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Martial Sharing => Interstile - discussioni in comune => Topic started by: Takuanzen on September 06, 2012, 13:23:38 pm
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Ciao a tutti,
è da parecchio tempo che rifletto su determinati aspetti della mia pratica personale e ho maturato diverse considerazioni, che non so se sono abbastanza mature da esporle. Insomma volevo aprire da tempo questo topic, ma non ce la facevo.
Il corso di Yiquan del mio maestro si è ormai ridotto a 4 gatti davvero (spesso 4 di numero). Sono venuti dei ragazzi a provare, persone nuove, con già esperienza minimale in altre arti marziali, Sdc o sistemi orientati alla DP: all'inizio dell'anno erano molto entusiasti e anche il mio maestro, vista anche la preparazione iniziale, lavorava (come sempre a settembre/ottobre), in maniera dinamica e creativa. Se ne sono andati quando, dopo i primi mesi, ha iniziato a farci stare 1 ora/1 ora e mezza tra Zhang Zhuan (posture) e Shili (sentire la forza, singoli movimenti fondamentali lenti).
Io capisco che è la base fondamentale del sistema, ma sono ormai convinto che sia un percorso che necessita di un lavoro quotidiano e personale, a casa. Quando si è in palestra si può ripassare e correggere gli errori, ma si deve dare priorità agli esercizi in coppia (tuishou e sanshou). Devo dire che una delle cose che mi aveva colpito quando iniziai era che, rispetto a molte scuole "tradizionali" si faceva combattimento libero (sanshou) tutte le lezioni, con casco con griglia e guantini da sacco.
Due o tre anni fa, tornato dal consueto viaggio in Cina, aveva deciso di comprare, su imitazione della scuola di Datong, i focus gloves e questo aveva migliorato la qualità dell'allenamento. A cui mancava la sistematicità, infatti, per quel che riguarda il combattimento, eravamo sempre ad un livello basilare, mancando lo studio specifico per la tecnica, il lavoro avanzato insomma.
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Vai avanti con la narrazione e le considerazioni. :)
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Seguo con interesse :)
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L'anno scorso, volendo ovviare al problema Bkb[1] avevamo iniziato a combattere anche senza protezioni, con colpi al corpo e schiaffoni al viso. Sempre molto leggeri e sciolti, rispetto a modalità simili (penso al Kyokushin). Io speravo che si mantenessero entrambe le modalità, ma così non era. Dopo abbiamo ripreso qualche volta anche a combattere con le protezioni, ma spesso si è data la preferenza al Tuishou, con anche lezioni senza fare sparring.
Anche perché per il Taijiquan volevano prepararsi per una gara internazionale di Tuishou e quindi si allenava da noi dell'Yiquan, perché misteriosamente al corso di Taijiquan (che non frequento da alcuni anni...) non si poteva fare...
Poi c'è anche da dire che il mio maestro si è sempre allenato con noi. Per carità, ha 30 anni e passa di esperienza alle spalle, ha praticato molte arti marziali differenti e in sparring se la cava ancora bene, soprattutto sui calci frontali, che sono la sua specialità da sempre. Tuttavia ha praticamente il doppio della mia età e questa differenza si fa sentire nell'abbassamento dell'intensità dell'allenamento, che infatti dà sempre più spazio ad esercizi di base da soli, come dicevo. Io è da un pezzo che insisto per dare definitivamente una modalità più Sandaistica al nostro Yiquan, come già succede in Cina, dove molti Yiquanisti combattono in tornei di Sanda e qualche sporadico ( vedi Wu Hao Tian[2]) in tornei locali di MMA, o in qualche scuola francese, dove lo chiamano Yiquan-Sanda (anche allievi del nostro stesso maestro, Guo Guizhi). Lui teoricamente approva, mi dice che sarebbe bello, ma lui non ha le persone per farlo, ci vorrebbe un gruppo di giovani per creare degli agonisti. In realtà anche la pubblicità mi sembra molto inferiore di quella che si fa per il Taiji, di cui i corsi sono pieni e vanno alla grande, a differenza del nostro ...
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E così, grazie anche ai consigli di due amici che si allenavano da quelle parti, ho deciso a Maggio di farmi due lezioni di prova in una palestra di MMA non molto distante da casa mia (io ci metto dai 40 ai 60 minuti adesso per andare ad allenarmi).
