tipicamente italiano o del sud est asiaticotra questi due grandi e variegati gruppi si possono evidenziare numerose differenze, a volte anche all'interno dei singoli gruppi
QuoteInsomma, una mentalità molto simile al KM, infatti sembra che all'epoca, I israeliani impararono la scherma di coltello proprio da noi italiani...
Nel 1948 Fiorenzo Capriotti (capo meccanico di 3^ classe X^ Flottiglia MAS) venne contattato da un ufficiale del SIS, un suo amico conosciuto a Shanghai, che gli propose di partire per Israele con il compito di addestrare e formare una unità speciale della marina militare israeliana, la Shayetet 13, come da accordi avvenuti tra Alcide De Gasperi e Ada Sereni (organizzatrice dell'emigrazione di 25.000 ebrei europei in Palestina).
Capriotti arrivò ad Haifa in incognito nel giugno 1948 e subito nel Mar di Galilea, con sei M.T.M. della Marina Militare, iniziò il suo intenso lavoro di addestramento dei soldati provenienti dai kibbutz comandati da uomini come Yohai Ben-Nun (futuro comandante della marina militare israeliana). Il 27 ottobre l'italiano ritorna in Patria ma continua a mantenere stretti rapporti con Israele, sovrintendendo da Lugano alla spedizione di materiale al reparto da lui addestrato in Israele, dove peraltro tornerà nel 1952. Nel 1957 abbandona l'MSI. Nell'ottobre 1992 torna in Israele, ad Atlit, dove il comandante della marina Amihai Ayalon lo nomina comandante ad honorem della Shayetet 13 in occasione dell'anniversario dell'azione di Gaza. In Italia divenne imprenditore in Lombardia e nel 1996 ricevette una medaglia dal governo israeliano per aver aiutato l'esodo degli ebrei da La Spezia (in realtà Capriotti non fu di alcun aiuto alla partenza delle navi Fede e Fenice colme di profughi perché era ancora prigioniero di guerra, ma Ada Sereni volle ugualmente concedergli un riconoscimento). Nell'aprile 1998 era tra gli invitati al gala tenuto a Roma per celebrare i cinquant'anni della nascita dello stato di Israele.
Figurati, mi fa piacere.
Studiare è una parola grossa, mi diverto un po' al meglio che posso con la scherma di coltello pugliese della famiglia Trimigno e col Sistema Scrima di Merendoni, in particolar modo i metodi militari (TMI)
Quelle di base sono estremamente stringate ed essenziali nel senso di essere davvero poco affascinanti a un certo occhio ed è il motivo per cui, imho sbagliando, alcuni istruttori si sono spostati su un maneggio molto più funambolico e riconducibile, absit iniuria verbis, alla tradizione filippina e/o del sud est asiatico.
Quelle di base sono estremamente stringate ed essenziali nel senso di essere davvero poco affascinanti a un certo occhio ed è il motivo per cui, imho sbagliando, alcuni istruttori si sono spostati su un maneggio molto più funambolico e riconducibile, absit iniuria verbis, alla tradizione filippina e/o del sud est asiatico.Invece, ovviamente io non condivido, sotto diversi punti di vista . XD
In primis l'associazione tra gesti funambolici e arti marziali filippine e del sud-est asiatico.
Da un lato perché alcune azioni sono prettamente dimostrative per scenografie pubblicitarie e volutamente non sono affatto rappresentative dell'approccio e della mentalità combattiva delle discipline di origine.
Sarà un caso che nell'ultimo quarto di secolo la stragrande maggioranza di coloro che vengono considerati a livello internazionale esperti di maneggio o alle difese da coltello hanno un più o meno breve background di arti marziali filippine e del sud-est asiatico.
Didatticamente invece vedo alcune incoerenze tra approccio israeliano e quello filippino.
Per la dp in Italia/Europa poi vedo una controindicazione per le am filippine e forse parzialmente pure per quelle israeliane come intese in Terra Santa come mindset.
Se immaginiamo uno scenario di coltello automaticamente nelle am filippine come mentalità si prefigura e si accetta in caso di ingaggio, oltre all'idea di essere noi feriti, che alla conclusione dello scontro ci scapperà il morto, approccio mentale che in Italia e in Europa è poco accettabile, soprattutto legalmente.
1. | qui in europa e in occidente, nei corsi rivolti ai civili |
Meno male che ho messo absit iniuria verbis....pensa se nn c'era.... :sbav:usare il kerambit fa figo XD
Io nn do giudizi e ci mancherebbe....dico solo che quando mostro certe cose chi ha un certo background, ma anche lo gnaro, resta un po' con la faccia tipo "tutto qui"?
Sul discorso del semplice se parliamo di didattica alzo le mani ma se parliamo di economicita' del gesto nn credo serva chissa' cosa...poi io faccio ad esempio riferimento a quanto fatto da Kanarek..il suo lavoro iniziale era in una direzione, l'ultimo in altra ed e' evidentissimo che il secondo sia un lavoro piu' complesso e per certi versi meno coerente con la mentalita' israeliana.
Per la testa della gente vale quanto mi racconto' Nardia...lui fa dei corsi speciali sul coltello, spesso a gente di reparti particolari, e si porta appresso una marea di coltelli di varie fogge per testare la gente...beh regolarmente la gente si fionda sui karambit...con suo sommo scorno... :gh:
L'associazione non voleva essere tanto dispregiativa, quanto volta a voler evidenziare una certa mentalità diversa fra le due discipline. Per cui abbinare alle tecniche e alla mentalità tipica e comune di tutte le discipline israeliane "a mani nude" alla pratica armata delle arti filippine, può essere decisamente scomodo e poco armonioso accorpare i principi di due pratiche che puntano ognuna su una diversa mentalità.In realtà la frequenza e la lunghezza dei miei interventi dipendono principalmente da quanto mi interessa e incuriosisce l'argomento (da cui parte poi il mio OT XD) e soprattutto dal tempo/voglia che ho a disposizione di loggarmi e mettermi a scrivere.
Mentre invece si può meglio sposare con altre tecniche e strategia concettualmente ben più simili.
Meno male che ho messo absit iniuria verbis....pensa se nn c'era.... :sbav:Di Kanarek avevo visto la serie Fight, l'unica che avevo trovato completa in streaming e credo sia tra i suoi primi filmati pubblicati (dovrebbe essere del 2004). Come repertorio israeliano non ho certo associato quello che mostra col coltello, anzi sulle lame forse trovo israeliana la sua giustificazione di una sequenza che proponeva con doppio coltello, uno a presa dritta e l'altro a rovescia, che se si ritiene abbastanza improbabile nella realtà del 21° secolo il duellare coltello singolo vs coltello singolo se uno non se lo cerca volontariamente, non rappresenta di certo il massimo realismo.
Io nn do giudizi e ci mancherebbe....dico solo che quando mostro certe cose chi ha un certo background, ma anche lo gnaro, resta un po' con la faccia tipo "tutto qui"?
Sul discorso del semplice se parliamo di didattica alzo le mani ma se parliamo di economicita' del gesto nn credo serva chissa' cosa...poi io faccio ad esempio riferimento a quanto fatto da Kanarek..il suo lavoro iniziale era in una direzione, l'ultimo in altra ed e' evidentissimo che il secondo sia un lavoro piu' complesso e per certi versi meno coerente con la mentalita' israeliana.
Per la testa della gente vale quanto mi racconto' Nardia...lui fa dei corsi speciali sul coltello, spesso a gente di reparti particolari, e si porta appresso una marea di coltelli di varie fogge per testare la gente...beh regolarmente la gente si fionda sui karambit...con suo sommo scorno... :gh: