti... fino a quando non ci si confronta a certi livelli e non ci si rende conto dei limiti di tale atteggiamento imposti da Madre Natura.
ryu,non fa una piega,ma non trovi la posizione di combattimento del solito pugile più "naturale" di un kokutsu?
perchè nel karate non ssik studiano aanche posizioni più "comode"?
l'unica cosa che hoo trovato di buono (a parte il nome ridicolo) nel goju americano era proprio la "boxer dachi".....
credo che davide per forzature innaturali intendesse ad esempio: se sono alto 1.70m per 120 kg, perchè sono obbligato a praticare gankaku? per le mie caratteristiche, non sarebbe meglio se praticassi i tekki?
probabilmente un kata come gankaku non mi arricchisce di nessuna abilità vista la particolare morfologia, mentre fare i tekki potrebbe sviluppare le mie doti.
ho fatto un esempio in generale.
@ryu sono contento ti sia piaciuto :)
Non sono sicuro di aver capito bene il perchè della domanda, comunque ti rispondo lo stesso.
Stai mettendo a confronto una posizione molto partivolare di passaggio (kokutsu) con una guardia quindi è difficile paragonarle. Un po' come quelli che dicono che zenkutsu dachi non è adatta per una guardia... grazie al pesce, non è una guardia :P è come se un pugile si mettesse in guardia posizionando i piedi e il peso come quando porta un diretto.
La guardia da boxer puro comunque non è adatta per situazioni dove sono previsti anche keri waza, comunque se ti riferisci ad una generica posizione più neutra e naturale certo che sì, infatti nel Jissen si combatte in kumite dachi non per niente e secondo me è la primissima posizione che andrebbe studiata.
In misura minore stesso discorso per sochin dachi o sanchin dachi che però sono meno polivalenti e più specialistiche, diciamo le metto un gradino più in basso nella piramide.
Se ho capito bene quello che intendi, si possono vedere tanti praticanti di tradizionale che hanno un meraviglioso kokutsu dachi ma che poi hanno una posizione di guardia piena di buchi, e questo sicuramente non va bene, perchè si approfondisce molto una posizione particolarissima, tralasciando di perfezionare quella generale.
Il discorso torna sempre lì.
Motivo... boh... ??? sarà il solito che continuiamo a dirci.
O magari teniamo solo quelli ;)
Se non altro perchè, avendo meno evoluzioni circensi, meno robe da KENSHIRO, mantengono anche una immagine più didattica.
la cosa dei 30 anni era un'esagerazione voluta.
Però ecco una cosa che io non capisco del karate è perché (almeno negli ambienti che ho visto io) non si pensa a sviluppare le capacità del singolo, ma a insegnare il pacchetto, come se basarsi prima su quello che viene facile al singolo sia una cosa sbagliata, cosa che personalmente mi sembra assurda. Ecco, per citare il mio istruttore di scherma "a me interessa insegnarvi prima di tutto a tirare fuori quello che avete dentro, forzarvi ad andare contro la vostra natura non ha senso". Ed è così che infatti in pochissimo tempo a scherma da 3 di noi (siamo 3 amici che hanno cominciato assieme) sono uscite fuori tre personalità in combattimento totalmente diverse, che sono state e che vengono guidate dai nostri istruttori per permetterci di sviluppare sempre di più tutta la nostra scherma. Questa osa io nel karate non la vedo e, anzi, il mio maestro l'ha addirittura considerata una cosa negativa in quanto per lui non bisognerebbe concentrarsi su ciò che viene facile...peccato che ciò che ci viene "facile" spesso nemmeno riusciamo a farlo, quindi a che pro andare a afre cose che non faremo mai perché sono contro la nostra stessa personalità?
Queste sono le contraddizioni alla base del karate che io non riesco proprio a comprenendere
allora ragazzi,concordo pure io che le posizioni del karate siano fotogrammi...ma essendo sul 3D della semplicità lo ritenevo inerente...È come dici tu infatti.
nella stragrande maggioranza dei dojo che ho visto,questa spiegazione non viene data,o lo viene data solo dopo molti anni...
concordo con quanto dici paguro', ma allora cominciamo a togliere gli heian...Già il kata ha i suoi problemi mica da ridere. Ma anche supponendo che non ne abbia...
peccato che questi vizi ( credo intendessi tecnici) sono assolutamente arbitrari e decisi dal maestro fondatore di turno secondo quello che lui pensava potesse essere giusto e secondo quello che a lui veniva meglio per cui, nello stesso karate e addirittura a seconda se il karate è di okinawa o giapponese, esistono diverse interpretazioni della stessa tecnica e quello che in uno stile è una sottile limatura in un altro diventa vizio e viceversa e questo SOLO nel karate se poi si va al di fuori del karate e ci si confronta con le altre arti marziali e SDC le cose si fanno anche più complicate.....