Arrivati ho già notato subito la differenza: finalmente non ero il più giovane, c'erano molti giovani agonisti molto più in forma di me. Abbiamo iniziato subito con la corsa e la preparazione atletica, con circuiti di trazioni/piegamenti e addominali. Io ho resistito e tenuto duro tutto il tempo, tuttavia ero piuttosto fuori forma rispetto alla media. Poi siamo passati al Grappling, che era il tema di quell'orario di lezione e lì sono stato tutto il tempo ad allenarmi con i miei amici, che mi hanno dato preziosi consigli e aiutato un principiante quasi totale (non so se contare le Mazzate, comunque utili quando ero a terra, anche se mi mancavano le soluzioni e spesso non sapevo che cavolo fare) di Grappling. In piedi, noto che l'Yiquan e il Taiji mi hanno dato sensibilità e radicamento, maturato nel Pushing Hands, ma che tuttavia non sapevo proiettare, non avevo la tecnica specifica e quindi mi proiettavano a me. Il maestro è molto valido, dotato di un'ottima tecnica e spiega bene. Unica nota forse negativa: il maestro non mi ha considerato molto, come nemmeno gli altri ragazzi, probabilmente perché si trattava di un corso per agonisti e poi avevano una gara imminente nel week-end. In ogni caso mi sono divertito e l'ho trovato un'esperienza stimolante, soprattutto per quel bisogno di cambiamento che sentivo...
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(http://www.redorbit.com/media/uploads/2008/10/0205d0fabce6497fce0f9432e91bc7d51.jpg)
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E così a inizio Agosto, durante un allenamento al parco, ho deciso di parlare in privato con il mio Maestro.
Gli ho esposto tutte le mie ragioni, tutti quei dubbi che mi tormentavano da un pezzo e lui è stato molto gentile. Si è dimostrato una persona capace di ascoltare e mi ha detto che devo prendere il mio percorso senza problemi e che lui capisce le mie considerazioni. Anche lui non si è sempre allenato così e io volevo anch'io percorrere una strada più consona alla mia età e ai miei bisogni. Alla fine mi ha solo detto di non sparire, il che mi ha messo addosso una grande tristezza e nostalgia.
Io speravo in realtà anche che cambiasse direzione, ma lui ha detto che forse il nostro corso di YQ lo chiude per un ennesimo corso di Taiji per principianti (speriamo che ci ripensi... :( :'(). Questo mi ha fatto riflettere sulla giustezza delle mie scelte.
Ma non ho mollato del tutto l'Yiquan e nemmeno il Taijiquan (quella forma, dopo tanti kata praticati in vita mia, è quella che preferisco, che mi piace di più praticare, anche se so che non c'entra con l'argomento 'combattimento') e non voglio farlo. Mi considero ancora un Yiquanista, anche se con un percorso di ricerca personale (ci sono così tanti esempi di chi ha mantenuto entrambi i percorsi, oltre che in Cina anche in Giappone). Anche perché ho l'età e il fisico per sperimentare altre cose più impegnative ed è secondo me doveroso farlo.
Quest'anno ho deciso durante la settimana seguirò il corso di MMA (2 lezioni a settimana, 3 con quello per agonisti), poi invece continuerò a seguire i seminari mensili di Yiquan e Taijiquan del mio maestro, ad andare agli stage con i personaggi che invita, perché penso che comunque nel mondo delle arti marziali cinesi sia uno dei più validi e poi invita sempre personaggi interessanti (quest'anno ci sarà probabilmente una novità che potrebbe interessare anche ad alcuni forumisti, ma niente anticipazioni!!), tra i migliori nei loro contesti.
Vedremo come va, non nascondo di essere intimidito, con le lezioni che iniziano settimana prossima. Sono ancora indeciso se rientro nella categoria "salvatore dello stile" oppure "salvatore di me stesso". In ogni caso questa scelta vi assicuro che è stata tormentata e sofferta, tuttavia non voglio tirarmi indietro. Quest'estate ho cercato di migliorare la mia preparazione fisica, cercando una maggiore regolarità attraverso circuiti a corpo libero oppure comprandomi la sbarra da trazioni (un paio di volte ho iniziato anche ad andare a correre. In più ho preso qualche lezione di lotta da un mio amico (uno dei due che si allena in quella palestra...) e un assaggio di pugilato grazie ad una sorprendente coincidenza che ha portato ad uno scambio con un simpatico e preparato utente. Vedremo, vi aggiorno come va la mia nuova avventura ed esperienza!! :thsit:
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:+1:
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E così, grazie anche ai consigli di due amici che si allenavano da quelle parti, ho deciso a Maggio di farmi due lezioni di prova in una palestra di MMA non molto distante da casa mia (io ci metto dai 40 ai 60 minuti adesso per andare ad allenarmi).
Complimenti per la voglia di andare lontano (sperando che xjej non legga XD) per allenarsi.
Bel racconto e in bocca al lupo :-*
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E così, grazie anche ai consigli di due amici che si allenavano da quelle parti, ho deciso a Maggio di farmi due lezioni di prova in una palestra di MMA non molto distante da casa mia (io ci metto dai 40 ai 60 minuti adesso per andare ad allenarmi).
