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Off Topic => Help informatico / Sicurezza informatica / Videogiochi => Videogiochi => Topic started by: Kilik on July 20, 2012, 13:36:29 pm
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Questa discussione è originariamente nata da un post di cooks nel topic dedicato al videogioco "Homefront", ma siccome sembrava abbastanza interessante da meritare uno spazio proprio (e con "Homefront" c'entrava come i cavoli a merenda), ho pensato di traslarla qui:
Sullo scandalo del contenuto violento, ci sarebbe da affrontare il discorso anche su altri media (film e fumetti).
Sono abbastanza dell'idea che specie su certi giochi, sia giusto imporre un divieto ai minori.
Vedo l'effetto di Battlefield 3 e Modern Warfare su mio cuginetto di 9 anni: è totalmente rincoglionito e ormai è convinto che ammazzare al gente in certi casi sia una cosa abbastanza normale. Per non dire che approccio disinvolto vorrebbe avere alle armi da fuoco. Il problema è nei genitori, ovvio, che noncuranti della questione, hanno regalato a natale PS3 e la lista dei giochi che lui chiedeva, senza manco sapere di cosa si trattasse. E non lo sorvegliano quando gioca.
In generale però non condivido neanche i telefilm/film/giochi in cui, laddove dovrebbe, non muore mai nessuno un esempio su tutti il telefim di A-Team. Se fai passare il messaggio che sparando decine di caricatori nessuno muore e quindi non c'è il male si fa più danno che a mostrar loro il D-Day di Salvate il Soldato Ryan.
Spesso la playstation è un modo per parcheggiare il bimbo e poter stare un po in pace.
Questa che descrivi è purtroppo una situazione assai diffusa oggigiorno.
Il Col. Grossman* sostiene che è un dovere per i genitori di un bambino impedire che venga a contatto troppo precocemente con rappresentazioni troppo verosimili di atti di violenza (o di sesso) attraverso la TV, il cinema o i videogiochi.
Questo perché non solo un bambino di 9 anni, come tuo cugino, non è in grado di contestualizzare ed elaborare razionalmente quello che sta vedendo (e quindi si fa idee erronee su tutta una serie di cose); ci sono studi medici che indicano che esposizioni prolungate e troppo precoci a immagini di violenza verosimile possono indurre veri e propri danni e disturbi cognitivi nei bambini.
Disturbi come una diminuita capacità di pensiero logico, di concentrazione, ecc.
Compensata però (si fa per dire) da un incremento dell'aggressività e dalla propensione ad atti violenti.
Un intero capitolo del celebre libro "On Combat" è dedicato SOLO a questo importante problema, divenuto ancora più insidioso in quanto alla TV ed al cinematografo, su cui è relativamente facile per gli adulti non rincoglioniti esercitare forme di controllo, si è aggiunto il medium dei videogames.
E di videogames, troppi "adulti" con figli non sanno e non capiscono un ca##o, per farla breve.
Quindi lasciano la cosa completamente nelle mani dei figli, i quali ovviamente, più sono giovani, e più si fanno influenzare da quello che "altri" (amici, compagni di scuola, negozianti, pubblicità) gli dicono di comprare.
E non stiamo più parlando dei VG di venti anni fa, tipo il primo DOOM, dove i personaggi erano poco più che ammassi di pixel colorati, ma di roba tipo Battlefield 3, Modern Fuffaware ed altri, dove esseri umani sono ormai rappresentati in maniera graficamente verosimile (che poi si muovano come zombie deficenti per colpa di cattive AI, è un altro discorso).
PS: certo che vedendo e sentendoo praticamente tutti i giorni di codeste cose, penso dovrei seriamente cercare di propormi come consulente (15 anni di esperienza nel settore!) per genitori gnurant in materia di VG, così invece di fare il laureato disoccupato morto di fame... :pla:
* Che per chi non lo conoscesse è anche un laureato in psicologia.
Una precisazione: il sottoscritto una volta (tipo dieci anni fa) faceva parte di quei videogiocatori che, sulla scia di sopravvalutati personaggi tipo il Bittanti, sostenevano che i videogiochi non facevano male e che chi suggerisse correlazioni tra VG e violenza e similia sbagliasse.
E invece, mi sbagliavo io.
Premesso che stiamo parlando di fenomeni complessi (gran numero di elementi ed interagenti tra di loro) ed a carattere statistico, per cui non si può dire nulla di più che (per esempio) "su 1000 individui esposti a contenuti mediali violenti, 3-5 sviluppano dei disturbi del comportamento/apprendimento/ecc.", la correlazione sembra proprio che ci sia.