E quindi di grazia una persona con un pò di cervello perchè dovrebbe passare anni a correggere un difetto se poi in un altro stile quel difetto diventa pregio considerando che da nessuna parte è stato detto che un modo sia migliore di un altro e anche se fosse vero nessuno lo potrebbe correggere visto che tradizionamente si è sempre fatto?
ci sono le posizioni comode, c'è la motou dachi / kumite dachi che è quella usata per combattere, ma sai com'è è più bello usare posizioni esotiche durante la pratica comune :D
Dobbiamo definire che cos'è naturale e cosa no.
.........................................................ecc, ecc, ecc,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,
Perchè costa ammettere che le posizioni più comode e funzionali sono quelle della boxe....come ha capito Mochizuki figlio 35 anni fà.... :thsit:
Come ho già detto, le posizione estreme paradossalmente non sono frutto del tradizionalismoma è quello che dicevo pure io...
Io a volte sarò pure noioso, ma per cortesia almeno leggete quello che scrivo. :)
ma è palese anche nel karate odierno,dove si vedeono alcuni maestroni,starsene comodi comodi in posizioni naturali,per questo non capisco perchè non venga approfondito nei vari dojo..
Anche volendo fare gli ipertradizionalisti non credo ci sia una sola foto di Funakoshi in posizioni scomode o innaturali.ma paguro,
Il figlio ha un pò esasperato la cosa, ma appunto con lo scopo di ben studiare la conclusione della tecnica, in modo da renderla più dirompente possibile.
Del resto chiunque lo abbia conosciuto ne parlava come di un vero mazzolatore, difficile pensare che non usasse posizioni agevoli.
Uno schermidore che affonda, di fatto conclude in Zenkutsudachi, così come un pugile che scarica tutto il diretto, posizione che si può studiare per fini differenti, dalla stabilità al recupero, dall'affondo alla spinta, ma che poi non diventa mai "quella in cui si sta".
Nel Karate si è perso questo passaggio, tramutando certe posizioni in posizioni da combattimento, contribuendo a spolpare il Karate.
Una cosa è studiare ogni frazione di ogni movimento, per ottenere un movimento più perfetto possibile, altra cosa è dimenticarsi del tipo di lavoro e convincersi che quelle "frazioni" siano i movimenti stessi.
le posizioni in sé non penso siano innaturali. è un problema semmai legato a come ere vengono insegnate, spesso senza logica.
rispondo a chi chiedeva del kokutsudachi con una domanda. di quale posizione parliamo? di quella shotokan?
Leggo con molto piacere quello che scrive Paguro, che mi pare così ovvio che quasi dovrebbe essere implicito.
Mi chiedo talvolta dove sia la mancanza di semplicità... se sia davvero nella disciplina, o nella visione di chi la osserva e/o la pratica.
Leggo con molto piacere quello che scrive Paguro, che mi pare così ovvio che quasi dovrebbe essere implicito.Disgiungere le cose è sbagliato Don. Non esiste un'entità Karate a se' stante, ma solo il Karate praticato e osservato dalle persone.
Mi chiedo talvolta dove sia la mancanza di semplicità... se sia davvero nella disciplina, o nella visione di chi la osserva e/o la pratica.
Leggo con molto piacere quello che scrive Paguro, che mi pare così ovvio che quasi dovrebbe essere implicito.
Mi chiedo talvolta dove sia la mancanza di semplicità... se sia davvero nella disciplina, o nella visione di chi la osserva e/o la pratica.
perdonami,la penso come te..ma si vede che tanto ovvio non è,dato che la stragrande maggiornanza fa il contrario...
la cosa dei 30 anni era un'esagerazione voluta.
Però ecco una cosa che io non capisco del karate è perché (almeno negli ambienti che ho visto io) non si pensa a sviluppare le capacità del singolo, ma a insegnare il pacchetto, come se basarsi prima su quello che viene facile al singolo sia una cosa sbagliata, cosa che personalmente mi sembra assurda. Ecco, per citare il mio istruttore di scherma "a me interessa insegnarvi prima di tutto a tirare fuori quello che avete dentro, forzarvi ad andare contro la vostra natura non ha senso". Ed è così che infatti in pochissimo tempo a scherma da 3 di noi (siamo 3 amici che hanno cominciato assieme) sono uscite fuori tre personalità in combattimento totalmente diverse, che sono state e che vengono guidate dai nostri istruttori per permetterci di sviluppare sempre di più tutta la nostra scherma. Questa osa io nel karate non la vedo e, anzi, il mio maestro l'ha addirittura considerata una cosa negativa in quanto per lui non bisognerebbe concentrarsi su ciò che viene facile...peccato che ciò che ci viene "facile" spesso nemmeno riusciamo a farlo, quindi a che pro andare a afre cose che non faremo mai perché sono contro la nostra stessa personalità?
Queste sono le contraddizioni alla base del karate che io non riesco proprio a comprenendere
Sì, la parte didattica collettiva è molto marcata, per i motivi che ho esposto sopra.
In molti casi anche troppo, hai ragione.
Però forse (e mi permetto di dire solo "forse") dipende anche dal praticante e dai suoi obiettivi.
Gli agonisti coi controcazzi vengono preparati eccome ad esprimere il meglio delle proprie potenzialità ! Se hanno in potenza determinati atteggiamenti virtuosi, questi vengono esaltati per poter farli primeggiare nella competizione.
Semmai il problema sorge con gli amatori che vanno 2 - 3 volte massimo a settimana... lì cosa vuoi esaltare, scusa ? I difetti ?
Semmai il problema sorge con gli amatori che vanno 2 - 3 volte massimo a settimana... lì cosa vuoi esaltare, scusa ? I difetti ?
la frase era in risposta aQuoteSemmai il problema sorge con gli amatori che vanno 2 - 3 volte massimo a settimana... lì cosa vuoi esaltare, scusa ? I difetti ?
Ti ho risposto dicendo che noia scherma storica ci andiamo non 2 o 3 volte a settimana, ma una sola volta e comunque questo metodo didattico fatto fondamentalmente di tecniche di base fatte a coppia, lezione singola con l'istruttore e mazzate ci fa comunque crescere molto velocemente, e non soloa me e al mio amico che abbiamo esperienza pregressa nelle am, ma anche al terzo mio amico che non aveva mai fatto nulla prima di scherma, così come al ragazzetto venuto manco un mese fa che già è migliorato di molto.
Nemmeno io agli stage o da altre parti ho mai visto gente che si faceva tali problemi e che accettava la pratica così com'è. Mi sta benissimo, ma a me, semplicemente, non va di accettare tutto quello che mi viene detto senza dubitare. Così come non mi va di starmi quando mi dicono che una cosa è così per un motivo che per me è completamente surreale e slegato dalla ricerca della praticità e dell'efficacia. In quanto io alla ricerca della perfezione del gesto per migliorarsi come persona non ci credo, per me il miglioramento sta nel cercare di essere sempre maggiormente efficaci, non nella ricerca del gesto fine a se stesso. Ma poi qua sono opinioni, non è questione di meglio o peggio, solo di gusti.
Ma qui si parlava di mancanza di semplicità nella didattica di quella che dovrebbe essere una delle am più semplici e brutali della storia XD
Un arsenale di tecniche e strategie efficaci e di immediata comprensione che possano funzionare discretamente anche senza avere necessariamente grandi presupposti fisici e tecnici.
Riprendo l'esempio dell'ex pugile che a 70 anni suonati a gonfiato di botte il ladro 25enne...
Nemmeno io agli stage o da altre parti ho mai visto gente che si faceva tali problemi e che accettava la pratica così com'è. Mi sta benissimo, ma a me, semplicemente, non va di accettare tutto quello che mi viene detto senza dubitare. Così come non mi va di starmi quando mi dicono che una cosa è così per un motivo che per me è completamente surreale e slegato dalla ricerca della praticità e dell'efficacia. In quanto io alla ricerca della perfezione del gesto per migliorarsi come persona non ci credo, per me il miglioramento sta nel cercare di essere sempre maggiormente efficaci, non nella ricerca del gesto fine a se stesso. Ma poi qua sono opinioni, non è questione di meglio o peggio, solo di gusti.
Per questo parlo di gente che il problema dell'efficacia l'ha già risolto...
