1. | o magari è solo Italiland |
2. | Boni, state boni! Lassateme finì |
3. | La nostra Bibbia di stile |
4. | http://www.treccani.it/vocabolario/tradizione/ |
5. | ringrazio il Forum Tema per la faccina :mirror: |
6. | Logicamente quelle che vengono dal medioevo |
7. | Zia, prima di menare fammi finire |
mah. per me tradizionale significa solo non usato per gare con sistemi di valutazione idioti, tipo il point karate. non esistono tradizioni rigide.
inoltre penso che tradizionale debba includere lo studio sia del "vecchio" che del "nuovo", e mi riferisco soprattutto agli stili con forme. ma se sistemi deficienti (vedi il kihon a vasche del karate) sono palesemente errati, meglio eliminarli.
mah. per me tradizionale significa solo non usato per gare con sistemi di valutazione idioti, tipo il point karate. non esistono tradizioni rigide.
il pallone e mio è ci gioco solo io >:(
Per precisare a onor del vero il punto 2 (sport vs. tradizione): perlomeno nel karate (l'unica disciplina che in parte conosco), avrebbe senso contrapporre "tradizionale" a "sportivo", per la considerazione che - all'epoca del formarsi del corpus tradizionale - lo sport come lo intendiamo oggi semplicemente non esisteva. Al massimo, per i modi e i tempi in cui era praticato, potrebbe essere considerato un'attività "proto-sportiva" come altre sue contemporanee.
La realtà è sempre più articolata delle parole usate per descriverla.
Con tutto ciò, entrare a gamba tesa su questi argomenti con impostazione stile "Processo del lunedì", capite bene che ci fa passare un po' di tempo a cazzeggiare in compagnia, ma quanto a cavare un ragno dal buco, serve a quel che serve.
Fdul:
(http://digilander.libero.it/mentemaledetta/santo%20di%20volata1.jpg)
Muteki: dare ad una parola lo stesso significato che le dà il vocabolario non vuol dire parlare per assoluti, ma parlare la stessa lingua degli altri. Fdul ti ha appena spiegato perché considerare 'tradizionale' come opposto di 'sportivo' sia un errore grossolano, e tu gli rispondi che il tuo discorso è valido se dai alle parole un significato diverso che vale solo per te
il pallone e mio è ci gioco solo io >:(
e a te non lo do manco se piangi ;D
come al solito attaccate ad penem canis, giusto perché dovete dare torto a ogni costo.
mi sono un po' stufato, ma questo lo ho già detto... non volete capire o lo fate apposta??? io non ho nulla contro le definizioni del vocabolario, ci mancherebbe. sto spiegando il mio personale punto di vista. detto questo mi ritiro buono buono. sayonara.
Per precisare a onor del vero il punto 2 (sport vs. tradizione): perlomeno nel karate (l'unica disciplina che in parte conosco), avrebbe senso contrapporre "tradizionale" a "sportivo", per la considerazione che - all'epoca del formarsi del corpus tradizionale - lo sport come lo intendiamo oggi semplicemente non esisteva. Al massimo, per i modi e i tempi in cui era praticato, potrebbe essere considerato un'attività "proto-sportiva" come altre sue contemporanee.
sì ma rimane il fatto che il karate come lo conosciamo noi oggi (o meglio, come lo conoscete voi oggi :D) è spesso frutto di un'opera di formalizzazione che, di fatto, ne inficia la tradizionalità
non è possibile esprimere dissenso per nessuna affermazione personale, stacci happo :nono:
sarebbe bello una volta per tutte andare in fondo a certe cose :)non è possibile esprimere dissenso per nessuna affermazione personale, stacci happo :nono:
Beh, se de gustibus non disputandum est avrebbe ragione Muteki.
Solo che qui non si parlava di gusti, ma di significato... nulla di nuovo, sono anni che ci si scorna sulle stesse cose, ci si giura eterno silenzio e poi si riparte alla prima occasione: è il bello dei forum! :-*
:)
Ancora non è chiaro a cosa serve la sezione: a scambiarsi opinioni basate su fatti ed esperienze tangibili. Così come dovrebbe essere una pratica INTERSTILE: fatta di tanto sudore e pochi giri di parole.
significato di Tradizionale e Moderno per le AM
la mentalità comune in italia vuole identificare come TRADIZIONALE quelle pratiche che sono composte da questi elementi:
- un modo di salutare folkloristico
- pratica orientaleggiante
- allenamento in costume
- grida e smanacciate al vento
non importa se la disciplina è nuova o vecchia efficace o non efficace quelle discipline con gli elementi sopra citati SONO tradizionali.
Io non ho capito l'argomento del topic. ???
Io non ho capito l'argomento del topic. ???
Nel rispetto di chi pratica da piu' tempo ma anche di chi critica costruttivamente. Nel rispetto di alcune regole di buona condotta (niente sigarette, niente parolacce, niente violenza o atteggiamenti "eccessivi") quando si e' in palestra e, possibilmente, anche lontani da questa. Nella disponibilita' a dare una mano a sistemare la palestra prima e dopo gli allenamenti.
Nell'impegnarsi sempre a fondo a migliorare.
penso che se si vuole seguire il solco storico delle arti marziali orientali, anche questi aspetti siano da conoscere e apprezzare e praticare.
Hai perfettamente ragione nelle tue osservazioni. Maestri che fumano o che parlano al cellulare o fanno altro durante le lezioni e gli stage ce ne sono dappertutto e purtroppo non posso dire che anche da noi di praticanti che, fatti 10 metri fuori dalla palestra, non "perdano" la loro marzialita'. Ma la scuola prevede che questi non siano i comportamenti adatti e per questo alcune persone sono state allontanate o si sono allontanate volontariamente perche' non si trovavano bene con queste idee.
Riallacciandomi al tuo punto finale, con cui mi trovo particolarmente in accordo, penso che tradizione, secondo me, sia (anche) mettere nel proprio bagaglio tutto il pacchetto, compresi i valori meno "fisici" e piu' "ideali".
E i maestri che fumano la pipa rituale?
Quindi se, nella vita di tutti i giorni, uno fuma o bestemmia viene cacciato?
Con le dovute differenze, e' come avere un piccolo bushido (che non penso copra le pipe rituali ;) ).
Stranissimo uso dell'aggettivo "marziale"... ???Quindi se, nella vita di tutti i giorni, uno fuma o bestemmia viene cacciato?
Ciao Andy, piu' che altro se in palestra o nelle occasioni in cui si e' tutti insieme il comportamento e' del genere prima si richiama la persona ai valori che per noi sono importanti e se questa si ostina a essere poco "marziale" si chiede di non venire piu' in palestra.
Ovviamente non si vuole imporre alle persone nulla, ma si cerca di incoraggiare ciascuno a tenere un comportamente che segua determinate regole che, per noi, sono importanti.
Con le dovute differenze, e' come avere un piccolo bushido (che non penso copra le pipe rituali ;) ).
Che uno possa allontanare dalla sua scuola chi non è allineato, IMHO ci sta.mai visto DEVI, sempre PUOI e sto parlando di una delle scuole più numerose e presenti di Italia, se non la più.
Trovo molto più "pipposo" quello che vedo nei corsi di BJJ: devi comprare la maglietta; devi comprare le toppe, perché il tuo keikogi deve essere addobbato come un albero di Natale; devi fare l'esame e pagarne la quota. Eppure, anche lì tutti zitti quando parla il maestro. Come nei più classici corsi "tradizionali"...
Quando il maestro parla si sta zitti, qualunque corso sia, marziale e non :)A parte a scuola... XD
In linea generale quando uno parla si sta zitti e si ascolta. Punto e basta. A maggior ragione se vai ad imparare qualcosa, te ne stai zitto, e cerchi di imparare. Se non ti interessa perche cacchio ti sei iscritto al corso? Se ti sei iscritto al corso e scopri in un secondo momento che non ti interessa, prendi e te ne vai. Se hai bisogno di una pausa, esci a chiaccheri quanto vuoi fuori dai maroni. Non sopporto quando spiego e ci sono sempre i soliti 2-3 microcefali che chiaccherano, poi li guardi e stanno zitti. Ma appena ti giri ricominciano :ricktaylor: :ricktaylor: :ricktaylor:Quando il maestro parla si sta zitti, qualunque corso sia, marziale e non :)A parte a scuola... XD
In linea generale quando uno parla si sta zitti e si ascolta. Punto e basta. A maggior ragione se vai ad imparare qualcosa, te ne stai zitto, e cerchi di imparare. Se non ti interessa perche cacchio ti sei iscritto al corso? Se ti sei iscritto al corso e scopri in un secondo momento che non ti interessa, prendi e te ne vai. Se hai bisogno di una pausa, esci a chiaccheri quanto vuoi fuori dai maroni. Non sopporto quando spiego e ci sono sempre i soliti 2-3 microcefali che chiaccherano, poi li guardi e stanno zitti. Ma appena ti giri ricominciano :ricktaylor: :ricktaylor: :ricktaylor:Quando il maestro parla si sta zitti, qualunque corso sia, marziale e non :)A parte a scuola... XD
Che uno possa allontanare dalla sua scuola chi non è allineato, IMHO ci sta.mai visto DEVI, sempre PUOI e sto parlando di una delle scuole più numerose e presenti di Italia, se non la più.
Trovo molto più "pipposo" quello che vedo nei corsi di BJJ: devi comprare la maglietta; devi comprare le toppe, perché il tuo keikogi deve essere addobbato come un albero di Natale; devi fare l'esame e pagarne la quota. Eppure, anche lì tutti zitti quando parla il maestro. Come nei più classici corsi "tradizionali"...
Ma forse oggi le cose son cambiate
Se penso ad abbigliamento obbligatorio e a esami e private a fior di quattrini mi viene in mente altro
Quando il maestro parla si sta zitti, qualunque corso sia, marziale e non :)
Io ne ho beccate 2 su 2 così, entrambe particolarmente note, ma concordo che non è un campione significativo.
Io ne ho beccate 2 su 2 così, entrambe particolarmente note, ma concordo che non è un campione significativo.
Che COSTRINGEVA la gente a comprare toppe e magliette? :-\ Scherzi?
Che uno possa allontanare dalla sua scuola chi non è allineato, IMHO ci sta.Io ho frequentato 2 diversi corsi di bjj per qualche tempo e conosco persone che ne frequentano altri due diversi. A me nessuno mi ha mai nemmeno obbligato a comprare il gi, potevo usare quello vecchio da judo di mio fratello con i pantaloni corti.
Trovo molto più "pipposo" quello che vedo nei corsi di BJJ: devi comprare la maglietta; devi comprare le toppe, perché il tuo keikogi deve essere addobbato come un albero di Natale; devi fare l'esame e pagarne la quota. Eppure, anche lì tutti zitti quando parla il maestro. Come nei più classici corsi "tradizionali"...
Apprezzo la visione distaccata di DexUà e concordo che per una certa nutrita fetta di popolazione certe tare mentali cambiano solo di abito ma non di sostanza, anche io ho visto qualcosa a riguardo.Per molti, anzi per troppi, avere un maestro che mena, equivale a saper menare.
Scusate ma il maestro che ti mena mi sembra poco valido come parametro generale e come attenuante nello specifico, inizierei piuttosto a valutare il maestro che sa insegnare (e ce ne passa...).
Apprezzo la visione distaccata di DexUà e concordo che per una certa nutrita fetta di popolazione certe tare mentali cambiano solo di abito ma non di sostanza, anche io ho visto qualcosa a riguardo.
Scusate ma il maestro che ti mena mi sembra poco valido come parametro generale e come attenuante nello specifico, inizierei piuttosto a valutare il maestro che sa insegnare (e ce ne passa...).