E non ha senso prendere gente che adesso ha 30-35 anni come esempio del fatto che "i videogiochi non fanno male perché a noi non hanno fatto male", perché la roba che si gioca oggigiorno non è paragonabile a quella di allora, e l'età a cui si inizia a videogiocare si è sicuramente abbassata (poi ci sarebbe anche da considerare come è cambiata la società nel suo insieme, nel frattempo).
Qui stava un errore fondamentale di chi, come me al tempo, frignava ad ogni articolo di giornale che riportava voci (a volte infondate o scorrette, c'è da dire anche questo) sulla cattiva influenza dei VG sui più giovani.
Quello che posso dire, in conclusione, è che per il mio pargolo, che forse tra qualche anno inizierà a interessarsi al giochi per il pc (spero il meno possibile), non intendo lasciare le cose al caso (e tantomeno a qualche pubblicitario figlio di p...): almeno finché è in casa nostra, giocherà solo a quello che IO conosco, approvo e deciderò di fargli giocare, e nient'altro.
E se proprio verrà fuori che gli piace stare davanti al PC, preferirei di gran lunga che fosse per imparare un linguaggio di programmazione o l'XHTML, piuttosto che a fare i """giochini""". :=)
Interessante. Anche se a mio avviso tutto sta al complesso dell'educazione che si riceve dai genitori, se il bimbo è abbandonato elaborerà i VG, ma anche tutto il resto, in modi che possono deviare dal "giusto" se invece è seguito si possono apportare correttori in corso d'opera e mantenerlo nel "giusto".
Detto questo aggiungo che sono del parere che prima un bimbo dovrebbe imparare a giocare con la fantasia e solo dopo usare i VG e i giocattoli tecnologici e/o elaborati.
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In generale però non condivido neanche i telefilm/film/giochi in cui, laddove dovrebbe, non muore mai nessuno un esempio su tutti il telefim di A-Team.
Nell'intera serie dell'A-team mi risulta che figurino in tutto 3 morti ammazzati, ma mai in effetti per mano dei quattro protagonisti. Era uno shot televisivo per famiglie di quelli vecchia scuola, quindi ovviamente violenza ridotta al minimo ed un bel chissenefotte circa la verosimiglianza del tutto, che l'obiettivo era divertire, e la parola "realismo" non era di casa.
Immagino quindi che non ti piacciano nemmeno le scazzottate dei vecchi film con Bud Spencer e Terence Hill, visto che, in palese violazione della realtà, non volano via denti, non si rompono nasi, non schizza sangue e non si spezzano ossa e nessuno, in generale da mai l'impressione di farsi male SUL SERIO.
Se fai passare il messaggio che sparando decine di caricatori nessuno muore e quindi non c'è il male si fa più danno che a mostrar loro il D-Day di Salvate il Soldato Ryan.
L' A- team, proprio per come è realizzato, è uno show che va bene anche per i bambini delle elementari, mentre lo stesso non si può dire di "Saving Private Ryan" che necessita di diversi anni in più prima di essere "metabolizzato" a dovere.
Non sono assolutamente (sic) daccordo a mettere le due cose sullo stesso piano.
Spesso la playstation è un modo per parcheggiare il bimbo e poter stare un po in pace.
I nostri figli vengono, fin da piccoli, già parcheggiati per ore al giorno a scuola, poi magari a nuoto, a tennis o all'oratorio, poi magari da qualche amico, e quando rientrano a casa non si meritano di trovare almeno un genitore che gli presti attenzione?
A quello che ha da dire, a quello che ha fatto, al videogioco che ha per le mani?
Fare bene il genitore è fatico da sempre, e "parcheggiare" i pargoli davanti alla TV/PC/console è una cosa che dovrebbe accadere il meno possibile.
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Io sono di una "scuola" un po' particolare: gioco assieme a mio figlio ad Assassins Creed, per esempio, accertandomi di essere io ad introdurlo in certe cose.
Questa mia scelta deriva dall'idea che comunque si troverà a contatto con queste cose e in maniera molto precoce: insomma, piuttosto che venga a contatto con la violenza di AC a casa di un amichetto a giocare di nascosto, preferisco agire d'anticipo in questo modo.
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In generale però non condivido neanche i telefilm/film/giochi in cui, laddove dovrebbe, non muore mai nessuno un esempio su tutti il telefim di A-Team.