La questione dell'efficacia diventa un tormentone quando non c'è. E l' le strade sono due:Ti stai sbagliando su una cosa però, io non cerco nessuna strada facile né indolore. a me spaccarmi il mazzo in palestra mi sta benissimo, cosi come mi sta benissimo non riuscire nemmeno a muovermi il giorno dopo. Mi fa stare bene, mi fa essere felice. Io non cerco una soluzione rapida, io cerco una soluzione concreta, non qualcosa che sia così quando la studi, colì quando la applichi in un modo e cosà quando la applichi sul serio. Ja guagliù, ma non prendiamoci in giro, possibile che sono così una latrina a spiegarmi che non si capisce il mio punto? ok che sono una frana a parole, perché lo sono, però lo sto dicendo da una vita :D
1- il tipo si autoconvince di essere invincibile, ed è a rischio di bruschi risvegli
2 - scatta un meccanismo di frustrazione dove si cerca sempre la soluzione più "rapida" "efficacie" e possibilmente "indolore".
Un po' come in TV dove con AB king o pomate miracolose promettono ad una cicciona di diventare Miss America con 5 minuti al giorno per 2 mesi.
Riguardo alla tecnica ed alla "ricerca della perfezione del gesto" chiedo anche un'altra cosa... forse si salta un po' di piano ma vorrei proporre una riflessione...
Ma secondo voi, con l'avanzare dell'età o con il sopraggiungere di condizioni fisiche che non permettano una esuberanza atletica... cosa può fare la differenza ?
Ma qui si parlava di mancanza di semplicità nella didattica di quella che dovrebbe essere una delle am più semplici e brutali della storia XD
Mai sentita una descrizione simile del karate...
Più semplici ? Veramente l'ho sempre sentita annoverare tra le più complesse come bagaglio tecnico e teorico.
Più brutale ? Esistono Arti Marziali non brutali ? Comunque in realtà è tra quelle che si imporrebbero come obiettivo massimo risultato con il minimo danno, a causa di precise scelte fatte dal suo codificatore e da altri dopo di lui 8condivisibili o meno), sia per il praticante (gestione della lunga distanza, non accettare lo scambio ripetuto alla corta, enfasi sulla "tecnica definitiva") che per l'ipotetico avversario (colpirlo con una o poche tecniche ben assestate piuttosto che "lavorarlo" per un tempo maggiore).
ma ryu ti porta un'esempio di un 70enne e parli di condizione fisica del momento?Un arsenale di tecniche e strategie efficaci e di immediata comprensione che possano funzionare discretamente anche senza avere necessariamente grandi presupposti fisici e tecnici.
Riprendo l'esempio dell'ex pugile che a 70 anni suonati a gonfiato di botte il ladro 25enne...
Io non la vedo così, mi spiace.
Perché se sono "di immediata comprensione" e non richiedono "grandi presupposti fisici e tecnici" (io mi focalizzerei sulla seconda parola, ma comunque si prevede a monte un grande allenamento), allora sono alla portata di tutti e con un breve periodo di pratica, e la differenza la torna a fare la condizione atletica del momento.
Ora mi scuso ma devo assentarmi per lavoro, per qualche giorno non potrò scrivere sul forum.
Un saluto a tutti, Buona Pasqua ed a presto risentirci.
:)
Minimo danno all'avversario e ikken hissatsu non sono concetti che vanno molto d'accordo.Ma qui si parlava di mancanza di semplicità nella didattica di quella che dovrebbe essere una delle am più semplici e brutali della storia XD
Mai sentita una descrizione simile del karate...
Più semplici ? Veramente l'ho sempre sentita annoverare tra le più complesse come bagaglio tecnico e teorico.
Più brutale ? Esistono Arti Marziali non brutali ? Comunque in realtà è tra quelle che si imporrebbero come obiettivo massimo risultato con il minimo danno, a causa di precise scelte fatte dal suo codificatore e da altri dopo di lui 8condivisibili o meno), sia per il praticante (gestione della lunga distanza, non accettare lo scambio ripetuto alla corta, enfasi sulla "tecnica definitiva") che per l'ipotetico avversario (colpirlo con una o poche tecniche ben assestate piuttosto che "lavorarlo" per un tempo maggiore).
Capisco che tu la veda differentemente però ti faccio presente che questo è un fatto di cronaca che avalla pesantemente la mia opinione.Un arsenale di tecniche e strategie efficaci e di immediata comprensione che possano funzionare discretamente anche senza avere necessariamente grandi presupposti fisici e tecnici.
Riprendo l'esempio dell'ex pugile che a 70 anni suonati a gonfiato di botte il ladro 25enne...