E io condivido in pieno, salvo che però, fin troppo spesso, quando si inizia a discutere su differenti punti di vista, alle eventuali obbiezioni, domande, sollecitazioni, si finisce per rispondere "1000 anni fa facevano così......gli antichi maestri......quelli che studiavano per uccidere facevano..." dimenticando che facevano quel che facevano, perchè avevano i mezzi e le conoscenze che avevano, non avendo ancora quelle che avrebbero avuto 1000 anni dopo se fossero campati abbastanza ;)
Credo che, tolti i provocatori di default, sia per questo che poi iniziano certe dispute.
Vorrei chiarire un punto. Non mi interessa la contrapposizione moderno vs tradizionale. Ma mi piacerebbe che un utente appena iscritto potesse scrivere della sua scuola, delle usanze della stessa, senza essere preso per il culo. Senza dover leggere che "i Kata non servono a un cazzo" (vedi altro topic). Etc etc. Stop.
1. | ma legale, s'intende |
e poi allontanare uno perchè fuma o bestemmia o cos'altro di poco apprezzato[1] fuori dal corso io lo trovo ridicolo e simil nazista. Sembra più una roba da setta religiosa, dai...su questo non condivido.
1. ma legale, s'intende
e poi allontanare uno perchè fuma o bestemmia o cos'altro di poco apprezzato[1] fuori dal corso io lo trovo ridicolo e simil nazista. Sembra più una roba da setta religiosa, dai...
1. ma legale, s'intende
c'è una differenza piccolissima però, almeno nel "tutti zitti quando parla il maestro", si sta zitti perchè dopo il maestro ti annoda dimostrando il perchè si doveva fare silenzio ed ascoltare cosa che crea fiducia negli allievi, nel corso tradizionale spesso e volentieri il maestro non combatte mai e la fiducia la crea come nelle sette 8)mah, in realtà si sta zitti perchè mentre uno spiega è:
1. | ove il maestro del mio esempio non sia medico e l'insegnante dell'esempio non abbia studiato etica |
Vorrei chiarire un punto. Non mi interessa la contrapposizione moderno vs tradizionale. Ma mi piacerebbe che un utente appena iscritto potesse scrivere della sua scuola, delle usanze della stessa, senza essere preso per il culo. Senza dover leggere che "i Kata non servono a un cazzo" (vedi altro topic). Etc etc. Stop.Io vorrei tanto che questo forum avesse più iscritti, mi piace leggere e partecipare a discussioni e leggere interventi nuovi e conoscere nuovi praticanti.
Vorrei chiarire un punto. Non mi interessa la contrapposizione moderno vs tradizionale. Ma mi piacerebbe che un utente appena iscritto potesse scrivere della sua scuola, delle usanze della stessa, senza essere preso per il culo. Senza dover leggere che "i Kata non servono a un cazzo" (vedi altro topic). Etc etc. Stop.
scusa ma il topic non nasceva proprio per questo?
poi credo che tutti siano d'accordo con chi dice che quando uno parla, gli altri , per educazione, dovrebbero star zitti, a maggior ragione in un corso dove si va per imparare qualcosa, che sia un corso di cucito o uno di assassineria poco importa.
e poi allontanare uno perchè fuma o bestemmia o cos'altro di poco apprezzato[1] fuori dal corso io lo trovo ridicolo e simil nazista. Sembra più una roba da setta religiosa, dai...
1. ma legale, s'intende
Vorrei chiarire un punto. Non mi interessa la contrapposizione moderno vs tradizionale. Ma mi piacerebbe che un utente appena iscritto potesse scrivere della sua scuola, delle usanze della stessa, senza essere preso per il culo. Senza dover leggere che "i Kata non servono a un cazzo" (vedi altro topic). Etc etc. Stop.Io vorrei tanto che questo forum avesse più iscritti, mi piace leggere e partecipare a discussioni e leggere interventi nuovi e conoscere nuovi praticanti.
Però io vorrei che ogni persona potesse esprimere la propria opinione. Se una buona fetta di utenti qui pensa che i "kata non servono a un cazzo" e lo vuole dire ad ogni occasione, non vedo perchè non potrebbe farlo...Logicamente se nella discussione c'è un filo logico...
E io condivido in pieno, salvo che però, fin troppo spesso, quando si inizia a discutere su differenti punti di vista, alle eventuali obbiezioni, domande, sollecitazioni, si finisce per rispondere "1000 anni fa facevano così......gli antichi maestri......quelli che studiavano per uccidere facevano..." dimenticando che facevano quel che facevano, perchè avevano i mezzi e le conoscenze che avevano, non avendo ancora quelle che avrebbero avuto 1000 anni dopo se fossero campati abbastanza ;)
Credo che, tolti i provocatori di default, sia per questo che poi iniziano certe dispute.
Non mi interessa = non ho sollevato il punto perché sono a favore dell'uno o dell'altro. Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.che più o meno è uguale a quello che fai tu con questi ultimi, che discutano tra di loro hanno tutti i mezzi per farlo. E lo stavano facendo. Non capisco perchè ogni volta che si discute di ste cose si fa cadere la discussione dall'alto. Se dico i "kata non servono ad un cazzo" spalleggiato anche da diecimila persone ci vuole un attimo a smentirmi, così come se dico "Con i kata meno i puggili"[1] :)
.
1. | entrambe cose che non son successe qui |
Iommi scusa ma non ho capito. :-[Non mi interessa = non ho sollevato il punto perché sono a favore dell'uno o dell'altro. Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.che più o meno è uguale a quello che fai tu con questi ultimi, che discutano tra di loro hanno tutti i mezzi per farlo. E lo stavano facendo. Non capisco perchè ogni volta che si discute di ste cose si fa cadere la discussione dall'alto. Se dico i "kata non servono ad un cazzo" spalleggiato anche da diecimila persone ci vuole un attimo a smentirmi, così come se dico "Con i kata meno i puggili"[1] :)
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1. entrambe cose che non son successe qui
Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.
Ultimo, ognuno a casa sua fa quello che gli pare. Se uno non vuole chi tira giù un Porco ... ogni 2x3, è libero di non tenersi un allievo così. E né tu né io dovremmo giudicare. Dire che non siamo d'accordo invece ci sta. Sempre con rispetto, possibilmente.
dopo che ora fuggo ma fondamentalmente era un attestato di stima verso gli utenti tuttiIommi scusa ma non ho capito. :-[Non mi interessa = non ho sollevato il punto perché sono a favore dell'uno o dell'altro. Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.che più o meno è uguale a quello che fai tu con questi ultimi, che discutano tra di loro hanno tutti i mezzi per farlo. E lo stavano facendo. Non capisco perchè ogni volta che si discute di ste cose si fa cadere la discussione dall'alto. Se dico i "kata non servono ad un cazzo" spalleggiato anche da diecimila persone ci vuole un attimo a smentirmi, così come se dico "Con i kata meno i puggili"[1] :)
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1. entrambe cose che non son successe qui
tranquillo, quando hai tempo.dopo che ora fuggo ma fondamentalmente era un attestato di stima verso gli utenti tuttiIommi scusa ma non ho capito. :-[Non mi interessa = non ho sollevato il punto perché sono a favore dell'uno o dell'altro. Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.che più o meno è uguale a quello che fai tu con questi ultimi, che discutano tra di loro hanno tutti i mezzi per farlo. E lo stavano facendo. Non capisco perchè ogni volta che si discute di ste cose si fa cadere la discussione dall'alto. Se dico i "kata non servono ad un cazzo" spalleggiato anche da diecimila persone ci vuole un attimo a smentirmi, così come se dico "Con i kata meno i puggili"[1] :)
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1. entrambe cose che non son successe qui
Vuoi più iscritti e coi nuovi e vecchi vuoi avere la libertà di scrivere, dall'alto del tuo essere educato e fenomeno del combattimento, che questo o quello non servono A UN CAZZO. Perfetto. Non condivido, ma grazie per avermi chiarito senza possibilità di essere frainteso la tua opinione. Speriamo che questo modo di rivolgersi ai tuoi interlocutori inciti frotte di persone a iscriversi su ar.ma.Forse ci dovevi mettere un punto interrogativo dopo ad "UN CAZZO".
era un invito a rilassarsi e che la buona educazione non è solo non dire ad uno "i kata non servono ad un cazzo"[2] ma anche evitare di dargli del mentecatto[3]Iommi scusa ma non ho capito. :-[Non mi interessa = non ho sollevato il punto perché sono a favore dell'uno o dell'altro. Ne faccio una questione di buona educazione. E ridere di un utente appena iscritto perché non si condivide quello che - con educazione - scrive, è da mentecatti. Lo stesso è fare i fighi e spalleggiarsi a vicenda. O dire che questo e quello non serve a un cazzo.che più o meno è uguale a quello che fai tu con questi ultimi, che discutano tra di loro hanno tutti i mezzi per farlo. E lo stavano facendo. Non capisco perchè ogni volta che si discute di ste cose si fa cadere la discussione dall'alto. Se dico i "kata non servono ad un cazzo" spalleggiato anche da diecimila persone ci vuole un attimo a smentirmi, così come se dico "Con i kata meno i puggili"[1] :)
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1. entrambe cose che non son successe qui
2. | cosa che non è successa qui |
3. | proprio per regolamento |
Per cui si hai frainteso.
P.s. avrei piacere di avere nuovi utenti ma non scendendo a compromessi con la sincerità e la libertà di opinione.
1. | o imporre. |
2. | comunque, difficilmente verificabili. |
3. | una presunta, o vera, "tradizione" di purezza di spirito; semplice trip orientaleggiante; ci si crede davvero; si cerca di tirar su belle persone sia in palestra che fuori; varie ed eventuali. |
Mi interessa tornare un attimo sul discorso accennato con Syntrip, per capire qual è l'opinione diffusa su Ar.Ma.
Premetto la mia opinione: conta come ci si comporta in palestra. Fuori di lì, non sono né il papà né il fratello maggiore di qualsiasi allievo.
Come vedete il cercare di far seguire[1] determinate regole comportamentali anche al di fuori del dojo/palestra[2], qualunque sia il motivo per cui si cerca di farlo[3]?
1. o imporre. 2. comunque, difficilmente verificabili. 3. una presunta, o vera, "tradizione" di purezza di spirito; semplice trip orientaleggiante; ci si crede davvero; si cerca di tirar su belle persone sia in palestra che fuori; varie ed eventuali.
Pollice verso perché è impossibile sapere cosa fanno tutti nel tempo libero, o perché proprio non ti interesserebbe?
Mi interessa tornare un attimo sul discorso accennato con Syntrip, per capire qual è l'opinione diffusa su Ar.Ma.
Premetto la mia opinione: conta come ci si comporta in palestra. Fuori di lì, non sono né il papà né il fratello maggiore di qualsiasi allievo.
Che uno possa allontanare dalla sua scuola chi non è allineato, IMHO ci sta.
Come vedete il cercare di far seguire[1] determinate regole comportamentali anche al di fuori del dojo/palestra[2], qualunque sia il motivo per cui si cerca di farlo[3]?
1. o imporre. 2. comunque, difficilmente verificabili. 3. una presunta, o vera, "tradizione" di purezza di spirito; semplice trip orientaleggiante; ci si crede davvero; si cerca di tirar su belle persone sia in palestra che fuori; varie ed eventuali.
Ultimo, ognuno a casa sua fa quello che gli pare. Se uno non vuole chi tira giù un Porco ... ogni 2x3, è libero di non tenersi un allievo così. E né tu né io dovremmo giudicare. Dire che non siamo d'accordo invece ci sta. Sempre con rispetto, possibilmente.