Complimenti per la voglia di andare lontano (sperando che xjej non legga XD) per allenarsi.
Bel racconto e in bocca al lupo :-*
Ops...parlavo dell'Yiquan. Volevo dire che fino all'anno scorso "ci mettevo" 40-60 minuti. Ora sarebbero 15-20 minuti al massimo. Mi sono spiegato male.
Finché pensavo fosse un corso perfetto per me ci andavo senza problemi (e poi all'inizio era molto più vicino: mi sono trasferito dove sto ora circa 2 anni fa) e poi ci andava anche la mia ragazza. Dall'anno scorso lei non si allena più nell'YQ, io devo andare da solo, torno tardi e se devo andare lì per una volta a settimana e farmi 1/1.30 ore di ZZ e Shili...forse posso trovarmi qualcosa più vicino. Siamo sempre precari e con problemi economici, quindi la benzina ha il suo peso. Se si aggiungono miei dubbi personali, magari la ricerca di qualcosa più vicino non è male...Poi da me non c'è molto. :)
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Ups scusa avevo capito male :-[
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che dire Dave?
Approvo tutto quello che hai scritto, le problematiche che descrivi sono le stesse che ho avuto io e che vedo anche in altre situazioni.
Dici di non essere ancora arrivato a capire se vuoi essere un "salvatore dello stile" o un "salvatore di me stesso".
Premesso che ambedue le figure hanno la loro dignità io faccio il tifo per una di queste ma non voglio dirla perchè si parla di te e solo tu sai cosa è meglio per te.
Se questa cosa ti preoccupa fidati che anche se dovessi scegliere un percorso differente se i rapporti personali sono buoni e profendi rimangono lo stesso.
Questo lo dico per esperienza ;).
In ogni caso in bocca al lupo!
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Io propenderei per il non definirsi e praticare quello che più piace ;)
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Io propenderei per il non definirsi e praticare quello che più piace ;)
Peccato non poter mettere più di un +1. :)
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che dire...cioe' in realta' non so davvero che dire, un po' perche' sarebbe banale quanto altrettanto ovvia e' la mia posizione....
Ma diciamo che secondo me tu non sei una persona da seguire uno "stile",cosi' come non ti ci vedo a far casa in un unico pensiero.
Credo che sia inevitabile il cambiamento, non da stile fuffa a stile serio,non credo sia il tuo caso, quanto piuttosto da un modo di allenarsi e praticare ad un altro.
Inevitabile perche' era inevitabile avresti scelto quello che ti dava la maggiore possibilita' di confrontarti con te stesso e con gli altri :thsit:
'nsomma cmq tra tutti ormai restero' l'unico alle mazzate che non fa mma XD XD
mi sa che o miglioro molto in fretta e molto bene la fase di lotta o mi aspettera' un lungo periodo di finalizzazioni subite!
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che dire Dave?
Approvo tutto quello che hai scritto, le problematiche che descrivi sono le stesse che ho avuto io e che vedo anche in altre situazioni.
Dici di non essere ancora arrivato a capire se vuoi essere un "salvatore dello stile" o un "salvatore di me stesso".
Premesso che ambedue le figure hanno la loro dignità io faccio il tifo per una di queste ma non voglio dirla perchè si parla di te e solo tu sai cosa è meglio per te.
Se questa cosa ti preoccupa fidati che anche se dovessi scegliere un percorso differente se i rapporti personali sono buoni e profendi rimangono lo stesso.
Questo lo dico per esperienza ;).
In ogni caso in bocca al lupo!
Assolutamente in sintonia. So che voi amici del Kenpo siete in una situazione simile, visto che i nostri maestri sono cresciuti praticamente nello stesso ambiente e i metodi hanno principi somiglianti. La discussione con te sulle tue scelte mi ha fatto molto riflettere e mi ha aiutato. Grazie Fabry, lo apprezzo molto. :sur:
Se abitassi ancora a Cinisello o a Sesto S.G., sarei venuto sicuramente da voi del KFM, vista l'ottima esperienza dello stage con Justo (che spero di bissare!!) :sbav:
Per ora sto cercando di mandare mio fratellino[1] in avanscoperta, così "rubo" quando lo vedo... XD :spruzz:
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che dire Dave?
Approvo tutto quello che hai scritto, le problematiche che descrivi sono le stesse che ho avuto io e che vedo anche in altre situazioni.
Dici di non essere ancora arrivato a capire se vuoi essere un "salvatore dello stile" o un "salvatore di me stesso".