Io non la vedo così, mi spiace.
Perché se sono "di immediata comprensione" e non richiedono "grandi presupposti fisici e tecnici" (io mi focalizzerei sulla seconda parola, ma comunque si prevede a monte un grande allenamento), allora sono alla portata di tutti e con un breve periodo di pratica, e la differenza la torna a fare la condizione atletica del momento.Sono alla portata di chiunque voglia allenarli perchè possono funzionare in una certa misura anche col neofita se ben impostato.
Ora mi scuso ma devo assentarmi per lavoro, per qualche giorno non potrò scrivere sul forum.Peccato.
Un saluto a tutti, Buona Pasqua ed a presto risentirci.
:)
aggiungerei che parlare di condizione fisica nel karate non è il massimo. Sappiamo bene tutti (ora verrà fuori che lo so solo io :D) che ci sono dei catafalchi che insegnano karate con un fisico per nulla invidiabile
il karate shotokan, che non amo particolarmente come stile, a causa delle sue posizioni bassissime e forzate, è letale per le ginocchia.
Le posizioni non sono necessariamente da usare in combattimento, zenkutsu dachi è propedeutica ad anekutsudachi, detta anche kumite dachi.?
Però la prima è più faticosa, quindi migliorerà la risposta delle gambe nella seconda.
mano che cera secondo me è buono come termine , quando si tira agli occhi generalmente prima si appoggia sulla faccia : difficile beccarli al volo !Assolutamente :thsit: intendevo dire che per nukite io parlo di mano tesa che si infila sotto la gola, mentre se afferra è sagurite.
Ryu,nello spoiler,parli dell'osotogari o del kuchiki taoshi? (scusate se non mettto sottto spoiler ma dal cell è impossibile)Lo chiama udewa lì, è il primo.
eh,ma non riesco a vedere il quaderno dal cell...Sì, ma non vedi nemmeno le immagini che ho linkato?
comunque presumo tu parli della tecnica in cui si vede che afferra una gamba mentre è accovacciato sotto uke,giusto?
per quelle in cui è a terra (sempre non avendo letto cosa c'è scritto) non sarebbero difese a terra vs in piedi,ma tecniche da applicare nel caso si cada mentre si è a corta distanza,la forbice può addirittura considersi un sutemi.Per me non c'è differenza a livello di reazione tra le due, cadendo direi prima di tutto mettersi in posizione meno svantaggiosa possibile (ci vuole una frazione di secondo) poi agire.
allora,Continuo a preferire con la schiena a terra, ma descritta così assume certamente tutt'altra dimensione.
sono tutte tecniche che si studiano anche nel jj,precisamente nei programmi di bianco/gialla e gialla/arancio.
vi dico le differenze,se interessa:
il calcio da terra è visto come l'appliazione della caduta laterale,ilpiede che non calcia però controlla un piede d'appoggio di uke e le mani sono in guardia.
la proiezione tipo SL come nella foto non è ottimale,spingendo sulla coscia/ginocchio si tende ad allontanare uke durante la proiezione,la mano andrebbe sull'anca e non spinge in avanti,ma verso il basso mentre si tira via il tallone.Quali vantaggi rispetto a un SL?
il simil o osoto gari come sopra,non è ottimale ma ci può stare,non mi piace invece l'uso della giacca per far presa.Grazie per le precisazioni :)
la forbicina alle gambe può essere una tecnica di prima intenzione,ma serve sapersi. muovere abbastanza bene.
La cosa dello pseudo single leg fatto sull'anca è vero, anche io lo trovo più efficace, anche se il mio maestro mi diede una spiegazione più che convincente per la quale fosse consigliabile farlo al ginocchio, anche se mo non la ricordo, fatto sta che agendo tra anca e tallone mi trovo meglio.
vantaggi rispetto a un single leg secondo me non ne ha, però io di grappling non ne so un cazz, ai miei inesperti occhi sembra una di quelle tecniche alla "chi t'è muorto, so caduto io mo cadi pure tu e pò ti meno, afanculo!" :D :D :D
Continuo a preferire con la schiena a terra, ma descritta così assume certamente tutt'altra dimensione.
Scusa Ryujin ma tra le foto e "l'incisione" che correlazione c'è?Le incisioni (i cicciobelli) sono tratte dal Bubishi.