Nell'intera serie dell'A-team mi risulta che figurino in tutto 3 morti ammazzati, ma mai in effetti per mano dei quattro protagonisti. Era uno shot televisivo per famiglie di quelli vecchia scuola, quindi ovviamente violenza ridotta al minimo ed un bel chissenefotte circa la verosimiglianza del tutto, che l'obiettivo era divertire, e la parola "realismo" non era di casa.
Immagino quindi che non ti piacciano nemmeno le scazzottate dei vecchi film con Bud Spencer e Terence Hill, visto che, in palese violazione della realtà, non volano via denti, non si rompono nasi, non schizza sangue e non si spezzano ossa e nessuno, in generale da mai l'impressione di farsi male SUL SERIO.
Beh di denti nei film di Bud e Terence, miti assoluti, ne saltano e parecchi, e i morti ci sono, non certo in quantità industriale ma quel che basta per un film leggero adatto a tutti.
Se fai passare il messaggio che sparando decine di caricatori nessuno muore e quindi non c'è il male si fa più danno che a mostrar loro il D-Day di Salvate il Soldato Ryan.
L' A- team, proprio per come è realizzato, è uno show che va bene anche per i bambini delle elementari, mentre lo stesso non si può dire di "Saving Private Ryan" che necessita di diversi anni in più prima di essere "metabolizzato" a dovere.
Non sono assolutamente (sic) daccordo a mettere le due cose sullo stesso piano.
Io infatti li accomunavo proprio perchè a mio avviso mostrati ad un bimbo da solo e senza spiegazioni fanno danni entrambe
Spesso la playstation è un modo per parcheggiare il bimbo e poter stare un po in pace.
I nostri figli vengono, fin da piccoli, già parcheggiati per ore al giorno a scuola, poi magari a nuoto, a tennis o all'oratorio, poi magari da qualche amico, e quando rientrano a casa non si meritano di trovare almeno un genitore che gli presti attenzione?
A quello che ha da dire, a quello che ha fatto, al videogioco che ha per le mani?
Fare bene il genitore è fatico da sempre, e "parcheggiare" i pargoli davanti alla TV/PC/console è una cosa che dovrebbe accadere il meno possibile.
Concordo, anche se in teoria le attività in mezzo agli altri[1] sono da considerarsi educative e utili mentre "l'abbandono" davanti al surrogato di Tata/Genitore/Educatore come possono essere VG/TV etc etc rischiano di creare danni.
Che fare il genitore sia arduo è straverissimo e concordo che il parcheggio debba essere limitato e anzi a mio avviso ogni attività andrebbe prima fatta insieme al figlio per indirizzarlo e poi delegata, sempre controllando ovviamente.
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Io sono di una "scuola" un po' particolare: gioco assieme a mio figlio ad Assassins Creed, per esempio, accertandomi di essere io ad introdurlo in certe cose.
Questa mia scelta deriva dall'idea che comunque si troverà a contatto con queste cose e in maniera molto precoce: insomma, piuttosto che venga a contatto con la violenza di AC a casa di un amichetto a giocare di nascosto, preferisco agire d'anticipo in questo modo.
Come già risposto[1] straquoto
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Mia figlia la sto avvicinando ai giochi di guida e tra poco ai platform con giochi adatti alla sua età.
Perchè sono convintissimo dello sviluppo della coordinazione occhio/mano con i videogiochi e di ragionare per "obbiettivi".
ma gioca sempre con me presente. E per fortuna, al momento, dopo 10 minuti si stanca e vuole fare altro.
Giochi FPS realistici non ne ha mai visto un nemmeno un fotogramma, ha poco meno di 3 anni.
Sinceramente vorrei che avesse qualche anno in più per comprendere certe cose. Sia simulate, e se dimostra attitudine e responsabilità, sia vere.
Poi va da suo cuginetto (è confinante con casa nostra) che evidentemente ha delle Softair e mi torna a casa che fa il gesto di scarrellare una pistola... :grrr: Ho già parlato al cuginetto di evitare di "giocare" con lei con certe cose.
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Poi va da suo cuginetto (è confinante con casa nostra) che evidentemente ha delle Softair e mi torna a casa che fa il gesto di scarrellare una pistola... :grrr: Ho già parlato al cuginetto di evitare di "giocare" con lei con certe cose.
Vedrai come tornerà a casa dalla scuola materna...
:'(
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Come detto io sono di questo parere:
Detto questo aggiungo che sono del parere che prima un bimbo dovrebbe imparare a giocare con la fantasia e solo dopo usare i VG e i giocattoli tecnologici e/o elaborati.