Premesso che ambedue le figure hanno la loro dignità io faccio il tifo per una di queste ma non voglio dirla perchè si parla di te e solo tu sai cosa è meglio per te.
Se questa cosa ti preoccupa fidati che anche se dovessi scegliere un percorso differente se i rapporti personali sono buoni e profendi rimangono lo stesso.
Questo lo dico per esperienza ;).
In ogni caso in bocca al lupo!
Assolutamente in sintonia. So che voi amici del Kenpo siete in una situazione simile, visto che i nostri maestri sono cresciuti praticamente nello stesso ambiente e i metodi hanno principi somiglianti. La discussione con te sulle tue scelte mi ha fatto molto riflettere e mi ha aiutato. Grazie Fabry, lo apprezzo molto. :sur:
Se abitassi ancora a Cinisello o a Sesto S.G., sarei venuto sicuramente da voi del KFM, vista l'ottima esperienza dello stage con Justo (che spero di bissare!!) :sbav:
Per ora sto cercando di mandare mio fratellino[1] in avanscoperta, così "rubo" quando lo vedo... XD :spruzz:
Bueno!.
A questo punto la cosa migliore che posso dire è citare Giorgia.
Io propenderei per il non definirsi e praticare quello che più piace ;)
E comunque vada: buon divertimento!
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Aggiungo qualche annotazione del tormentato Ichthyostega[1]:
1) Non ho per ora particolare interesse per le competizioni o l'agonismo. Per come sono mi piace confrontarmi, giocare ma non mi interessa affatto vincere: non fa parte della mia attitudine. I miei obiettivi sono per ora molto più umili e basilari:
-Migliorare la mia condizione fisica;
-Migliorare e perfezionare i miei pugni e calci;
- Imparare almeno le basi della lotta (in piedi e a terra).
2) Sono ancora dubitante rispetto alla modalità MMA. Pur piacendomi molto, ho sempre la paura del "misto frutta", di trovarmi davanti un 'mischione'. Infatti all'inizio cercavo un corso di lotta, che è un ambito che mi diverte un casino, o di pugilato, che è una delle principali influenze dell'YQ e poi mi è sempre piaciuto. Infatti c'è un altro corso di Submission che vorrei andare a vedere, ma è più lontano e non conosco nessuno. Ma magari un giro me lo vado a fare lo stesso...
In questa palestra dove sono andato a provare, il maestro mi è sembrato -e poi mi ha confermato negli spogliatoi- che lui cerca di seguire una logica con cui collegare il lavoro in piedi con quello a terra o lo striking con il grappling, di dare una sequenza coerente alle tecniche studiate. Poi si dà la priorità ad un ambito/settore a seconda delle lezioni. Queste due cose mi hanno confortato, unite al fatto che i miei amici che si allenano lì sono principalmente interessati al Grappling e lui li lascia fare...
3) Vi confido che il mio "sogno" sarebbe quello di aprire un giorno un corso di Yiquan/Sanda, che partisse da basi yiquanistiche, per poi formare atleti che combattano in tornei di Sanda, Kick e forse anche MMA, con qualche integrazione nella lotta a terra. Oppure semplicemente che tenga presente metodologie moderne di allenamento, come già si accenna nel metodo e nella formazione dell'YQ, ma ad un livello di sviluppo ancora inespresso e incompleto a mio parere. Io quindi vorrei acquisire tempi, ritmi, abitudine al contatto e preparazione atletica, che sono "attributi"/qualità/caratteristiche che mi sembrano carenti nelle arti marziali cinesi. Insomma, sono convinto che la modalità di espressione per il Kung Fu ci sia già e sia il Sanda, oppure un possibile approdo, come sta succedendo anche in altri ambiti, le MMA, senza cercare di inventare altri regolamenti, oppure continuare a dire, come mi è capitato quest'estate con gente di altre scuole, che le "tecniche mortali" non funzionano perché in sparring si possono tirare solo a piena potenza e senza protezioni. BASTA!! :D :thsit:
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2) Sono ancora dubitante rispetto alla modalità MMA. Pur piacendomi molto, ho sempre la paura del "misto frutta", di trovarmi davanti un 'mischione'.
Idem, minestrone anche per me.
Ma al momento non posso permettermi altro, e onestamente mi ci sto pure divertendo, anche se a conti fatti l'impressione di fare troppo e in maniera superficiale rimane.
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2) Sono ancora dubitante rispetto alla modalità MMA. Pur piacendomi molto, ho sempre la paura del "misto frutta", di trovarmi davanti un 'mischione'.
Idem, minestrone anche per me.
Ma al momento non posso permettermi altro, e onestamente mi ci sto pure divertendo, anche se a conti fatti l'impressione di fare troppo e in maniera superficiale rimane.