4. | come mi viene da pensare che venga inteso da chi mi vuole imporre le regole del dojo/palestra... ma magari anche qui mi sbaglio |
5. | e non solo a casa sua, di fatto uno può uscire in strada con l'ak47 e far secchi tutti quelli che riesce... se poilo seccano a sua volta , beh se non aveva ponderato l'oppurtunità che accadesse, cazzi suoi... (questo è OT ma giusto per chiarire il mio POV) |
Sull'argomento morale:
Io rimango sempre molto attaccato al concetto di 道 (-Do) del Budo giapponese e per questo penso sia una cosa bella cercare di trasmettere dei valori positivi. Se è vero che l'educazione viene (dovrebbe venire) da scuola e famiglia, è vero che un ruolo importante può essere assunto da attori esterni che spesso diventano importanti modelli di comportamento, volenti o nolenti. Io devo molto al mio sensei e, lo ripeto sempre, è stato un fondamentale terzo genitore per me, dispensandomi consigli e suggerimenti (mai imposizioni) che non sarebbero mai arrivati da scuola o famiglia e che mi hanno aiutato a crescere.
Le ore possono essere poche ma come sempre secondo me più che la quantità conta la qualità.
Ora, per non fare di se' stessi dei ridicoli santoni, ne' calarsi in un contesto che non è quello in cui ci si trova, secondo me può essere quindi un buon compromesso cercare di influenzare con l'esempio e l'autorevolezza, sperando che questo sia replicato anche fuori dal dojo (e secondo me se l'esempio è buono le probabilità ci sono). Ovviamente, all'estremo, comportamenti illegali o assolutamente inaccettabili non dovrebbero essere tollerati anche se attuati fuori dall'orario del corso.
Sull'argomento diatribe da forum:
Rimango fermamente convinto che i kata non servano a nulla o quasi e ci sono altri argomenti su cui sono piuttosto radicale.
Certamente sono anche per la libertà di espressione e per il rispetto delle regole dialettiche. Tuttavia penso che la dialettica da sola non sia sufficiente per creare un ambiente ideale, perchè se è vero che se uno ha ragione ce l'ha a prescindere di chi è e di come lo dice, è anche vero che un'atmosfera più distesa potrebbe invogliare più persone a buttarsi e scrivere, e allargando il giro, il forum potrebbe essere più ricco di contenuti. Quindi alla suddetta dialettica io penso sia bello provare anche ad associare l'assertività.
Questo non significa che ci si debba tappare la bocca ogni volta che uno scrive qualche castroneria (vera o presunta), ma magari usare un po' di indulgenza e cercare di capire se un intervento a gamba tesa può davvero essere utile ai fini della community, se è richiesto e / o opportuno o se magari non è meglio ad esempio rimandare ad altre discussioni già affrontate o nuove, in modo da non creare mille discussioni clone che durano 2 pagine e si esauriscono. Quindi magari lasciare che i karateka si scannino se è più giusto il piedino così o cosà in Tekki e magari aprire (o RIaprire perchè non ritengo sia un male invece che le discussioni ritornino ciclicamente) in interstile una discussione ad hoc sul tema caldo serve-nonserve.
Ovvio che se arriva lo spocchioso guerriero supremo di turno lo si ostracizza, ma se tale pratica è utilizzata troppo di frequente, forse c'è un problema di comunicazione.
Dico questo perchè ritengo il contraddittorio il cuore di un forum e per avere un vero contraddittorio è necessario che siano accolte persone che hanno visioni differenti.
Bellissimo post, Ryujin.
@Syntrip. Scrivere che un maestro è libero di non accettare (esempio) chi bestemmia, non implica che io lo faccia o che sia d'accordo. Vuol solo dire che IMHO lui è libero di farlo. La tua casa, le tue regole.
Assolutamente no!E io condivido in pieno, salvo che però, fin troppo spesso, quando si inizia a discutere su differenti punti di vista, alle eventuali obbiezioni, domande, sollecitazioni, si finisce per rispondere "1000 anni fa facevano così......gli antichi maestri......quelli che studiavano per uccidere facevano..." dimenticando che facevano quel che facevano, perchè avevano i mezzi e le conoscenze che avevano, non avendo ancora quelle che avrebbero avuto 1000 anni dopo se fossero campati abbastanza ;)
Credo che, tolti i provocatori di default, sia per questo che poi iniziano certe dispute.
Quindi uno al suo 3' o 10' post, se parla di Kata, di Tradizionale, di Respirazione, sarà senza alcun dubbio un utente che dobbiamo rieducare da subito, che dobbiamo salvare e possibilmente sfottere? Perché noi sappiamo che in futuro sarà un cazzaro?
Di sicuro io sostengo che i kata servono per combattere. Lo sostengo a chiacchere. Ma ne sono al tempo stesso convinto di fatto. E questo dovrebbe essere rispettato a prescindere. Non ci vedo nulla di sconvolgente. I kata bastano? Se qualcuno non ha mai detto che i "kata non servono a un cazzo" allora nessuno a mai detto che i kata sono sufficiente per combattare. Ma perché c'è qualcosa che "basta" per combattere? Se ci fosse la faremmo tutti e ci basterebbe. Invece non ci basta. E dobbiamo continuare ad allenarci.
Se penso alle AMT non penso solo alle AM. Penso a un sacco di cose che vanno al di là delle AM. Senza quelle cose mi sarei disinnamorato da tempo. Per me le AMT sono modernissime. Molto più moderne di quelle occidentali.
ecco, questa è una cazzata, scusa il termine[1]ma lo è, come lo sarebbe se dicessi che "i kata non servono a niente" :)
Di sicuro io sostengo che i kata servono per combattere.
1. | ti giuro non offensivo ma era per ricollegarmi a sopra :) |
1. | che comunque è ben diverso dal dire che "è una cazzata" |
Kata servono a combattere in un certo modo e con un certo stile tipico della disciplinapotrei dire che è non vera[1] e non è vera proprio per la parola combattere
Kata servono a muoversi in un certo modo e con un certo stile tipico della disciplina
1. | se non peggio |
Mah dipende sempre dall'equilibrio delle cose.concordo quindi:
Il karateka che fa 10 anni di solo Kumite, con buona probabilità sarà uno che mena, ma stilisticamente sgraziato e sporco.
Il Karateka che fa gli stessi 10 anni di Kata, con buone probabilità sarà bello da vedere ma le prenderà dal primo.
I Kata, sotto il profilo stilistico, sono sostituibili da Kihon e sequenze, ciò non di meno, nell'ottica dell'imparare a muoversi secondo quei canoni, hanno una durata e una quantità di movimenti e direzioni maggiore, cosa utile se devo abituarmi a quel modus.
Un mix delle attività, equilibrato e ragionato, probabilmente produce uno che combatte con movimenti più corretti e migliori posture.
Allo stesso modo, fare entrambe le cose, ma senza poi dare un senso logico, lavorando su come portare le posture e le linee dei Kata, per quanto possibile, in Kumite, produce un Karateka che fa i Kata e quando combatte fa kick Boxing brutta.
Il dato probabilmente certo è che, attraverso i Kata non imparo il combattimento, semmai lo posso migliorare o allineare con ciò che pratico, ma di certo il combattimento lo imparo combattendo.
Kata servono a muoversi in un certo modo e con un certo stile tipico della disciplinapoi se uno di suo sa combattere, perchè ha imparato, tramite altri metodi, tipici della disciplina o anche esterni avremo un Lyoto o simili
Iommi lo so perchè hai usato il termine cazzata..... non c'è bisogno che lo spieghi perchè è un termine che non è nelle tue corde. ;)tranquillo :) non è un problema, quello che mi premeva sottolineare è che su argomenti particolari è necessario essere precisi o avere le spalee larghe per accettare degli attacchi o delle richieste di chiarimeto
Per quato riguarda il "combattere" invece potremmo disquisire per mesi.... solo che non riesco a stare più molto al pc. :(
Iommi lo so perchè hai usato il termine cazzata..... non c'è bisogno che lo spieghi perchè è un termine che non è nelle tue corde. ;)tranquillo :) non è un problema, quello che mi premeva sottolineare è che su argomenti particolari è necessario essere precisi o avere le spalee larghe per accettare degli attacchi o delle richieste di chiarimeto
Per quato riguarda il "combattere" invece potremmo disquisire per mesi.... solo che non riesco a stare più molto al pc. :(
Importante è capire che il forum non è solo intra nos ma è uno strumento importante per i lurker o per i visitatori quindi c'è un po' di responsabilità di tutti nel lasciar correre una frase od un concetto non corretto :)
Mah dipende sempre dall'equilibrio delle cose.
Il karateka che fa 10 anni di solo Kumite, con buona probabilità sarà uno che mena, ma stilisticamente sgraziato e sporco.
Il Karateka che fa gli stessi 10 anni di Kata, con buone probabilità sarà bello da vedere ma le prenderà dal primo.
I Kata, sotto il profilo stilistico, sono sostituibili da Kihon e sequenze, ciò non di meno, nell'ottica dell'imparare a muoversi secondo quei canoni, hanno una durata e una quantità di movimenti e direzioni maggiore, cosa utile se devo abituarmi a quel modus.
Un mix delle attività, equilibrato e ragionato, probabilmente produce uno che combatte con movimenti più corretti e migliori posture.
Allo stesso modo, fare entrambe le cose, ma senza poi dare un senso logico, lavorando su come portare le posture e le linee dei Kata, per quanto possibile, in Kumite, produce un Karateka che fa i Kata e quando combatte fa kick Boxing brutta.
Il dato probabilmente certo è che, attraverso i Kata non imparo il combattimento, semmai lo posso migliorare o allineare con ciò che pratico, ma di certo il combattimento lo imparo combattendo.
perchè se è vero che se uno ha ragione ce l'ha a prescindere di chi è e di come lo dice
Naturalmente iommi, tu e ribadisco te e pochi altri, potete anche scriverlo che secondo voi ho detto cazzate perché abbiamo imparato a conoscerci e fra interlocutori nei confronti dei quali c'è rispetto e che sanno anche ascoltare, come nel tuo caso, ci si può anche mandare a fanculo.ecco, questa è una cazzata, scusa il termine[1]ma lo è, come lo sarebbe se dicessi che "i kata non servono a niente" :)
Di sicuro io sostengo che i kata servono per combattere.
1. ti giuro non offensivo ma era per ricollegarmi a sopra :)
Nel Karate che io pratico, ad esempio, è importantissimo arrivare a bersaglio, ma lo è parimenti farlo in un determinato modo.Sono talmente d'accordo che non vedo altro modo per praticare karate do.
Se parlassimo di "verità" in ambito dialettico la verità sarebbe qualcosa in realtà di molto discutibile. Per esempio buona parte, ma io direi anche tutta la filosofia si basa sulla capacità dialettica di convincere l'interlocutore della bontà delle proprie opinioni. Considerando la filosofia quel contenitore di conoscenze e di sapere che spazia dalla metafisica alla teologia. Argomenti di cui si discute e per i quali non c'è una verità a prescindere.
Però qui parliamo, spesso, di "verità" in un contesto ben preciso cioè quello delle AM, degli SdC e della DP.
In questo contesto se una cosa è vera a prescindere lo è perché è misurabile e chiunque utilizzando lo stesso strumento di misura avrebbe lo stesso risultato.
Ma cosa possiamo misurare in modo così universale nell'ambito di discipline che, da molti punti di vista, potremmo definire umanistiche? Mi viene in mente subito una qualità misurabile: la performance, ma chiamamola anche prestazione intendendo con questo tutte quelle qualità specifiche come la resistenza, velocità, forza, tecnica, ecc...
La prestazione è qualcosa che nelle discipline fisiche si può misurare e se determinati strumenti allenanti contribuiscono a variare il risultato della misurazione allora quegli stessi strumenti funzionali alla prestazione godono della qualità di poter essere giudicati veri o falsi a prescindere.
Con questo ragionamento io mi pongo dalla parte di tutti coloro nel forum che ritengono che questo ragionamento sia valido.
Adesso però voglio fare anche dialettica e dire un'altra cosa.