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Sacrosanto!
Fra l'altro, non so se c'entri il fatto che ci siano comunque adulti che introducono, ma anche il mio piccolo si stufa abbastanza presto e poi preferisce emulare i giochi dal vivo.
Tipo a Buzz: prima ci gioca 10 minuti, poi per mezz'ora chiede di giocare a Buzz virtualmente, in modalità "io faccio una domanda a te e tu una domanda a me". XD
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Ottimo.
Il mio ancora non chiede, ha solo un anno e mezzo ... o meglio di sicuro chiede ma io ancora non parlo la sua lingua :)
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Questa mia scelta deriva dall'idea che comunque si troverà a contatto con queste cose e in maniera molto precoce: insomma, piuttosto che venga a contatto con la violenza di AC a casa di un amichetto a giocare di nascosto, preferisco agire d'anticipo in questo modo.
ma se ti vede passare armato per andare ad allenarti, non penserà che invece stai per andare in missione come assassino? XD
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Una precisazione: il sottoscritto una volta (tipo dieci anni fa) faceva parte di quei videogiocatori che, sulla scia di sopravvalutati personaggi tipo il Bittanti, sostenevano che i videogiochi non facevano male e che chi suggerisse correlazioni tra VG e violenza e similia sbagliasse.
E invece, mi sbagliavo io.
Per curiosità hai qualche dato in più? visto che anche a me, evidentemente a torto, la diretta correlazione fra VG e violenza è sempre parsa abbastanza esagerata in genere. Non ho mai giocato però alcuni dei titoli che avete preso come esempio (homefront si, ma non l'ho mai finito perchè è un tipo di gioco che mi annoia, ed in effetti ci sono alcune scene che possono essere fastidiose).
Premesso che stiamo parlando di fenomeni complessi (gran numero di elementi ed interagenti tra di loro) ed a carattere statistico, per cui non si può dire nulla di più che (per esempio) "su 1000 individui esposti a contenuti mediali violenti, 3-5 sviluppano dei disturbi del comportamento/apprendimento/ecc.", la correlazione sembra proprio che ci sia.
magari dico una stupidata, ma mi sa che un incidenza simile la trovo anche se cerco una correlazione con la posizione degli astri o qualunque altra cosa... sono sempre molto scettico sui risultati statistici, è spesso facile, anche in buona fede, vede nei risultati quello che si vuole. Ad esempio potrei anche pensare che una persona "associale" o con problemi vari possa essere più interessata di altri a certi giochi, e quindi "rovesciare" la correlazione...
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Un conto sono i videogiochi.
Un conto le attività reali.
Se per quello mia figlia prende a sberle un punching-ball a forma di pinguino, e sta iniziando ad usar e un po' i bastoni.
Ma sempre in un contesto ludico e siamo ancora alla fase (per qualche anno) "mai contro altri bambini".
Per la scuola materna, torna a casa abbastanza "devastata" tra morsi e lividi. Ma ho visto che è una cosa piuttosto generalizzata in tutte le materne e c'è poco da fare. Ma quella è sacrosanta "interazione sociale non vocale" tra bambini.
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Questa mia scelta deriva dall'idea che comunque si troverà a contatto con queste cose e in maniera molto precoce: insomma, piuttosto che venga a contatto con la violenza di AC a casa di un amichetto a giocare di nascosto, preferisco agire d'anticipo in questo modo.
ma se ti vede passare armato per andare ad allenarti, non penserà che invece stai per andare in missione come assassino? XD
Pensa che tempo fa, stavo pulendo le spade dalla raggiune e oliando... E mi fa:
"Papà, ma a cosa ti servono le spade?"
XD
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Pensa che tempo fa, stavo pulendo le spade dalla raggiune e oliando... E mi fa:
"Papà, ma a cosa ti servono le spade?"
XD
e tu lo hai subito guardato con "l'occhio di falco" XD
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Questa mia scelta deriva dall'idea che comunque si troverà a contatto con queste cose e in maniera molto precoce: insomma, piuttosto che venga a contatto con la violenza di AC a casa di un amichetto a giocare di nascosto, preferisco agire d'anticipo in questo modo.
ma se ti vede passare armato per andare ad allenarti, non penserà che invece stai per andare in missione come assassino? XD
Pensa che tempo fa, stavo pulendo le spade dalla raggiune e oliando... E mi fa:
"Papà, ma a cosa ti servono le spade?"