Condivido, è il solito annoso problema della specializzazione vs versatilità.
E quando uno ha poco tempo da dedicarci più è ampio lo spettro e più si rischia la diluizione.
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L'altro ieri prima sessione di circuiti con Kettlebells, fune nautica, ruota del trattore ecc... :-X :-X :-X
Tuttavia mi sono divertito un casino. Soprattutto con la ruota: un grande scarico dal punto di vista psicologico, mi sembrava di dover spingere una specie di enorme sumotori con tutto me stesso, raccogliendo tutte le mie forze. Questa era anche l'idea generale per tutte le altre stazioni. Erano tutti esercizi e attrezzi che desideravo provare da tempo. :-*
Il mio maestro vuole ripetere tutto settimana prossima, filmando però e scattando delle fotografie per il sito. Quando appariranno, magari vi giro il link.
Ho deciso che prossimi eventuali commenti sulla mia nuova avventura/esperienza nelle MMA li inserirò in questa discussione già avviata, sia perché si tratta di un continuo work in progress più pratico che teorico per quel che mi riguarda (ci sto ancora riflettendo su, troppe cose che non riesco a scrivere sistematicamente...), sia perché voglio tenermi libero di mantenere una prospettiva più ampia e quindi spaziare anche su argomenti differenti o che vanno oltre le MMA, pur partendo da quell'esperienza. Tutto questo per dire che mi va benissimo continuare a discuterne in Interstile, proprio per il mio "carattere anfibio". ;)
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L'altro ieri prima sessione di circuiti con Kettlebells, fune nautica, ruota del trattore ecc... :-X :-X :-X
Tuttavia mi sono divertito un casino. Soprattutto con la ruota: un grande scarico dal punto di vista psicologico, mi sembrava di dover spingere una specie di enorme sumotori con tutto me stesso, raccogliendo tutte le mie forze. Questa era anche l'idea generale per tutte le altre stazioni. Erano tutti esercizi e attrezzi che desideravo provare da tempo. :-*
Come ti capisco
Il mio maestro vuole ripetere tutto settimana prossima, filmando però e scattando delle fotografie per il sito. Quando appariranno, magari vi giro il link.
volentieri.
Ho deciso che prossimi eventuali commenti sulla mia nuova avventura/esperienza nelle MMA li inserirò in questa discussione già avviata, sia perché si tratta di un continuo work in progress più pratico che teorico per quel che mi riguarda (ci sto ancora riflettendo su, troppe cose che non riesco a scrivere sistematicamente...), sia perché voglio tenermi libero di mantenere una prospettiva più ampia e quindi spaziare anche su argomenti differenti o che vanno oltre le MMA, pur partendo da quell'esperienza. Tutto questo per dire che mi va benissimo continuare a discuterne in Interstile, proprio per il mio "carattere anfibio". ;)
chi sa che dice il Mod.... XD
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Questa discussione non l'avevo vista! Complimenti! ;)
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Mi unisco ai complimenti per Tak, che è serio e motivato, non arroccato su nessuna posizione, quindi curioso, cosa che lo porta a farsi domande e "andare a cercare" le risposte, mettendo un sacco di fieno in cascina.
Però faccio i complimenti anche al Forum, che a mio parere, contribuisce sia nel far nascere i dubbi, sia le curiosità, diversamente non si spiega come accada che in così tanti scelgano di implementare la propria pratica.
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Non posso che condividere e complimentarmi per l'approccio.
Massimo rispetto per te :thsit:
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L'importante è allenarsi e fare esperienze
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Bella Tak e Auguroni per il tuo progetto futuro.
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Dalla discussione sulla sudditanza psicologica (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=17023.255 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=17023.255)), riporto questo, che riassume bene alcuni aspetti della mia situazione attuale:
Mi permetto un piccolo aneddoto personale collegato[1]: Quest'anno mi sto allenando, principalmente per motivi economici e altri impegni di studio e non-lavoro, una volta sola a settimana. Il maestro mi spinge sempre per far le gare, perché è nella sua mentalità. Io gli spiego i miei motivi, poi aggiungo che, oltre a non sentirmi preparato per lo sparring con un allenamento a settimana (la preparazione atletica specifica cerco di farla a casa tre volte a settimana, per conto mio, seguendo suggerimenti del mio amico istruttore, che invece non mi ha mai fatto pressioni in tal senso). Gli dissi infine sinceramente, a cuore aperto, che, se proprio voleva che io facessi una garetta di No-Gi, l'avrei fatta per fare una nuova esperienza, mettermi alla prova e migliorarmi come lottatore; non per la competizione in sé, perché non mi interessava, non è mai stata nella mia mentalità. Al che, lui mi ha guardato un po' titubante e mi fa "ma tu, se entri sul tatami, mi rappresenti...". Non me l'ha più chiesto, il rapporto con lui rimane buono e io continuo ad allenarmi, anche se considerato meno rispetto agli agonisti (dal mio amico istruttore no, il rapporto è ottimo e mi ha detto di non preoccuparmi). Ho avuto l'impressione che il problema sia stato la mancanza della parola "Vincere" ad ogni frase e della ripetizione letterale dei suoi discorsi, come fanno i ragazzi diciottenni, che si buttano subito nell'agonismo. Ma era quello che pensavo. Non tutti gli agonisti, ma la maggior parte condivide quel trend, pur essendo bravissimi ragazzi e molto gentili quando ci si allena (mi suggeriscono tecniche ecc...: è bello fare sparring con loro).