Schiena a terra però i gioielli si coprono tranquillamente perché oltre a poter utilizzare la difesa passiva con due piedi e due tibie a disposizione e oltre al fatto che la traiettoria è meno agevole di quanto sembra (è facile che anche se colpisce diventi un banale calcio sulle chiappe) si controllano le gambe dell'avversario e si tiene la distanza. Da un lato io vedo invece delle autostrade nel lato cieco. Inoltre da giù si ha percezione di quanto accade su un angolo molto più ampio rispetto al singolo lato, da cui se sono in due uno proprio non lo si vede. Anche la mobilità secondo me è nettamente maggiore schiena a terra (ruotare e risalire).
Continuo a preferire con la schiena a terra, ma descritta così assume certamente tutt'altra dimensione.
dimenticavo...
non si tiene la posizione "schiena a terra" per proteggere i gioielli tramite una specie di sanchin,un pò difficile da spiegare,ma è una posizione che copre un lato del corpo 8quello dove c'è uke) e permette spostamenti abbastanza rapidi rimanendo coperti.
comunque nella lotta c'è: spalla sul ginocchio e mano sulla caviglia, testa dentro, l'altra mano a seconda della posizione delle gambe dell'avversario può variare :)Differenze non da poco rispetto a usare le sole due mani... finomotorio vs grossomotorio (si può dire?), due punti di contatto vs tre, distanza testa tori - ginocchia uke ampia vs nulla. Proprio per questo dicevo che vedo troppe approssimazioni in quel genere di tecniche.
quelle del bubishi sono più corrette delle foto :)comunque nella lotta c'è: spalla sul ginocchio e mano sulla caviglia, testa dentro, l'altra mano a seconda della posizione delle gambe dell'avversario può variare :)Differenze non da poco rispetto a usare le sole due mani... finomotorio vs grossomotorio (si può dire?), due punti di contatto vs tre, distanza testa tori - ginocchia uke ampia vs nulla. Proprio per questo dicevo che vedo troppe approssimazioni in quel genere di tecniche.
quelle del bubishi sono più corrette delle foto :)comunque nella lotta c'è: spalla sul ginocchio e mano sulla caviglia, testa dentro, l'altra mano a seconda della posizione delle gambe dell'avversario può variare :)Differenze non da poco rispetto a usare le sole due mani... finomotorio vs grossomotorio (si può dire?), due punti di contatto vs tre, distanza testa tori - ginocchia uke ampia vs nulla. Proprio per questo dicevo che vedo troppe approssimazioni in quel genere di tecniche.
la forbice ad esempio è fatta al contrario
@Name: pensavo che stessi dicendo che i testicoli dalla frontale sono scoperti.
Ho capito che la laterale è una variante che si riferisce ad un contesto molto specifico. Per tornare ad un discorso di semplicità, secondo me sarebbe però opportuno prima esporre il caso più versatile e generale, dunque avrei apprezzato ancora di più se nel link di Davide ci fosse stata quella frontale.
@Iommi: sarebbe molto interessante se, magari spinoffando, potessi postare qualche filmato di tecniche di lotta analoghe a quelle che si trovano nel Bubishi :)
intanto
@Iommi: sarebbe molto interessante se, magari spinoffando, potessi postare qualche filmato di tecniche di lotta analoghe a quelle che si trovano nel Bubishi :)
ARMI
le armi a fuoco non sono prese in minima considerazione, ritengo che vista la diffusione e tipo, non valesse la pena farlo.
Armi a taglio: nel karate goju ryu ci sono diverse tecniche per rendere meno utile un coltello, l'esperienza personale in palestra, mi porta a dare ragione a chi dice che dal coltello alla meglio sopravvivi, quanto il karate offre in fatto di "disarmi" ed elusioni, è utile e funziona, se giustamente contestualizzato.
Nal senso che il tal passaggio che funziona con uno ben più alto, potrebbe non funzionare con il ben più basso, o con chi ha delle braccia\putrelle, ma questo è palese per molte cose.
intanto
@Iommi: sarebbe molto interessante se, magari spinoffando, potessi postare qualche filmato di tecniche di lotta analoghe a quelle che si trovano nel Bubishi :)
entrata
http://www.fila-official.com/maitrises/player.php?num=602 (http://www.fila-official.com/maitrises/player.php?num=602)
per la sforbiciata, una via di mezzo tra questa
http://www.fila-official.com/maitrises/player.php?num=508 (http://www.fila-official.com/maitrises/player.php?num=508)
e il kani basami
per lo spin off, se c'è più materiale da ricercare, potrebbe essere una buona idea