XD
OMG mica lo avrai Assassinato :o
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In altri paesei per comprare certi giochi i negozianti chiedono la carta d'identità, per verificare che l'acquirente abbia almeno l'età adatta per giocare a quel gioco.
Ora...
è vero che alla fine se va un adulto a comprare il gioco, e poi lo regala ad un bambino, aver messo un VM 14 sul retro della scatola non serve a nulla.
Però è secondo me un utile strumento per le persone responsabili per determinare se il gioco è adatto o meno ad un bambino.
Non dimentichiamo comunque che il computer o in genere la tecnologia sono e restano uno strumento che è già oggi, ma lo sarà sempre di più, indispensabile per il lavoro e le attività quotidiane.
Non si può non sapere usare un computer oggigiorno.
I videogiochi sono un utile strumento per avvicinare un bambino ad un mondo che non è "malvagio" ma "va saputo usare correttamente e con intelligenza".
Certi giochi sviluppano di fatto delle capacità che non vengono sviluppate correndo dietro ad una palla, come ragionare, la logica, la manualità la fantasia ecc...
Ovviamente non devono essere l'unico passatempo, altrimenti si passa d un'estremo all'altro...
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Non dimentichiamo comunque che il computer o in genere la tecnologia sono e restano uno strumento che è già oggi, ma lo sarà sempre di più, indispensabile per il lavoro e le attività quotidiane.
Non si può non sapere usare un computer oggigiorno.
E qui ti sbagli, purtroppo.
1)
Poche persone (percentualmente) sanno USARE un PC nel pieno senso della parola. Perché per sapere usare a dovere uno strumento, bisogna capire prima cosa puo fare e come funziona, altrimenti si rimane solo dei goffi praticoni.
Io non reputo chi usa il computer per fare quattro cazzate con Office (o scaricarsi i file da Internet o altra roba del genere) come qualcuno cha sa usare davvero un calcolatore elettronico*. Magari bastasse cosi poco...
Anzi, guarda, se la stragrande maggioranza delle persone di questo mondo resta ignorante in fatto di informatica, Microsoft e quegli altri fetenti della Apple sono proprio contenti, perche significa che continueranno a fare una barca di soldi vendendo i loro costosi prodotti a gente che non può farne a meno, perché non in grado di usare altra roba.
Attenzione, infine, a non confondere l'informatica con il "saper usare il pc": è più o meno uno sbaglio tanto grande quanto il confondere la scienza medica con il saper usare degli attrezzi chirurgici.
*Io stesso mi reputo poco piu di un analfabeta informatico, e solo di recente ho iniziato a mitigare un poco la mia abissale ignoranza. Abbastanza per vedere che molti e troppi stanno messi anche peggio di me. Il che è MALE.
2)
I videogiochi sono un utile strumento per avvicinare un bambino ad un mondo che non è "malvagio" ma "va saputo usare correttamente e con intelligenza".
Certi giochi sviluppano di fatto delle capacità che non vengono sviluppate correndo dietro ad una palla, come ragionare, la logica, la manualità la fantasia ecc...
Ovviamente non devono essere l'unico passatempo, altrimenti si passa d un'estremo all'altro...
Quello che mi sembra veramente importante riuscire a fare, piuttosto che mettere il bimbo davanti al computer in età precoce (e magari da solo, come fanno certi gonzi), è insegnargli a ragionare in modo logico/razionale e, per cosi dire, matematico/scientifico. Attreverso dei giochi adatti alla sua eta, ad esempio. E non parlo di videogiochi.
Date un occhiata (ma anche due) qui: http://kangourou.dsi.unimi.it/approfondimenti.html (http://kangourou.dsi.unimi.it/approfondimenti.html)
Certo che finché l'informatica non viene inserita a dovere nel nostro sistema scolastico (seee... campa cavallo :nono:), tale dovere ricade sui genitori :-X. Ed il genitore medio, di queste cose, non capisce un razzo e nemmeno gli interessa farlo, perche significherebbe spendere tempo e fatica. Giammai!
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Avrei più paura se si avvicinassero a questi.
Giochi di Pessimo Gusto - EP13 Quando i videogiochi fanno i moralisti/vegani/animalisti (https://www.youtube.com/watch?v=RrZdXHM2uBA#ws)
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Non sapevo esistesse! XD
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Devo assolutamente intervenire (o almeno leggere tutto per bene), appena ho tempo.