Insomma, pur essendo un istruttore bravissimo tecnicamente e molto appassionato (ci tiene davvero ai suoi ragazzi), mi ha fatto un po'rimanere male e parlo quindi di sudditanza per questo, anche in quegli ambienti. Mi piace però tanto allenarmi con loro, non capisco perché un'attività così piacevole e ricca di contenuti debba essere "sporcata" da queste cose[2]. Ripeto per l'ultima volta, con tutte le differenze del caso. :thsit:
In risposta agli amici che sono intervenuti a rispondere così gentilmente, dico che sono pienamente d'accordo con voi che un'atleta non motivato per l'agonismo è meglio non mandarlo. Grazie a tutti per i vostri interventi. :) Ma soprattutto la questione è "non preparato". A monte del discorso, ad una persona che viene una volta a settimana, non bisognerebbe nemmeno proporlo. La mia proposta era la ricerca di una mediazione tra le mie esigenze e quelle del maestro. Ne capisco i motivi: ha visto che sono giovane, mi piace allenarmi e mi impegno.
Diciamo che ho l'impressione di essere considerato "un tizio strano": qualcuno che non è come gli amatori principalmente curiosi, che se ne vanno dopo il primo circuito o il primo sparring oppure semplicemente si disinteressano dopo pochi mesi, né come gli agonisti, perché, pur allenandosi, non è interessato a far gare (almeno con tutte le condizioni del caso, sopra spiegate).
Ad es. vedo che, rispetto a chi si allena due, tre o quattro volte a settimana, il mio processo di apprendimento, pur essendoci, è necessariamente molto più lento, come anche l'abitudine ad essere più vario nello sparring, soprattutto a terra e a non fossilizzarmi sulle tecniche di base imparate. (mi trovo particolarmente bene con le leve a braccia e polsi: Kimura (la mia preferita :-*), "mano de vaca", americane e leve a quattro in generale, meno sugli arm bar/jujigatame: forse per l'abitudine a lavorare solo sulle braccia e con le braccia nel Tuishou e nelle tecniche di Qinna?). Questa "rigidità tecnica" è il mio attuale problema, su cui sto lavorando. E' normale per chi inizia a lottare? ;)
Per il resto, in realtà è un bell'ambiente, mi ci trovo bene e mi piace come insegnano gli istruttori, che sono bravi e preparati. Condivido la soddisfazione nell'allenamento delineata da Andy. Non tornerei assolutamente indietro nelle mie scelte, mi ci trovo benissimo e mi stimola sempre di più.
Il fatto è anche che sto mantenendo una parte dei lavori dell'Yiquan e del Taijiquan, allenandomi in maniera quasi-autonoma ormai, sia nell'allenamento personale (intervallandolo in giorni alterni a quello per la lotta, come sedute di defaticamento), sia insegnando per la prima volta (forse non proprio la prima, perché come volontariato avevo messo su un progetto di Qigong per gli anziani della casa di riposo, durato due anni circa) in alcune "lezioni sperimentali" di Taijiquan nel paesino in cui vivo, da Gennaio ormai, che spero che prima o poi si trasformino in un vero e proprio corso[3]. I pochi entusiasti e appassionati "allievi" che ho mi stanno dando davvero delle soddisfazioni.[4] Tuttavia, capisco anche che questa dicotomia (importante per la "completezza" della mia pratica marziale personale) sia possibile solo in quanto amatore: un agonista non può dedicarsi ad altre cose che non ciò che è funzionale alle competizioni. Questo è un altro motivo della mia titubanza sulle gare. Nulla toglie che l'allenamento della lotta, per la sua sincerità, stia insinuandosi come un'ossessione sempre di più nelle mie "celluline grigie", come direbbe Poirot. :sur:
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Il fatto è anche che sto mantenendo una parte dei lavori dell'Yiquan e del Taijiquan, allenandomi in maniera quasi-autonoma ormai, sia nell'allenamento personale (intervallandolo in giorni alterni a quello per la lotta, come sedute di defaticamento), sia insegnando per la prima volta (forse non proprio la prima, perché come volontariato avevo messo su un progetto di Qigong per gli anziani della casa di riposo, durato due anni circa) in alcune "lezioni sperimentali" di Taijiquan nel paesino in cui vivo, da Gennaio ormai, che spero che prima o poi si trasformino in un vero e proprio corso[1]. I pochi entusiasti e appassionati "allievi" che ho mi stanno dando davvero delle soddisfazioni.[2] Tuttavia, capisco anche che questa dicotomia (importante per la "completezza" della mia pratica marziale personale) sia possibile solo in quanto amatore: un agonista non può dedicarsi ad altre cose che non ciò che è funzionale alle competizioni. Questo è un altro motivo della mia titubanza sulle gare. Nulla toglie che l'allenamento della lotta, per la sua sincerità, stia insinuandosi come un'ossessione sempre di più nelle mie "celluline grigie", come direbbe Poirot. :sur:
Mi piacerebbe passare a trovarti. Non se se ci riuscirò, sono veramente in difficoltà con tempi e spostamenti, ma potrebbe essere.... sempre se mi dici dove sei e quando ci sei :)
Ciao Nick
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Quando parlo di carenze didattiche mi riferisco anche a questo.