Mai e poi mai ridurrò le AM alla mera misurazione di una prestazione. Per me non saranno mai e poi mai soltanto questo. Lo sport per me è soltanto questo non le AM.
Non lo sono per me perché non lo sono a prescindere.
Per esempio se qualcuno mi dicesse che l'aikido è la miglior disciplina di grappling in quanto tale e indipendentemente da tutto il resto io direi che la miglior disciplina di grappling è il grappling non l'aikido.
Se separo l'aikido dallo shintoismo, dal concetto di difesa senza offesa. Se separo l'aikido dall'ultmo ueshiba allora non è aikido.
Così come non c'è taiji senza tao. Così come non c'è karate senza do.
Ma cose misuro queste cose. Dove sta la performance nel budo. Cose antiche? Assolutamente no. Cose talmente moderne e talmente avanti nella loro evoluzione che, io direi necessariamente, si sono dovute fondere con principi e concetti che coprono tutta la vita fino a indicare alla vita stessa il do. E il do stesso si è evoluto nel tempo. Che forse sia il do la prestazione che devo misurare nella vita di tutti i giorni?
Come posso a questo punto entrare in un dojo, con quello che il dojo significa, e pensare di fare solo sport? Come posso farlo io e come può farlo chiunque abbia abbracciato non solo la parte prestazionale di una disciplina, ma anche il resto? Ma se oggi sulla soglia dei 40 anni ancora pratico e perché le AM per me sono ben oltre la sola pratica sportiva come attività misurabile in termini di performance.
Le forme, il qi, il kiai, la meditazione, i concetti filosofici e spirituali sono cose alle quali io non rinuncio e grazie alle quali amo le AM.
Beh quello della disciplina in questione/stile/scuola
Da ultimo, un solo particolare su cui non sono per niente d'accordo è definire lo sport "solo" sport. Lo sport è una cosa bellissima e molto spirituale se affrontata nella giusta ottica, e questo può succedere (può succedere) dal livello amatoriale fino ai più alti e competitivi livelli agonistici :)
Trovo ad esempio moltissima filosofia e spiritualità anche nel sollevare dei pesi ad esempio, e penso che (non è il tuo caso, beninteso) i marzialisti che denigrano tali pratiche come effimere e superficiali siano in realtà loro stessi molto superficiali.
Infine, sempre secondo la mia modesta visione, avere il coraggio di rompere gli schemi (Ha) per poi sublimarli (Ri) secondo la conoscenza che si ha a disposizione per ottenere il miglior risultato possibile, senza estremismi ne' in un senso ne' nell'altrom non è altro che seguire almeno tre dei più antichi precetti nell'ambito del Karate: cercare il perfezionamento dello spirito (attraverso lo studio e la ricerca), cercare di seguire le vie della sincerità (accettando certe verità anche quando queste sono in contrasto con le consuetudini finora tramandate[nb][/nb]), cercare di coltivare uno spirito ambizioso (esplorando l'inesplorato).
Questo secondo me fa molto bene anche allo spirito :)
Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice.
Shurei-Kan: a dire il vero, tolta la famiglia del Kyokushin / Kakuto, l'unica impronta stilistica in tutto il mondo del Karate che sia allo stesso tempo peculiare e (almeno qualche volta) efficace è quella del shobu ippon kumite.
Le movenze del kata non sono comunque mai riscontrate, quindi secondo me è lo studio e l'approfondimento del suddetto shobu ippon kumite ciò che in realtà identifica sul campo il nostro Karate.
Ma io stesso ho scritto che non c'è contrapposizione. L'importante è che non si confondano.Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice.
Ni!
Sono d'accordo con il succo, ma nella terra dove sono nati Do e Jutsu non esiste e non è mai esistita questo dicotomia netta come non esiste tra mente, spirito, cuore corpo e fisico. Quindi non ragionando a comparti stagni e con le duvute preponderanze cicliche credo che Do e Jutsu, sebben distinti, siano da considerarsi un tuttuno.
Prima di approfondire la cosa penso che sia importante definire:Le movenze del kata non sono comunque mai riscontrate, quindi secondo me è lo studio e l'approfondimento del suddetto shobu ippon kumite ciò che in realtà identifica sul campo il nostro Karate.
Non è vero!
Rimanendo in ambito Shotokan style coloro che, per via dell'iperspecializzazione, praticano solo ed esclusivamente Kumite Point senza Katacombattonosi muovono in maniera diversa da quelli che lo fanno o lo hanno fatto massicciamente.
Non che l'uno sia meglio dell'altro, non mi interessa questo, ma sono diversi.......è una quastione di "stile".
1. | Quindi non necessariamente calzanti |
.............credo che la distanza sia proprio nella scelta, laddove Jutsu non è una scelta, mentre Do lo è eccome.
Si può restare nel Jutsu senza mai occuparsi del Do, non si può seguire il Do senza essere passati dal Jutsu, almeno in ambito marziale ovviamente.
Ma perchè a me "Ni!" invece? :sbav:.............credo che la distanza sia proprio nella scelta, laddove Jutsu non è una scelta, mentre Do lo è eccome.
Si può restare nel Jutsu senza mai occuparsi del Do, non si può seguire il Do senza essere passati dal Jutsu, almeno in ambito marziale ovviamente.
Questo è vero ed è importantissimo sottolinearlo!
Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice.Ni!
Ma io stesso ho scritto che non c'è contrapposizione. L'importante è che non si confondano.Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice.
Ni!
Sono d'accordo con il succo, ma nella terra dove sono nati Do e Jutsu non esiste e non è mai esistita questo dicotomia netta come non esiste tra mente, spirito, cuore corpo e fisico. Quindi non ragionando a comparti stagni e con le duvute preponderanze cicliche credo che Do e Jutsu, sebben distinti, siano da considerarsi un tuttuno.
Prima di approfondire la cosa penso che sia importante definire:Le movenze del kata non sono comunque mai riscontrate, quindi secondo me è lo studio e l'approfondimento del suddetto shobu ippon kumite ciò che in realtà identifica sul campo il nostro Karate.
Non è vero!
Rimanendo in ambito Shotokan style coloro che, per via dell'iperspecializzazione, praticano solo ed esclusivamente Kumite Point senza Katacombattonosi muovono in maniera diversa da quelli che lo fanno o lo hanno fatto massicciamente.
Non che l'uno sia meglio dell'altro, non mi interessa questo, ma sono diversi.......è una quastione di "stile".
A) cosa intendi per diverso.
B) soprattutto come colleghi il nesso causa effetto kata - diverso modo di muoversi, laddove magari il diverso modo di muoversi potrebbe essere ricondotto ad altri fattori (banalmente e a puro titolo di esempio[1], l'intenzione di colpire invece che quella di fare punto, o la pratica del makiwara).
1. Quindi non necessariamente calzanti
Ma perchè a me "Ni!" invece? :sbav:.............credo che la distanza sia proprio nella scelta, laddove Jutsu non è una scelta, mentre Do lo è eccome.
Si può restare nel Jutsu senza mai occuparsi del Do, non si può seguire il Do senza essere passati dal Jutsu, almeno in ambito marziale ovviamente.
Questo è vero ed è importantissimo sottolinearlo!Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice.Ni!
Ni! :thsit:
Diverso in senso più ampio e "frivolo" nello specifico dello stile così come lo Shotokan si è autoimposto il proprio modello di riferimento.Stavolta non ho capito io :P
Ni! :thsit:Eh? :pla:
A te mi sa che il NI è perchè adesso sei sfreggiato, c'hai le cicatrici, quindi presto diventerai misogino, nichilista, un filo razzista e odierai chi fa KM..........per cui NI 8) 8)Hai dimenticato "complottista" XD
Il KoMplottismo israeliano è copiato dal Karate :nin: :nin: :nin:
Hai dimenticato "complottista" XD
Ni! :thsit:oppure: Ni! :nono: ?
Diverso in senso più ampio e "frivolo" nello specifico dello stile così come lo Shotokan si è autoimposto il proprio modello di riferimento.Stavolta non ho capito io :P
Nulla da dire su tutto il resto :)
Nel Karate che io pratico, ad esempio, è importantissimo arrivare a bersaglio, ma lo è parimenti farlo in un determinato modo, con determinate tecniche e con una postura ben precisa....... spesso alla faccia dell'efficacia.
:DNi! :thsit:oppure: Ni! :nono: ?
Vale anche NI! :whistle:Ni! :thsit:oppure: Ni! :nono: ?
Intendevo la stessa cosa.è riconoscibile anche l'altro.... ma non è che questo stilismo oggi sia visto come rispetto delle tradizioni mentre in origine era solo una cosa funzionale a quelo che si dovrebbe veramente fare?
I due atleti qui sotto hanno posture differenti. Non parlo di migliore o peggiore!
Quello di sx è un Karateka Shotokan style (dalla nuca ai piedi) riconoscibile dagli addetti ai lavori solo da questo scatto fotografico.
(http://i50.tinypic.com/muyl95.jpg)
Il Karate (Shotokan ndr) deve anche essere bello, come un fiore. (dice un praticante giapponese in Italia dal '65)
Questo intendo.
Quello che vorrei è definire in modo puntuale allora questo certo modo e questi certi parametri e criteri.
giochi descritti sui trattati.
giochi descritti sui trattati.
Che sarebbero?
Detto questo non ho ancora visto (sempre nello Shotokan Shobu Ippon) un insegnante che sia uno che, senza passare dalla pratica a solo anche dei Kata di stile abbia prodotto un atleta (un Karateka) che non combattesse con un pessimo Kumite saltellato o per contro con una simil KB.
Ad oggi non esiste nessuno, da Kagawa a Machida, checombattesi muove a quel modo senza essere passato per quella strada.
Detto questo non ho ancora visto (sempre nello Shotokan Shobu Ippon) un insegnante che sia uno che, senza passare dalla pratica a solo anche dei Kata di stile abbia prodotto un atleta (un Karateka) che non combattesse con un pessimo Kumite saltellato o per contro con una simil KB.
Ad oggi non esiste nessuno, da Kagawa a Machida, checombattesi muove a quel modo senza essere passato per quella strada.
Detto questo non ho ancora visto (sempre nello Shotokan Shobu Ippon) un insegnante che sia uno che, senza passare dalla pratica a solo anche dei Kata di stile abbia prodotto un atleta (un Karateka) che non combattesse con un pessimo Kumite saltellato o per contro con una simil KB.
Ad oggi non esiste nessuno, da Kagawa a Machida, checombattesi muove a quel modo senza essere passato per quella strada.
e tu hai davvero sottointeso che anche con i kata si insegna alle persone a non saltellare?
O magari sei più intelligente di quello che credi :)Quello che vorrei è definire in modo puntuale allora questo certo modo e questi certi parametri e criteri.
Non credo di esserne capace.
Sono una capra lo so! :-[
Però non credo (forse) neppure sia mai stato fatto ne sia fattibile.Sembra di no :thsit:
Detto questo non ho ancora visto (sempre nello Shotokan Shobu Ippon) un insegnante che sia uno che, senza passare dalla pratica a solo anche dei Kata di stile abbia prodotto un atleta (un Karateka) che non combattesse con un pessimo Kumite saltellato o per contro con una simil KB.Però se non riusciamo a definire cos'è "quel" modo e come si caratterizza, non possiamo nemmeno distinguere dagli altri modi.
Ad oggi non esiste nessuno, da Kagawa a Machida, checombattesi muove a quel modo senza essere passato per quella strada.
Non sto entrando nel merito del "pessimo" kumite della pessima kickboxing, sto entrando nel merito che con un esercizio a vuoto non si insegna ad una persona a non andare in panico durante un combattimento cosa che poi produce i saltelli o la simil kickboxing, anzi se mai è il contrario, più esercizi a vuoto si fanno, più si va nel panico quando ti viene messo davanti un avversario vero che non sai cosa farà.