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lavoro con i videogame. lo premetto perché ritengo sia importante. ho comprato a mia figlia il 3d6, giochiamo insieme con l'xbox e lei sa della mia passione per i giochi. ha imparato che uno zombie sullo schermo è finto, e non ne ha paura. MA non gioco a titoli realistici. solo fantasy, fantascienza, simulatori di mech e simili. e picchiaduro, ovviamente.
mia figlia ha capito che quelli sono giochi, non perché sia un genio ma perché ci giochiamo insieme. e a DOA è pure fortina.
poi ci sono giochi e giochi. ovvio che dipende da noi grandi mettere i bambini in condizione di capire. ergo, dare un titolo bellico realistico in mano a un bimbo, è sbagliato. punto. farlo giocare con i videogame adatti a lui, o con titoli palesemente non reali, spiegando per bene di cosa si tratta. questo è perfino utile, secondo me, data la profondità visuale e narrativa di molti giochi. il guaio è che non tutti i bambini hanno la fortuna di avere un padre che recensisce videogame, e che li conosce bene...
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Poi va da suo cuginetto (è confinante con casa nostra) che evidentemente ha delle Softair e mi torna a casa che fa il gesto di scarrellare una pistola... :grrr: Ho già parlato al cuginetto di evitare di "giocare" con lei con certe cose.
Vedrai come tornerà a casa dalla scuola materna...
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figliola, hai studiato la poesia?
si, papa'.
me la dici?
Questo è il mio fucile.
Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio.
Il mio fucile è il mio migliore amico, è la mia vita.
Io debbo dominarlo come domino la mia vita.
Senza di me il mio fucile non è niente; senza il mio fucile io sono niente.
Debbo saper colpire il bersaglio,
debbo sparare meglio del mio nemico che cerca di ammazzare me,
debbo sparare io prima che lui spari a me e lo farò.
Al cospetto di Dio giuro su questo credo.
Il mio fucile e me stesso siamo i difensori della patria,
siamo i dominatori dei nostri nemici,
siamo i salvatori della nostra vita e così sia,
finché non ci sarà più nemico ma solo pace,
Amen
:gh: :gh: :gh: :gh: :gh: :gh: :gh:
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XD
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Sono Papà anche io di due figli di 2 anni e mezzo e 1 anno. Ho scelto di non fargli vedere la televisione e questo sta portando assolutamente dei risultati positivi. I loro cugini della stessa età e poco più grandi sono drogati di televisione tanto da estraniarsi quando la vedono. Allo stesso tempo questa scelta comporta una grandissima responsabilità e cioè quella di dedicare del tempo a loro soprattutto di qualità e a volte per via della stanchezza non sempre e possibile. Ma meglio così che vederli come zombie davanti a quegli inutili canali per bambini e ragazzi.
Il "problema" videogiochi ancora non ce l'ho anche perchè il grande è ancora piccolo. Io sono/ero un grande appassionato di games purtroppo i tempo non mi permette di giocare come un tempo, la mia xbox è quasi inutilizzata vicino alla tv. Sicuramente noi appassionati di videogiochi siamo avvantaggiati nell'essere cresciuti con essi e aver seguito tutta la loro evoluzioni. I genitori dai 45 in su non hanno vissuto tutto questo e non sanno minimamente di cosa si sta parlando.
Sicuramente non farei giocare mio figlio a dead space call of duty o roba varia, ma affronterei il mondo videoludico a tappe e con calma e sicuramente giocando con lui. Altra cosa che mi piacerebbe è introdurlo anche nel mondo dei giochi di ruolo e dei boardgames, ma questa è un'altra storia.
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fortunatamente, l'unico che gioca in casa sono io... le mie figlie se ne sbattono bellamente dei videogiochi...
o sfortunatamente, dato che bazzicano FB :-X
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o sfortunatamente, dato che bazzicano FB :-X
:o
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Per me i divieti ai servono più per i genitori.
Nel senso, per evitare che genitori incapaci di introdurre certi argomenti, lascino dei bambini ad arrangiarsi e gestirli da soli.
I genitori capaci sono in grado di introdurre tutto, scegliendo modi e tempi, non necessariamente coincidenti con quello che il divieto o "il senso comune" suggerisce.
Insomma, un videogioco è uno strumento come un altro.
Io ho consumato carmageddon quando uscì, ma non ho ancora investito nessuno.
Mio padre mi ha introdotta a Stephen King a 6 anni, ed entro i 10/12 avevo letto quel che di più angosciante aveva scritto. Sempre insieme a papà.
Sono venuta su abbastanza equilibrata lo stesso.
Mio nonno da bambino aveva la guerra intorno.