Non posso proporre agonismo a chi si allena una volta a settimana quando nella medesima categoria può capitare qualcuno che ha anni di esperienza in materassina, anche a cinture bianche.
Questo dovrebbe essere logico, se lo si ignora i casi sono che o non si ha la comprensione della cosa (dal punto di vista logico e di didattica intesa come "costruzione" di un praticante ) o si vogliono utilizzare i praticanti con finalità proprie.
La differenza con chi si allena con volumi di ore multipli non è proporzionale ma diventa quadratica "a gradini".
La costruzione di un atleta dal punto di vista tecnico-tattico-atletico è una cosa che funziona ad incastro e a gradini (ovviamente sul periodo medio-lungo).
Prestare attenzione esclusivamente agli agonisti poi è un' aberrazione se il corso è misto per carenza anche solo temporanea di partecipanti. Se il corso si svuota gli agonisti con chi girano, solo tra loro ? PEssima scelta se si considera anche solo il lavoro tecnico di base.
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Quando parlo di carenze didattiche mi riferisco anche a questo.
Non posso proporre agonismo a chi si allena una volta a settimana quando nella medesima categoria può capitare qualcuno che ha anni di esperienza in materassina, anche a cinture bianche.
Questo dovrebbe essere logico, se lo si ignora i casi sono che o non si ha la comprensione della cosa (dal punto di vista logico e di didattica intesa come "costruzione" di un praticante ) o si vogliono utilizzare i praticanti con finalità proprie.
La differenza con chi si allena con volumi di ore multipli non è proporzionale ma diventa quadratica "a gradini".
La costruzione di un atleta dal punto di vista tecnico-tattico-atletico è una cosa che funziona ad incastro e a gradini (ovviamente sul periodo medio-lungo).
Prestare attenzione esclusivamente agli agonisti poi è un' aberrazione se il corso è misto per carenza anche solo temporanea di partecipanti. Se il corso si svuota gli agonisti con chi girano, solo tra loro ? PEssima scelta se si considera anche solo il lavoro tecnico di base.
^ This.
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Quando parlo di carenze didattiche mi riferisco anche a questo.
Non posso proporre agonismo a chi si allena una volta a settimana quando nella medesima categoria può capitare qualcuno che ha anni di esperienza in materassina, anche a cinture bianche.
Questo dovrebbe essere logico, se lo si ignora i casi sono che o non si ha la comprensione della cosa (dal punto di vista logico e di didattica intesa come "costruzione" di un praticante ) o si vogliono utilizzare i praticanti con finalità proprie.
La differenza con chi si allena con volumi di ore multipli non è proporzionale ma diventa quadratica "a gradini".
La costruzione di un atleta dal punto di vista tecnico-tattico-atletico è una cosa che funziona ad incastro e a gradini (ovviamente sul periodo medio-lungo).
Prestare attenzione esclusivamente agli agonisti poi è un' aberrazione se il corso è misto per carenza anche solo temporanea di partecipanti. Se il corso si svuota gli agonisti con chi girano, solo tra loro ? PEssima scelta se si considera anche solo il lavoro tecnico di base.