Però se non riusciamo a definire cos'è "quel" modo e come si caratterizza, non possiamo nemmeno distinguere dagli altri modi.
Prendiamo il buon Aghayev:
Intanto notiamo che saltella non così tanto, spesso meno di Machida, ma secondo te lui è un buon o un cattivo saltellatore? Se cattivo, cosa non va?
Direi che siamo d'accordo. Io sono abbastanza sicuro che non sia un assiduo praticante di kata.Però se non riusciamo a definire cos'è "quel" modo e come si caratterizza, non possiamo nemmeno distinguere dagli altri modi.
Eh! Lo so...... :pla:
Prendiamo il buon Aghayev:
Intanto notiamo che saltella non così tanto, spesso meno di Machida, ma secondo te lui è un buon o un cattivo saltellatore? Se cattivo, cosa non va?
Lui è un mostro sacro! Un ottimo saltellatore (che in effetti salta poco e quanto basta come dicevi tu). Un eccellente atleta con una preparazione tecnica e atletica specifica da far paura.
Direi che siamo d'accordo. Io sono abbastanza sicuro che non sia un assiduo praticante di kata.
si aprirebbe la questione, il karate lo impara chi sa far karate o facendo karate si impara il karate... la concezione moderna verte sulla prima delle dueNon l'ho capita :-[
Buon allenamento :)si aprirebbe la questione, il karate lo impara chi sa far karate o facendo karate si impara il karate... la concezione moderna verte sulla prima delle dueNon l'ho capita :-[
Metodo Globale: Si insegna un esercizio o una abilità presentandola nel suo insieme. Non analizza i dettagli ne la perfezione del gesto ma si prefigge di raggiungere una prestazione accettabile e coordinata dal punto di vista globale. Il movimento deve avere spontaneità e naturalità.Viene anche citato il
Metodo Analitico: Consiste nell’imparare gli esercizi per parti o per fasi; solo dopo aver fatto questo avviene l’unione fra le singole fasi. Si cerca la perfezione dei movimenti, studiandoli nei dettagli.
Metodo Sintetico o Misto: E’ molto utilizzato specialmente nell’insegnamento degli sport. All’inizio si insegna l’abilità globalmente, passando poi al lavoro analitico, per poi ritornare al metodo globale. In altre parole collega ogni singolo elemento tra loro, per applicarlo al gioco.Il metodo analitico è tipico delle AM tradizionali, credo che sia abbastanza evidente. Il metodo globale solitamente si riscontra nelle discipline moderne (ma non sempre).
Rimanendo sul tema, in contraddizione con molti che, in buona o malafede ci vedono una contrapposizione, in verità penso anche che prima del Do (umanistico) ci sia il Jutsu (scientifico), ovvero la pratica pura e semplice. La ricerca di un modo efficiente di allenarsi è una condizione imprescindibile della pratica anche di un'arte marziale. La misurazione della prestazione in questo senso è uno strumento moderno che permette il perseguimento di questo obiettivo. Secondo la mia personalissima visione, in realtà tale perseguimento c'è sempre stato anche in passato e sono certo che se gli antichi maestri avessero avuto gli stessi strumenti a disposizione che abbiamo oggi, non avrebbero proprio fatto esattamente tutto come allora.
Infine, sempre secondo la mia modesta visione, avere il coraggio di rompere gli schemi (Ha) per poi sublimarli (Ri) secondo la conoscenza che si ha a disposizione per ottenere il miglior risultato possibile, senza estremismi ne' in un senso ne' nell'altro, non è altro che seguire almeno tre dei più antichi precetti nell'ambito del Karate: cercare il perfezionamento dello spirito (attraverso lo studio e la ricerca), cercare di seguire le vie della sincerità (accettando certe verità anche quando queste sono in contrasto con le consuetudini finora tramandate), cercare di coltivare uno spirito ambizioso (esplorando l'inesplorato).
Questo secondo me fa molto bene anche allo spirito :)
Da ultimo, un solo particolare su cui non sono per niente d'accordo è definire lo sport "solo" sport. Lo sport è una cosa bellissima e molto spirituale se affrontata nella giusta ottica, e questo può succedere (può succedere) dal livello amatoriale fino ai più alti e competitivi livelli agonistici :)
Trovo ad esempio moltissima filosofia e spiritualità anche nel sollevare dei pesi, e penso che (non è il tuo caso, beninteso) i marzialisti che denigrano tali pratiche come effimere e superficiali siano in realtà loro stessi molto superficiali.
Edit: corretti un paio di errori di battitura.
Come al solito un ottimo post.Grazie :gh:
Dal punto di vista della pratica credo che l'esperienza del justo venga prima del do.Sono convinto anch'io, ma penso che, sebbene si parli di un'unica cosa, la costruzione avviene per fasi. Secondo me (e secondo anche il mio sensei) prima di tutto c'è la pratica. Il resto viene dopo, ma spesso viene così naturale che quasi non c'è bisogno nemmeno di parlarne (salvo per fare due chiacchiere sul forum ovviamente :P).
Ma dal punto di vista della disciplina personalmente penso che il do e il justu siano la stessa cosa nelle AM.
Quando la biomeccanica del justu è tutt'uno con il do cioé quando il do indica la strada allo spirito attraverso il justu abbiamo il massimo dell'evoluzione della disciplina. Un esempio fra tutti, perché secondo me è eclatante, è appunto l'aikido.
Naturalmente nel dire questo confermo nuovamente che il do stesso si evolve. Il do del justu del primo ueshiba non è il do del justu dell'ultimo ueshiba.Questo trova conferma nella diversità di vedute tra i praticanti dell'Aikido di Ueshiba giovane e i praticanti dell'Aikido di Ueshiba vecchio. Ma è giusto che sia così, si parla di qualcosa di fluente e non a caso si utilizza il termine 流派 "ryuha" (come suffisso -ryu), che significa più o meno corrente, meglio rende in inglese: "flowing".
E sono d'accordo con te quando dici che la ricerca della prestazione, io credo in modo particolare quella tecnica, ci sia sempre stata anche in passato. Anzi è stata talmente ricercata che si è cercato di andare oltre il justu. Penso al taiji il cui justu è costruito interamente a partire dal tao.Ecco, secondo quanto so io in realtà il jutsu intende proprio una tecnica grezza senza nessuna filosofia antestante. In effetti l'azione commerciale di molte scuole più antiche che cercano di conquistare una fetta di mercato al Karate moderno di larga diffusione e che tutti conosciamo insiste proprio sulla contrapposizione falsa tra Karate-jutsu e Karate-do.
Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
Ma, alla faccia del mantenere la tradizione immutata, tutta la storia e le leggende del kung fu è un susseguirsi di stili e di scuole che nascono e si sviluppano per battere le scuole e gli stili precedenti.Questo è pacifico e verificato. Cosa diversa accade forse per la lotta, che dove ti giri ti giri, più o meno quella è.
assolutamente. Dico una cosa molto banale e personale: a me bruce lee e il jeet kune do, pur non praticandolo, hanno completamente trasformato il mio modo di relazionarmi con le AM.Pur non essendo particolarmente attaccato al personaggio, ho apprezzato e mi sono lasciato influenzare certe cose scritte sul suo Tao of JKD, e penso che stiamo parlando degli stessi passaggi :)
Ma pur relazionandomi in modo diverso la mia ricerca è ben lontana dall'essere legata solo a fattori prestazionali.Per me, non "solo", ma "anche" e "prima di tutto". Dico prima di tutto perchè secondo me può avere senso una pratica nuda e cruda senza nessun tipo di sovrastruttura spirituale, ma viceversa assolutamente no, almeno non se si parla di AM. Quindi la prestazione, intesa in senso ampio, rimane la base della piramide secondo me.
Effettivamente per quanto scarso sono un convinto sollevatore di pesi.Questo pensiero ti qualifica come un ottimo praticante (a prescindere dalla prestazione ;)) ai miei occhi.
Io penso che lo sport, anche se in modo implicito, ha il suo do che indica una strada fatta di sacrificio, di sudore, aiuta ad affontare i problemi con un approccio diverso anche al di fuori della palestra. Da sempre lo sport è anche un insegnate di vita. Ecc...
Tutte queste cose potrei capirle anche saltando semplicemente una corda. Quindi una corda oltre a fare fiato può insegnare un sacco di altre cose. Oppure ce le posso vedere io quelle cose. Ma qualcun'altro potrebbe vederci cose che io non vedo o non vedere quello che vedo io.
Ma nelle arti marziali è diverso. Non c'è distinzione. Non c'è separazione. Non posso vedere o non vedere. Non alleno il fiato per imparare il sacrificio. Nelle AM, se fa parte del do, alleno il sacrificio. Quanto faccio taiji alleno il tao. Quano faccio aikido alleno i principi shintoisti.Puoi spiegarmi meglio la differenza tra AM e sport visto che inizi dicendo "diverso"?
Va da se che sia nello sport sia nelle am di gente che si è persa durante la strada ce n'è a pacchi. Ma questo fa parte della vita che è qualcosa di più, perché comprende entrambi, sia dello sport che delle am.:thsit:
Non mi sono dimenticato. Appena ritrovo un pò di lucidità che, causa scrittura di quintalate di codice, si sta dissolvendo scriverò perché, per me, sono discipline "diverse".Ma nelle arti marziali è diverso. Non c'è distinzione. Non c'è separazione. Non posso vedere o non vedere. Non alleno il fiato per imparare il sacrificio. Nelle AM, se fa parte del do, alleno il sacrificio. Quanto faccio taiji alleno il tao. Quano faccio aikido alleno i principi shintoisti.Puoi spiegarmi meglio la differenza tra AM e sport visto che inizi dicendo "diverso"?
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Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
- cut -
Non mi sono dimenticato. Appena ritrovo un pò di lucidità che, causa scrittura di quintalate di codice, si sta dissolvendo scriverò perché, per me, sono discipline "diverse".Take your time :)
- cut -
Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
- cut -
Sinceramente non l'ho capita.
Me la spieghi?
Ciao Nick
Puoi spiegarmi meglio la differenza tra AM e sport?
- cut -
Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
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Sinceramente non l'ho capita.
Me la spieghi?
Ciao Nick
forse bb intende la differenza tra un lavoro marziale solo esterno ed uno anche interno
Come dicevo prima in queste pagine, penso che non sia un tabù riaprire vecchie questioni. Ci possono essere persone diverse che avrebbero qualcosa da dire, e le stesse persone che avevano dato la loro opinione potrebbero avere cambiato idea, o semplicemente avere qualcosa da aggiungere. Non è che questo forum sia particolarmente ricco in numero di discussioni attinenti le arti marziali, quindi secondo me la discussione andrebbe incoraggiata, anche se gli argomenti non sono particolarmente originali (ma parlando di pugni e calci non credo che ci si possa inventare chissà quali novità).Puoi spiegarmi meglio la differenza tra AM e sport?
Si potrebbe aprire un topic spin-off dal titolo: "Consistenza o inconsistenza della categorizzazione fra AM e SdC?".Spoiler: show
Come dicevo prima in queste pagine, penso che non sia un tabù riaprire vecchie questioni. Ci possono essere persone diverse che avrebbero qualcosa da dire, e le stesse persone che avevano dato la loro opinione potrebbero avere cambiato idea, o semplicemente avere qualcosa da aggiungere. Non è che questo forum sia particolarmente ricco in numero di discussioni attinenti le arti marziali, quindi secondo me la discussione andrebbe incoraggiata, anche se gli argomenti non sono particolarmente originali (ma parlando di pugni e calci non credo che ci si possa inventare chissà quali novità).
Rispondo prima a Nick.
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Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
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Sinceramente non l'ho capita.
Me la spieghi?
Ciao Nick
Lo sport, per me, è un insieme di tecniche biomeccanicamente utili a raggiungere uno scopo col massimo dell'efficacia.Non mi sono dimenticato. Appena ritrovo un pò di lucidità che, causa scrittura di quintalate di codice, si sta dissolvendo scriverò perché, per me, sono discipline "diverse".Take your time :)
Rispondo prima a Nick.
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Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
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Sinceramente non l'ho capita.
Me la spieghi?
Ciao Nick
Devi venirmi un pò incontro perché ho capito che sei un praticante preciso
quindi alcuni passaggi dovrai collegarli tu e dovrai prenderli più per il senso che per un significato chiaramente intelligibile.
Quando parlo di distacco parlo di gap. Cioè il gap fra una biomeccanica per fare a botte intuitiva e una biomeccanica le cui regole sono dettate da principi filosofici se non adirittura religiosi. Anche quando questi principi hanno, fra i vari significati, quello di spiegare la natura (quindi qualcosa che ha sicuramente a che fare con la biomeccanica).
Per bagua intendo quello del maestro che combatte camminando in cerchio tanto veloce da sollevare il codino, che usa 64 tecniche di base derivanti dal i-ching e che è in grado di disarmare i propri nemici armati di fucile mentre assalgono una carrozza portavalori.
Io in 25 anni mai e poi mai mi sarei sognato di creare uno stile come il bagua.
Non mi risultano combattimenti sportivi non collaborativi dove il bagua abbia avuto la meglio.
Non mi risultano reparti di qualunque natura o specie dove venga usato il bagua per fare DP. Neanche in cina.
Ho visto gente con 20 anni di bagua alle spalle salire su un ring e non mettersi neanche in guardia da bagua. Non riuscire neanche a imatarlo il bagua.
Allora il bagua fa cagare? Non è efficace? No. Il bagua è una straordinaria AM.
Solo che non basta fare bagua per essere efficaci col bagua. Bisogna avere il bagua nella testa. Bisogna pensare, agire e alla fine essere il bagua. Non può essere una seconda pelle. Deve essere la prima pelle. Non si può essere efficaci senza essere una cosa sola coi principi.
E ancor di più è assolutamente necessario esserlo quando questi principi con la biomeccanica, in quanto tale, hanno poco a che fare (tao, i-ching, ecc..).
Vale per tutte le arti marziali.Come vedi, se non ho travisato il tuo pensiero, non mi trovi molto concorde.
Questo è il distacco.
Solo per puntualizzare.
Che tizio o caio, anni fa, abbiano combattuto pestando altri tizi, a mio parere non dice proprio nulla riguardo la disciplina, perchè sia tizio che caio, per quanto ne so, potevano essere due picchiatori da paura a prescindere, in quel caso, avrebbero pure potuto praticare uncinetto agonistico, che poco avrebbe cambiato.
Al limite c'è da chiedersi perchè si debba cercare così indietro nel tempo e lontano nei luoghi.
Vale ovviamente per qualsiasi disciplina.
Kase era un portento, ma questo non dice nulla del karate, così come Oyama, che era di suo un toro, o Primo Carnera, che con o senza pugilato ne avrebbe messi già a comitive.
Gli episodi, i nomi leggendari, li trovo fuorvianti e mendaci, perchè vengono utilizzati come supplenti, per infondere certezze che dovrebbero nascere da altro, da verifiche, possibilmente dirette e comunque numerose e ripetute.
Comunque un giorno che ci vediamo, se ti/vi andrà ne parleremo più a lungo perché di queste cose se ne può parlare per ore. Un pò come i buchi neri e gli universi paralleli. Ed è questo il bello.Senz'altro mi farebbe molto piacere fare una chiacchiera con te, sono sicuro che la conversazione potrebbe piacevolmente srotolarsi in lungo e in largo :)
Lo sport, per me, è un insieme di tecniche biomeccanicamente utili a raggiungere uno scopo col massimo dell'efficacia.Onestamente io non sono sicurissimo di questo. Ti parlo di quello che so, ovvero del Karate, ma non penso che sia molto diverso per le altre arti marziali dell'oriente.
Un'arte marziale, per me, è un insieme di tecniche biomeccanicamente utili a raggiungere uno scopo col massimo dell'efficacia.
La diversità è data dal fatto che in un caso, lo sport, la misura della biomeccanica è il rapporto al risultato.
Nelle arti marziali la misura della biomeccanica è in rapporto ai principi. Non principi biomeccanici, ma principi filosofici e religiosi.
Mentre nello sport la biomeccanica è cambiata e cambia in rapporto al risultato sportivo nelle arti marziali la biomeccanica è cambiata e cambia in rapporto al risultato filosofico e religioso. Per questo ho scritto in molti post che ritengo l'aikido l'arte marziale più moderna in assoluto. Questo significa che i principi non solo coprono la biomeccanica, ma coprono tutta la vita. Perché la biomeccanica è solo una parte di quei principi. Ne è la rappresentazione esteriore.Io la vedo un po' differente, anzi all'opposto.
La kiba dachi in jappone, la ma pu in cina, la trung binh tan in vietnam o la posizione del cavaliere in italia quanto allenata all'interno di un contesto di AMT ha il senso della marzialità che è diverso dal significato isometrico che avrebbe in una qualunque disciplina sportiva. Ed è una postura. Figuramoci le tecniche, le forme, il kiai, il qi.Il significato può essere quello che gli si attribuisce arbitrariamente, e sicuramente gli effetti sulla mente possono essere soggettivi, ma il risultato sull'apparato locomotore, sul metabolismo e sul SNC sono identici (o molto similari) e oggettivi.
Figuriamoci il tao, il do, il budo.Per questo sono interessanti :)
Ma quante carne al fuoco c'è nelle AM?
Rispondo prima a Nick.
- cut -
Ma pensiamo al bagua dove è ancora più evidente il distacco fra un justu biomeccanicamente intuitivo e principi dell'i-ching.
- cut -
Sinceramente non l'ho capita.
Me la spieghi?
Ciao Nick
Grazie :)Devi venirmi un pò incontro perché ho capito che sei un praticante preciso
Mmmm.... credo che la parola giusta sia rompib@X#3, ma grazie per la cortese definizione :Dquindi alcuni passaggi dovrai collegarli tu e dovrai prenderli più per il senso che per un significato chiaramente intelligibile.
Quando parlo di distacco parlo di gap. Cioè il gap fra una biomeccanica per fare a botte intuitiva e una biomeccanica le cui regole sono dettate da principi filosofici se non adirittura religiosi. Anche quando questi principi hanno, fra i vari significati, quello di spiegare la natura (quindi qualcosa che ha sicuramente a che fare con la biomeccanica).
Sei sicuro? I cinesi sono un popolo molto pragmatico. Possono raggiungere vette di "astrazione" non indifferenti, ma non mi è mai sembrato che fosse solo per speculazione fine a se stessa....
E per quanto riuarda l'I Ching, il discorso è molto complesso e, soprattutto, riferito al contesto specifico. Non avulso a se stesso. E questo fa molta differenza.Per bagua intendo quello del maestro che combatte camminando in cerchio tanto veloce da sollevare il codino, che usa 64 tecniche di base derivanti dal i-ching e che è in grado di disarmare i propri nemici armati di fucile mentre assalgono una carrozza portavalori.
Non conosco l'episodio della carrozza portavolori.
Però, essendo appunto un "preciso" (rompi..ecc.. :sbav: ) vorrei precisare: "che usa 64 tecniche di base derivanti dal i-ching" è molto impreciso dal mio punto di vista, quasi "sbagliato". Ma come chiedi prendo il senso (quello che io penso sia) e continuo :)Io in 25 anni mai e poi mai mi sarei sognato di creare uno stile come il bagua.
Io manco in 100 e più vado avanti, più me ne convinco.Non mi risultano combattimenti sportivi non collaborativi dove il bagua abbia avuto la meglio.
Non so indicarti fonti scritte, ma secondo quanto trasmesso e di cui mi hanno detto:
- Il Maestro Fu Zhensong partecipò e vinse alla finale di un Lei Tai di HK (molto generica come indicazione, ma questa mi fu detta ed attualmente credo che qualche sito sulla sua vita la riporti come info)
- Il Maestro Liu Jingru sembra essere stato un combattente di Lei Tai in gioventù. Forse è possibile reperire info a riguardo, non so.
Te li indico più che altro se hai tempo e voglia di indagare. Di par mio non so se sia vero o se sia la solita propaganda non provata per "legittimare" la forza dei Maestri in questione.
L'unica cosa che ti posso dire è che Fu Zhensong era un generale famoso per la sua forza (ed a HK lo conoscono e "stimano") e che il Maestro Liu Jingru è ancora vivo, quindi magari si può reperire qualche altra info; forse da suoi allievi.Non mi risultano reparti di qualunque natura o specie dove venga usato il bagua per fare DP. Neanche in cina.
Da quel che mi han detto il Maaestro Liu Jingru era (qualche anno fa, ora non so) l'istruttore per le forze di polizia di Pechino. Non ho mai verificato ma non ho motivi per dubitare (anche perchè poco mi tange....)Ho visto gente con 20 anni di bagua alle spalle salire su un ring e non mettersi neanche in guardia da bagua. Non riuscire neanche a imatarlo il bagua.
Internet è pieno di video di questo tipo. Confermo che a tutt'ora io non ho trovato niente di diverso.Allora il bagua fa cagare? Non è efficace? No. Il bagua è una straordinaria AM.
Ne sono convinto anch'io. Mi piacerebbe però sapere da dove tu trai questa conclusione, visto quanto dici sopra.Solo che non basta fare bagua per essere efficaci col bagua. Bisogna avere il bagua nella testa. Bisogna pensare, agire e alla fine essere il bagua. Non può essere una seconda pelle. Deve essere la prima pelle. Non si può essere efficaci senza essere una cosa sola coi principi.
Sicuramente il top dell'efficienza e della realizzazione marziale è questo. Ma credo che l'efficacia ci sia anche a livelli un po' più modesti. Non è che da un momento allì'altro si diventa efficaci (e come dici tu per efficaci intendo si utilizzi il BGZ e non la BKB per combattere).E ancor di più è assolutamente necessario esserlo quando questi principi con la biomeccanica, in quanto tale, hanno poco a che fare (tao, i-ching, ecc..).
Sai che non concordo? Riferiti al BGZ hanno a che fare, sia come meccanica, sia come strategia, sia come tattica. Solo che essendo la base dello stile abbastanza difficile, non si "lavorano" da subito ma solo un po' più in la nella pratica. Anche se, a ben vedere, si possono anche utilizzare in modo grezzo anche per un allenamento abbastanza di base. Un'interpretazione come detto molto grezza e sicuramente alla lontana, ma comunque un'interpretazione possibile.Vale per tutte le arti marziali.Come vedi, se non ho travisato il tuo pensiero, non mi trovi molto concorde.
Questo è il distacco.
Resta da vedere come detto sopra se stiamo parlando della stessa cosa.
Per tutto quanto scritto, infatti, "Ma come chiedi prendo il senso (quello che io penso sia) e continuo :)"
Non intervengo nella risposta a Ryujin in quanto appunto rispondi a lui, ma immaggino avrai capito dal mio papiro sopra che non sono molto d'accordo.
Ciao Nick
Io la vedo un po' differente, anzi all'opposto.Eppure nell'enunciare questa frase mi proponi un concetto da arte marziale non da sport.
Sempre tirando in ballo il buon Lee (almeno credo fosse lui), una famosa massima è che all'inizio un pugno è un pugno, poi un pugno non è più un pugno, e infine un pugno torna a essere un pugno.
Sì sicuramente è tipico di un'arte marziale. Proprio per questo l'ho presa come esempio, per mostrarti che anche nelle arti marziali c'è una corrente trasversale in cui si prescrive che all'inizio devi menare 'sto pugno e non pensare ad altro.Io la vedo un po' differente, anzi all'opposto.Eppure nell'enunciare questa frase mi proponi un concetto da arte marziale non da sport.
Sempre tirando in ballo il buon Lee (almeno credo fosse lui), una famosa massima è che all'inizio un pugno è un pugno, poi un pugno non è più un pugno, e infine un pugno torna a essere un pugno.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine.
Partire dopo per arrivare prima (cit.).
Anche questa potrebbe sembrare una supercazzola, ma ha un suo fondamento.
Solo per dire che ho afferrato il senso delle tue parole. :)
Ho davvero poco tempo. Quindi faccio in fretta.
Non ho capito se non sei d'accordo che am e sport siano 2 discipline diverse o se non sei d'accordo che i principi biomeccanici degli stili interni derivino da concetti astratti.
In ogni caso la sintesi è che, astratti o non astratti, se spiego il pugilato spiego come tenere il tronco, le ginocchia, le mani, i piedi e come fare a cazzotti. Poi alleno i cazzoti.
Se spiego il taiji spiego che la disciplina è una rappresentazione del dualismo espresso dai concetti taostici e raffigurato dal tao che vale tanto per spiegare il bene e il male quanto per distribuire in modo efficiente il peso sulle 2 gambe. Tutto qua.
La brevità purtroppo farà della seguente frase una supercazzola.Ma con tutti i trattati di preparazione atletica, di formazione motoria giovanile, di programmazione dell'allenamento, non capisco il perchè di queste tue frasi.
Lo sport ha come obiettivo migliorare l'inizio.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine (da non confondere con migliorare "alla" fine).
Immagino che abbia senso solo per me. :)
Sempre che tu abbia dato a "inizio" un'accezione meramente temporale.
La brevità purtroppo farà della seguente frase una supercazzola.Ma con tutti i trattati di preparazione atletica, di formazione motoria giovanile, di programmazione dell'allenamento, non capisco il perchè di queste tue frasi.
Lo sport ha come obiettivo migliorare l'inizio.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine (da non confondere con migliorare "alla" fine).
Immagino che abbia senso solo per me. :)
A me questa distinizione dell'investimento a breve e lungo termine mi è sempre parsa un po' fittizia, ci sono grandissimi campioni che continuano a esserlo negli anni.
Spingere la prestazione all'inizio (nell'accezione negativa) è tipico dei cialtroni o degli sponsor, non degli sportivi. Inoltre occhio che qui confondiamo sport e agonismo.
Sempre che tu abbia dato a "inizio" un'accezione meramente temporale.
A me questa distinizione dell'investimento a breve e lungo termine mi è sempre parsa un po' fittizia,
1. | (http://www.festo.com/rep/it_it/assets/VPPM_Linearitaetsfehler_150px.gif) |
2. | (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/2f/Error_Function.svg/320px-Error_Function.svg.png) |
Se sono in grado di far fuori il mio avversario (seguendo i canoni della mia disciplina) senza farmi un fisico da atleta, sto comunque facendo AM.Se sono un fetente ma picchio bene (sempre seguendo i canoni della mia disciplina - e ne conosco, fra i maestri del presente e del passato di tal caratura - ), sto comunque facendo AM.
Se sono in grado di far fuori il mio avversario (seguendo i canoni della mia disciplina) senza farmi un fisico da atleta, sto comunque facendo AM.Se sono un fetente ma picchio bene (sempre seguendo i canoni della mia disciplina - e ne conosco, fra i maestri del presente e del passato di tal caratura - ), sto comunque facendo AM.
E se uno vincesse negli incontri sportivi senza essere un atleta, ma solo perché fetente e pichiasse bene sempre rimanendo nei canoni dello sport, non starebbe comunque facendo Sport? :)
Quindi la discriminante dell'AM sarebbe il salvarsi la cotenna?
aikido è un'AM?
Comunque se ti interessa, qui ne abbiamo parlato in lungo e in largo. :)
https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798)
La brevità purtroppo farà della seguente frase una supercazzola.Ma con tutti i trattati di preparazione atletica, di formazione motoria giovanile, di programmazione dell'allenamento, non capisco il perchè di queste tue frasi.
Lo sport ha come obiettivo migliorare l'inizio.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine (da non confondere con migliorare "alla" fine).
Immagino che abbia senso solo per me. :)
A me questa distinizione dell'investimento a breve e lungo termine mi è sempre parsa un po' fittizia, ci sono grandissimi campioni che continuano a esserlo negli anni.
Spingere la prestazione all'inizio (nell'accezione negativa) è tipico dei cialtroni o degli sponsor, non degli sportivi. Inoltre occhio che qui confondiamo sport e agonismo.
Sempre che tu abbia dato a "inizio" un'accezione meramente temporale.
...
Prendiamo il WX, che nel caso specifico ci calza a pennello. E' una disciplina di striking con un pò di trapping, di grappling, sbilanciamenti, ecc... Poi c'è il bastone e i coltelli.
Se consideriamo che la leggenda vuole che chi ha inventato il wx lo abbia formalizzato perché fosse appreso in tempi molto rapidi (diciamo 3 mesi allenandosi tutti i giorni dopo essere tornati dalle risaie) e considerato l'ampiezza del bagaglio tecnico il wx è decisamente rapido da apprendere.
...
Nick una sola precisazione.Quindi la discriminante dell'AM sarebbe il salvarsi la cotenna?
aikido è un'AM?
Comunque se ti interessa, qui ne abbiamo parlato in lungo e in largo. :)
https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798)
Indicativamente sono nate per quello.
aiki-DO --> via marziale.
Ho solo aggiunto essendoci stato una piccola derivazione qualche post fa.
Ma può tranquillamente finire qui. :).
Ciao Nick
Siate un pò più specifici nell'esprimere i dubbi please......
Prendiamo il WX, che nel caso specifico ci calza a pennello. E' una disciplina di striking con un pò di trapping, di grappling, sbilanciamenti, ecc... Poi c'è il bastone e i coltelli.
Se consideriamo che la leggenda vuole che chi ha inventato il wx lo abbia formalizzato perché fosse appreso in tempi molto rapidi (diciamo 3 mesi allenandosi tutti i giorni dopo essere tornati dalle risaie) e considerato l'ampiezza del bagaglio tecnico il wx è decisamente rapido da apprendere.
...
???
@NICK
Personalmente non considero le AM discipline dispensatrici di morte. Credo che dobbiamo superare il significato letterale di marzialità.
Dalla tua descrizione il praticante marziale ideale è Rambo (quando sly aveva 20 anni)
o i moderni soldati.
Per me invece è vecchio di kill bill che vive sulla montagna.
Ma attenzione non dico che tu abbia torto. Dico che io la vivo diversamente.
Tu parli di armi e io penso all'aikido e al karate-do (la via della mano "vuota").
Molto più vicina la tua marzialità allo sport che non la mia.
Nick una sola precisazione.Quindi la discriminante dell'AM sarebbe il salvarsi la cotenna?
aikido è un'AM?
Comunque se ti interessa, qui ne abbiamo parlato in lungo e in largo. :)
https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=9798)
Indicativamente sono nate per quello.
aiki-DO --> via marziale.
Ho solo aggiunto essendoci stato una piccola derivazione qualche post fa.
Ma può tranquillamente finire qui. :).
Ciao Nick
Quando si dice Do, non si intende "via marziale", ma semplicemente "via" intesa come percorso, di apprendimento, crescita, perfezionamento, interiorizzazione e, se ci sono le capacità, creazione di un proprio "modo".
Marziale è una definizione data da noi occidentali alla metodologia di insegnamento, ai conformismi, alle ritualità e alle gerarchie in dojo in tutto simili a quelle di stampo militare.
Il termine marziale, trova poi un rafforzativo, laddove le discipline "antenate" delle AM, erano prettamente volte ai Bushi, ossia ai guerrieri, che appunto si addestravano alla guerra.
Se immaginiamo un fine ultimo, dove padroneggiare la capacità di combattere, il Do non è che il percorso scelto per raggiungerlo, che può essere di ogni tipo, non a caso esistono molte discipline che, quando si raggiungono livelli molto elevati, anche grazie al fatto che abbiamo due gambe e due braccia, finiscono per somigliarsi parecchio.
Siate un pò più specifici nell'esprimere i dubbi please...
Il dubbio è sul bagaglio tecnico, sui tempi di apprendimento, su entrambi? Cosa non ti torna?
Siate un pò più specifici nell'esprimere i dubbi please...
Il dubbio è sul bagaglio tecnico, sui tempi di apprendimento, su entrambi? Cosa non ti torna?
Scusa, hai ragione.
Non capivo se eri ironico, serio o una via di mezzo.
Dubbi:
1) Sul bagaglio tecnico hai messo un po' di tutto, ma non sapendo cosa intendi di preciso non posso dir nulla (e rimango quindi dubbioso)
2) Sui tempi: non esiste attività umana che si "impara" in 3 mesi, tranne forse fischiare e schioccare le dita.
Qui però bisogna mettersi d'accordo su cosa si intende per "imparare/apprendere/ecc." : Sapere la teoria? Saperlo utilizzare ad un livello diciamo "base"? Non avere più nulla da apprendere sull'argomento? Raggiungere un livello "X" di abilità? E così via...
Posso "spiegare" tutto il Ving Tsun Wong/Bayer in un pomeriggio, il mio interlocutore alora avrà "appreso" il Ving Tsun?
3) Dici "....Considerando l'ampiezza del bagaglio tecnico" : nel senso che è molto ampio o il contrario
4) Sapere a quale o a quali scuole di Wing Chun fai riferimento (nomi e cognomi degli insegnanti) aiuterebbe non poco la mia comprensione
5) Tutto questo giusto "pour parler", l'aspetto storico/filosofico del Wing Chun non mi appassiona ormai da tempo
...
A me l'aspetto filosofico, in generale, interessa tantissimo. Anzi direi che, prima o poi, mi interesserà solo quell'aspetto.
...
...
A me l'aspetto filosofico, in generale, interessa tantissimo. Anzi direi che, prima o poi, mi interesserà solo quell'aspetto.
...Spoiler: show
Chiarissimo, molte grazie.
Scusate l'OT
Non mi risulta... anzi è classico il paragone del ragazzetto che fa un anno di Boxe / Kick che è anni luce avanti rispetto al ragazzetto con un anno di KF / Karate. Onestamente posso dire di avere spesso verificato questo luogo comune come vero, salvo laddove l'AM si sia evoluta avvicinandosi agli SDC (Kakuto Karate, Sanda, Judo, BJJ...). Mentre è poco verificato il supposto opposto, il famoso discorso dell'investimento a lungo termine.La brevità purtroppo farà della seguente frase una supercazzola.Ma con tutti i trattati di preparazione atletica, di formazione motoria giovanile, di programmazione dell'allenamento, non capisco il perchè di queste tue frasi.
Lo sport ha come obiettivo migliorare l'inizio.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine (da non confondere con migliorare "alla" fine).
Immagino che abbia senso solo per me. :)
A me questa distinizione dell'investimento a breve e lungo termine mi è sempre parsa un po' fittizia, ci sono grandissimi campioni che continuano a esserlo negli anni.
Spingere la prestazione all'inizio (nell'accezione negativa) è tipico dei cialtroni o degli sponsor, non degli sportivi. Inoltre occhio che qui confondiamo sport e agonismo.
Sempre che tu abbia dato a "inizio" un'accezione meramente temporale.
Naturalmente non aveva un'accezione temporale.
Anche perché da un punto di vista temporale il discorso sarebbe a favore, in termini di apprendimento, alle AM. Non di fatto, ma di diritto.
Spiego il perché partendo da un luogo comune: le "AM promettono che con la tecnica è possibile battere un avversario dotato di una forza pura maggiore".Direi che non lo è più di quanto non lo possa essere per discipline "non-AM".