Sparava già da dio, gli piaceva sparare, gli misero un fucile in mano ma, fortuna sua, non trovandosi mai costretto, scelse di non approfittare della situazione per allenarsi su qualche essere umano per replicare ai giochi tra bambini nel mondo degli adulti.
Credo che la via giusta sia quella già detta e praticata da alcuni di voi: arrivare per primi ed affiancare il pargoli. :thsit:
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Io ho consumato carmageddon quando uscì, ma non ho ancora investito nessuno.
Carmageddon!!! Che scalpore fece all'epoca, ma che genialata.
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Quello dei boardgame e dei giochi di ruolo è a mio avviso un mondo che sviluppa la "fantasia" del giocare non avendo nulla. Un tempo avevi dei pezzi di carta e basta, oggi l'evoluzione ci ha portato costose miniature ma il fatto di preparare il tutto aumenta la complicità e il divertimento con i genitori. La via per il gioco multimediale a mio avviso deve sempre passare prima per il gioco con la fantasia, che so un pezzo di legno come spada e mille draghi immaginari da combattere. Poi si va nel videogame.
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fortunatamente, l'unico che gioca in casa sono io... le mie figlie se ne sbattono bellamente dei videogiochi...
o sfortunatamente, dato che bazzicano FB :-X
Spero che tu non sia loro amico su fb... XD
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... affiancare il pargoli...
:zan:
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lavoro con i videogame. lo premetto perché ritengo sia importante. ho comprato a mia figlia il 3d6, giochiamo insieme con l'xbox e lei sa della mia passione per i giochi. ha imparato che uno zombie sullo schermo è finto, e non ne ha paura. MA non gioco a titoli realistici. solo fantasy, fantascienza, simulatori di mech e simili. e picchiaduro, ovviamente.
mia figlia ha capito che quelli sono giochi, non perché sia un genio ma perché ci giochiamo insieme. e a DOA è pure fortina.
poi ci sono giochi e giochi. ovvio che dipende da noi grandi mettere i bambini in condizione di capire. ergo, dare un titolo bellico realistico in mano a un bimbo, è sbagliato. punto. farlo giocare con i videogame adatti a lui, o con titoli palesemente non reali, spiegando per bene di cosa si tratta. questo è perfino utile, secondo me, data la profondità visuale e narrativa di molti giochi. il guaio è che non tutti i bambini hanno la fortuna di avere un padre che recensisce videogame, e che li conosce bene...
Tua figlia è fortunata. Conoscere il mondo dei videogiochi e (soprattutto) giocarli noi per primi con i nostri pargoli, guidandoli nella scelta dei titoli, li considero i due capisaldi di una corretta educazione in materia.
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Sono Papà anche io di due figli di 2 anni e mezzo e 1 anno. Ho scelto di non fargli vedere la televisione e questo sta portando assolutamente dei risultati positivi. I loro cugini della stessa età e poco più grandi sono drogati di televisione tanto da estraniarsi quando la vedono. Allo stesso tempo questa scelta comporta una grandissima responsabilità e cioè quella di dedicare del tempo a loro soprattutto di qualità e a volte per via della stanchezza non sempre e possibile. Ma meglio così che vederli come zombie davanti a quegli inutili canali per bambini e ragazzi.
Grande. :)
Se avessi potuto metterti 10 punti kar.ma, lo avrei fatto. Continua così.
Qualunque pediatra che non abbia preso la laurea per corrispondenza, tra l'altro, ti darebbe ragione.
La TV, fino ai 3 anni, è meglio se rimane spenta.
Il "problema" videogiochi ancora non ce l'ho anche perchè il grande è ancora piccolo. Io sono/ero un grande appassionato di games purtroppo i tempo non mi permette di giocare come un tempo, la mia xbox è quasi inutilizzata vicino alla tv. Sicuramente noi appassionati di videogiochi siamo avvantaggiati nell'essere cresciuti con essi e aver seguito tutta la loro evoluzioni. I genitori dai 45 in su non hanno vissuto tutto questo e non sanno minimamente di cosa si sta parlando.
Si, essersi approcciati al medium videoludico negli anni 80 e 90 credo sia stato, per i giovani di allora, meno problematico di quanto lo sia oggi, e con meno rischi di effetti collaterali negativi.
Sicuramente non farei giocare mio figlio a dead space call of duty o roba varia, ma affronterei il mondo videoludico a tappe e con calma e sicuramente giocando con lui. Altra cosa che mi piacerebbe è introdurlo anche nel mondo dei giochi di ruolo e dei boardgames, ma questa è un'altra storia.