Bellissima analisi, che condivido in pieno. Ti ringrazio Xjej!! :sur:
Io credo che sia incomprensione o superficialità nei confronti di certe problematiche, che vengono beatamente ignorate, quando invece sono importanti. Forse anche mancanza di una cultura generale e di un effettiva preparazione teorica - aggiornata soprattutto - sulla didattica e la formazione sul lungo/medio periodo. In effetti è più o meno quello che mi ha detto il mio amico istruttore, che ha un atteggiamento molto diverso da quello del direttore tecnico. Quando insegna lui alla lezione di solo Grappling che seguo, come succede principalmente, non ci sono problemi. Mi trovo benissimo con lui e d'estate mi invita ogni tanto da lui per allenarci. Io è per lui che vado, che è davvero un amico, sinceramente appassionato di lotta in tutte le salse e ha tutta la mia stima. Però è subordinato al capo, che ogni tanto interviene invece nelle modalità sopra descritte.
Io ho deciso che me ne frego e sono sereno. Mi diverto a lottare? Si. Imparo cose nuove? Si. Mi tengo in forma con quello che imparo e miglioro la mia condizione fisica? Si. Ho delle informazioni che poi posso rielaborare e fare interagire con il mio background? Si.
Basta. Il resto lo lascio perdere e non mi faccio più il sangue amaro per tentare di spiegare le mie ragioni... ;)
Riguardo al discorso motivazioni, un'aggiunta. Infatti ho visto agonisti quest'anno, secondo me bravi e con buone possibilità di miglioramento, mollare tutto dopo un periodo negativo nelle gare. A me è dispiaciuto, perché penso che uno dovrebbe amare la pratica in sé, oltre alla competizione. Forse è dovuto anche a quell'atteggiamento, per quanto noto che è molto diffuso. :)
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Il fatto è anche che sto mantenendo una parte dei lavori dell'Yiquan e del Taijiquan, allenandomi in maniera quasi-autonoma ormai, sia nell'allenamento personale (intervallandolo in giorni alterni a quello per la lotta, come sedute di defaticamento), sia insegnando per la prima volta (forse non proprio la prima, perché come volontariato avevo messo su un progetto di Qigong per gli anziani della casa di riposo, durato due anni circa) in alcune "lezioni sperimentali" di Taijiquan nel paesino in cui vivo, da Gennaio ormai, che spero che prima o poi si trasformino in un vero e proprio corso[1]. I pochi entusiasti e appassionati "allievi" che ho mi stanno dando davvero delle soddisfazioni.[2] Tuttavia, capisco anche che questa dicotomia (importante per la "completezza" della mia pratica marziale personale) sia possibile solo in quanto amatore: un agonista non può dedicarsi ad altre cose che non ciò che è funzionale alle competizioni. Questo è un altro motivo della mia titubanza sulle gare. Nulla toglie che l'allenamento della lotta, per la sua sincerità, stia insinuandosi come un'ossessione sempre di più nelle mie "celluline grigie", come direbbe Poirot. :sur:
Mi piacerebbe passare a trovarti. Non se se ci riuscirò, sono veramente in difficoltà con tempi e spostamenti, ma potrebbe essere.... sempre se mi dici dove sei e quando ci sei :)
Ciao Nick
Ciao Nick,
quando vuoi, ne sarei davvero felice!!
Mandami un PM per ricordarmelo, così ti mando tutte le informazioni. :ohi:
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cuttone
Senza tirare in ballo l' eventuale mancanza di stoffa per l' insegnamento, la mancanza di una formazione piuttosto che di una materia "strutturata" o di limiti "personali" c'è un quid che conta parecchio.
Insegnare a bambini, adulti, amatori ed agonisti sono tutte cose imparentate tra loro ma diverse.
Materiali diversi, strumenti diversi, finalità diverse, capacità umane richieste diverse.
Persino il tecnico più preparato che conosco è, a conti fatti, poco portato per lavorare coi bambini (ed obiettivamente sprecato ) laddove invece è perfetto per il lavoro di alta specializzazione.
Ora, prova a mettere tutte le problematiche ed i loro aspetti e, al solito, l' insegnante che ti capita è sempre in sorte..
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Tak sono contento di leggerti così entusiasta e appassionato.
Specialmente nel rapporto personale col tuo insegnante di grappling.
Capisco che un responsabile di una palestra, specialmente per discipline giovani e con un base di praticanti ancora ridotta ed acerba, vedendo uno che si impegna e si sbatte possa provare a fare un po' di pressione per portarlo a fare gare.
Ma l'analisidi Xjej per quanto spietata mi pare ottima come al solito.
Tu Tak secondo me vai bene così e il tuo approccio è corretto.
Magari l'anno prossimo a mutate condizioni potrai aumentare la tua frequenza.
In bocca al lupo per l'altro progetto.
Piacerebbe anche a me passare a trovarti.
gira anche a me il PM con orari e luoghi se ti va.
:-)