Sappiamo che di fatto questa frase non è sempre vera, ma lasciamo questo tema un attimo in clessidra.
Ora, il luogo comune mi dice che basta allenare la tecnica. Quindi tutto il tempo da dedicare alla preparazione fisica, in quanto tale o funzionale, è tempo risparmiato.Beh, io non sono particolarmente interessato e non conosco il WC, ma secondo quello che si legge di solito dalli stessi praticanti di WC è il contrario.
Prendiamo il WX, che nel caso specifico ci calza a pennello. E' una disciplina di striking con un pò di trapping, di grappling, sbilanciamenti, ecc... Poi c'è il bastone e i coltelli.
Se consideriamo che la leggenda vuole che chi ha inventato il wx lo abbia formalizzato perché fosse appreso in tempi molto rapidi (diciamo 3 mesi allenandosi tutti i giorni dopo essere tornati dalle risaie) e considerato l'ampiezza del bagaglio tecnico il wx è decisamente rapido da apprendere.
Naturalmente do per scontato che anche voi consideriate i famosi 20 anni per imparare a difendersi col Wx una presa per il culo.Invece di Karate penso di sapere un paio di cose, e su questo non ne sarei così sicuro :gh:
Ah, ma possiamo metterci anche il karate perché la formalizzazione di una disciplina, kata compresi, serve per far si che una disciplina venga appresa prima, non dopo.
Tornando però al punto di nostro interesse l'accezione della frase sopra era di ampio respiro e legata alla massima pugno->non pugno->pugno.Ti dico la mia personale visione attuale.
Il motivo per il quale ho parlato di inizio e fine è perché lo sport si ferma al primo pugno e quello perferziona. Le AM portano invece a fare lo stesso indentico percorso di BL.
Sicuramente la multidisciplinarità è un fattore imporante se non adirittura determinante a compiere quel percorso.
Credo che sia un pò quello che stai facendo anche tu col karate.
1. | Ovvio che se avessi più tempo a disposizione, che non ho, allargherei gli ambiti. |
studiare poche cose e portarle alla perfezione piuttosto che..............
Penso anche che la ricerca dell'eccellenza (e qui ci sono importanti parallelismi sul flow, e se qualcuno ha visto il film che consigliavo settimane addietro potrà ben comprendere quanto sia importante questo ingrediente nella ricerca della felicità) sia un motore molto potente per la progressione anche spirituale e per questo penso che in realtà, da questo punto di vista, il "filosofo marziale" possa essere tanto aikidoka quanto pugile, quanto meccanico o pizzaiolo.
Non è cosa si fa, ma il come a determinarne l'efficacia e la "marzialità"
Mi scuso per il ritardo, non volevo rispondere senza avere il tempo di farlo con calma.
Rispondo inframezzando i quote solo per comodità di lettura, anche se senz'altro sarebbe più cortese ed elegante scrivere una risposta unica come fai tu.
Non mi risulta... anzi è classico il paragone del ragazzetto che fa un anno di Boxe / Kick che è anni luce avanti rispetto al ragazzetto con un anno di KF / Karate. Onestamente posso dire di avere spesso verificato questo luogo comune come vero, salvo laddove l'AM si sia evoluta avvicinandosi agli SDC (Kakuto Karate, Sanda, Judo, BJJ...). Mentre è poco verificato il supposto opposto, il famoso discorso dell'investimento a lungo termine.La brevità purtroppo farà della seguente frase una supercazzola.Ma con tutti i trattati di preparazione atletica, di formazione motoria giovanile, di programmazione dell'allenamento, non capisco il perchè di queste tue frasi.
Lo sport ha come obiettivo migliorare l'inizio.
L'arte marziale ha come obiettivo migliorare la fine (da non confondere con migliorare "alla" fine).
Immagino che abbia senso solo per me. :)
A me questa distinizione dell'investimento a breve e lungo termine mi è sempre parsa un po' fittizia, ci sono grandissimi campioni che continuano a esserlo negli anni.
Spingere la prestazione all'inizio (nell'accezione negativa) è tipico dei cialtroni o degli sponsor, non degli sportivi. Inoltre occhio che qui confondiamo sport e agonismo.
Sempre che tu abbia dato a "inizio" un'accezione meramente temporale.
Naturalmente non aveva un'accezione temporale.
Anche perché da un punto di vista temporale il discorso sarebbe a favore, in termini di apprendimento, alle AM. Non di fatto, ma di diritto.
Spiego il perché partendo da un luogo comune: le "AM promettono che con la tecnica è possibile battere un avversario dotato di una forza pura maggiore".Direi che non lo è più di quanto non lo possa essere per discipline "non-AM".
Sappiamo che di fatto questa frase non è sempre vera, ma lasciamo questo tema un attimo in clessidra.
Ora, il luogo comune mi dice che basta allenare la tecnica. Quindi tutto il tempo da dedicare alla preparazione fisica, in quanto tale o funzionale, è tempo risparmiato.Beh, io non sono particolarmente interessato e non conosco il WC, ma secondo quello che si legge di solito dalli stessi praticanti di WC è il contrario.
Prendiamo il WX, che nel caso specifico ci calza a pennello. E' una disciplina di striking con un pò di trapping, di grappling, sbilanciamenti, ecc... Poi c'è il bastone e i coltelli.
Se consideriamo che la leggenda vuole che chi ha inventato il wx lo abbia formalizzato perché fosse appreso in tempi molto rapidi (diciamo 3 mesi allenandosi tutti i giorni dopo essere tornati dalle risaie) e considerato l'ampiezza del bagaglio tecnico il wx è decisamente rapido da apprendere.
Io penso che il divertimento nella pratica arrivi quando con pochi ingredienti si possono cucinare piatti sempre diversi.Naturalmente do per scontato che anche voi consideriate i famosi 20 anni per imparare a difendersi col Wx una presa per il culo.Invece di Karate penso di sapere un paio di cose, e su questo non ne sarei così sicuro :gh:
Ah, ma possiamo metterci anche il karate perché la formalizzazione di una disciplina, kata compresi, serve per far si che una disciplina venga appresa prima, non dopo.
Esperienze passate e recenti mi stanno indicando che la decostruzione di sovrastrutture e la plasmazione del sistema sull'uomo (e non l'adattamento dell'uomo al sistema), pagano molto sia in termini di resa, che di tempo impiegato.Tornando però al punto di nostro interesse l'accezione della frase sopra era di ampio respiro e legata alla massima pugno->non pugno->pugno.Ti dico la mia personale visione attuale.
Il motivo per il quale ho parlato di inizio e fine è perché lo sport si ferma al primo pugno e quello perferziona. Le AM portano invece a fare lo stesso indentico percorso di BL.
Sicuramente la multidisciplinarità è un fattore imporante se non adirittura determinante a compiere quel percorso.
Credo che sia un pò quello che stai facendo anche tu col karate.
In realtà adesso penso di avere superato quella fase, ora mi interessa solo fare meglio possibile il mio e prepararmi fisicamente (già minimo 8 / 10h a settimana solo per queste due cose, e mi ritengo ancora indietrissimo).
Ora come ora penso che per me, dovendo scegliere, sia più fertile spiritualmente, più Zen se vogliamo, studiare poche cose e portarle alla perfezione piuttosto che dedicare i famosi 15 minuti per ogni cosa a settimana.
Certo, nulla vieta di prendersi un'oretta a settimana e dedicarla a qualcos'altro (ma vale in qualunque campo della vita), tuttavia penso di avere capito ora che la priorità prima di tutto è nel perseguimento dell'eccellenza in qualcosa[1].
Penso anche che la ricerca dell'eccellenza (e qui ci sono importanti parallelismi sul flow, e se qualcuno ha visto il film che consigliavo settimane addietro potrà ben comprendere quanto sia importante questo ingrediente nella ricerca della felicità) sia un motore molto potente per la progressione anche spirituale e per questo penso che in realtà, da questo punto di vista, il "filosofo marziale" possa essere tanto aikidoka quanto pugile, quanto meccanico o pizzaiolo.
Non è cosa si fa, ma il come a determinarne l'efficacia e la "marzialità".
Non in assoluto eh... mia personale visione delle cose, è evidente ma preferisco specificare :thsit:
1. Ovvio che se avessi più tempo a disposizione, che non ho, allargherei gli ambiti.
Ti ho conosciuto in un bellissimo stato di HA.XD
Ora ti colloco a pieni voti in stato di RI con tanto di Satori!Dici che ora posso di diritto farmi venire il fisico da lanciatore di coriandoli, dire stupidaggini senza senso spacciandole per grandi verità magari corredate da studi pseudoscientifici, e magari assumere una parlantina da prete?
Ma infatti ho scritto di diritto. Di fatto non risulta neanche a me.:thsit:
Se di diritto non fosse come dico io allora i centinaia di post sull'importanza della PA rivolta ai principalmente ai praticanti di AMT. Oggi un pò meno, ma un pò meno fra quelli iscritti ai forum. Conosco più di una palestra di AM dall'aikido al kungfu che riderebbero una settimana a sentire parlare dell'importanza dello squat.
E il luogo comune c'è ancora. Conosco più di una mamma che ha iscritto il figlio pelle e ossa a Judo o karate "così impara a difendersi, ma non a pugilato che è uno sport violento".
Intendi gli SdC o proprio di altre discipline?Tutte. Fondamentalmente una disparità fisica (e l'essere grosso è solo una delle variabili) può essere compensata solo in presenza di un divario ancora più grande in termini di tecnica, astuzia ed esperienza. Può ;)
so che molti praticanti pensano ci vogliano 20 anni. Ma avendo praticato e letto qualcosa credo che non fosse lo scopo di chi ha formalizzato il WC.Sullo scopo originale non posso discutere perchè ignorante. Ma di solito. poichè considero le AM nella loro mutevolezza, io tendo a guardare le cose per come sono, non per come erano, vorrei che fossero, avrebbero dovuto essere.
Io penso che il divertimento nella pratica arrivi quando con pochi ingredienti si possono cucinare piatti sempre diversi.Certamente, sono d'accordissimo. Rimanendo sul tuo paragone, con la cioccolata si possono fare un mucchio di cose interessanti, ma non ci puoi cucinare una fiorentina. Quindi, in sostanza, bene esplorare tutte le possibilità che quello che pratichiamo ci permette di esplorare, magari rimanendo con i piedi per terra e consapevoli che ci sono dei limiti, oltre i quali bisogna passare ad altro.
Ma in generale condivido.
Esperienze passate e recenti mi stanno indicando che la decostruzione di sovrastrutture e la plasmazione del sistema sull'uomo (e non l'adattamento dell'uomo al sistema), pagano molto sia in termini di resa, che di tempo impiegato.Questa frase mi fa tornare in mente un tema sul quale sarebbe interessante aprire un topic dedicato.
Esperienze passate e recenti mi stanno indicando che la decostruzione di sovrastrutture e la plasmazione del sistema sull'uomo (e non l'adattamento dell'uomo al sistema), pagano molto sia in termini di resa, che di tempo impiegato.Questa frase mi fa tornare in mente un tema sul quale sarebbe interessante aprire un topic dedicato.
Cioè, parlando di striking: dato un principio per il miglior movimento biomeccanico possibile utile a dare velocità, forza, fluidità e continuità al maggior numero di traiettorie (se siamo d'accordo che il punto di partenza e il punto di arrivo cioé appunto la traiettoria sia l'aspetto più importante nello striking) alle tecniche si può, partendo da tale movimento, aggiungere tattica e strategia per far fronte a problemi di combattimento reali.
Viceversa se è necessario in modo indiscutibile partire dalla tattica e strategia, ricavati dai problemi di combattimento reali, e stabilirne successivamente biomeccanica e tecnica.