Ottima idea quella dei board games. Un genere che vanta una accanita, anche se non molto numerosa, schiera di appassionati in Italia, e che meriterebbe maggiore considerazione.
Monopoly & compagnia sono un ottimo modo per passare le serate senza TV (o VG).
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Grande. :)
Se avessi potuto metterti 10 punti kar.ma, lo avrei fatto. Continua così.
Qualunque pediatra che non abbia preso la laurea per corrispondenza, tra l'altro, ti darebbe ragione.
La TV, fino ai 3 anni, è meglio se rimane spenta.
Beh i pediatri non sono proprio una categoria molto aggiornata e purtroppo in diversi campi. Al massimo con il grande riesco a vedere 5 minuti di qualche documentario sugli animali e dopodichè si alza e se ne va.
Si, essersi approcciati al medium videoludico negli anni 80 e 90 credo sia stato, per i giovani di allora, meno problematico di quanto lo sia oggi, e con meno rischi di effetti collaterali negativi.
Noto come i genitori più grandi di me siano in balia dei figli che sono avanti anni luce in fatto di videogiochi, computers etc.
Ottima idea quella dei board games. Un genere che vanta una accanita, anche se non molto numerosa, schiera di appassionati in Italia, e che meriterebbe maggiore considerazione.
Monopoly & compagnia sono un ottimo modo per passare le serate senza TV (o VG).
I boardgames li adoro e sono sicuramente più approciabili dei giochi di ruolo che sono forse adatti a bambini un pò più cresciuti. Ma ogni cosa a suo tempo. La cosa difficile è poi mettere in pratica tutto questo, a parole è tutto semplice... ma la buona volontà c'è.
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vi suggerisco un gioco che con un bambino di 5 o 6 anni va forte: UNO (o SOLO). mia figlia (quasi 6 anni) se ne è appassionata, e spesso mi straccia! per i boardgames, se siete nerd come me, ce ne è uno ormai purtroppo fuori commercio ma molto valido per iniziare i bambini ai board a wargame fantasy. si chiama heroscape. esteticamente splendido, due regolamenti (uno semplice e uno avanzato. il primo è studiato proprio per i più piccoli), ma costoso.
ho anche un gdr per bambini, fantasy, ma è in inglese e ora non ricordo il titolo (acquistato online). ci gioco con mia figlia, che si diverte molto. la difficoltà ovviamente è nel creare trame semplici, comprensibili per un bambino. usa solo d6 ed è davvero simpatico.
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vi suggerisco un gioco che con un bambino di 5 o 6 anni va forte: UNO (o SOLO). mia figlia (quasi 6 anni) se ne è appassionata, e spesso mi straccia! per i boardgames, se siete nerd come me, ce ne è uno ormai purtroppo fuori commercio ma molto valido per iniziare i bambini ai board a wargame fantasy. si chiama heroscape. esteticamente splendido, due regolamenti (uno semplice e uno avanzato. il primo è studiato proprio per i più piccoli), ma costoso.
ho anche un gdr per bambini, fantasy, ma è in inglese e ora non ricordo il titolo (acquistato online). ci gioco con mia figlia, che si diverte molto. la difficoltà ovviamente è nel creare trame semplici, comprensibili per un bambino. usa solo d6 ed è davvero simpatico.
Io sono assolutamente un nerd. Mi compravo i manuali gdr anche solo per il gusto di leggerli ahhaah. Heroscape lo conosco ma non conosco questa sua variante kids, ottimo. Beh allora tra un paio di anni ne possiamo riparlare.
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quando puoi, ale, ti invito volentieri per una partita!
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quando puoi, ale, ti invito volentieri per una partita!
Ottimo, volentieri!
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vi suggerisco un gioco che con un bambino di 5 o 6 anni va forte: UNO (o SOLO).
Intendi il gioco a carte, giusto?
Quoto, mio figlio ha iniziato a giocarci questa primavera. E non solo nella versione moderna (uno), ma anche in quella che usavamo noi (con carte o da briscola o da ramino). È uno stimolo notevole e le regole non sono troppo complesse. :)
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con carte o da briscola
"Gnagno"!!!! :sur:
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:thsit:
(ovviamente gli ho detto che UNO è una scopiazzatura di gnano eh... :gh:)
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Le carte da ramino non le sentivo da tempo immemore...
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gnano
:zan:
GNAGNO!!!! :gh:
Sì, quelli di UNO hanno scopiazzato proprio senza vergogna... :nono: