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Martial Miscellaneous => Discipline armate nel mondo => Topic started by: Giancarlo on June 21, 2014, 20:33:51 pm

Title: sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 21, 2014, 20:33:51 pm
Non so se è la sezione giusta per il topic, se ho sbagliato ditemelo per favore:
esiste una scuola di coltello israeliano? e se c'è che differenza passa tra questo sistema e quello più tipicamente italiano o del sud est asiatico?
grazie per le risposte
Giancarlo
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giannizzero Wolf on June 21, 2014, 23:23:24 pm
che io sappia un sistema di maneggio del coltello israeliano non esiste / non è diffuso

che dei principi di "matrice israeliana" possano essere applicati al maneggio di coltello potrebbe tranquillamente essere

tipicamente italiano o del sud est asiatico
tra questi due grandi e variegati gruppi si possono evidenziare numerose differenze, a volte anche all'interno dei singoli gruppi

ti evoco Gargo e John che di Terra Santa se ne intendono di più  XD
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 21, 2014, 23:36:20 pm
grazie  :)
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 21, 2014, 23:47:35 pm
Mi son sentito evocato  :om:

Allora di lavori israeliani sulle lame corte, l'unico che conosco un pochino e sul quale mi permetto di parlare, è la parte di coltello dell'haganah fight di Kanarek.
Spoiler: show
Notare che all'inizio propone la versione di un altro noto metodo, per rimarcarne le differenze con questo. E video successivi

Ma so che si sta parecchio evolvendo e sinceramente ora non so a che punto sia arrivato.
Lavoro semplice (per non dire banale) ma sicuramente interessante.
E altrettanto sicuramente si notano le influenze che ha avuto.

Esistono poi altri sistemi israeliani riguardanti il coltello, ma non saprei indicarli esattamente.

Poi se parliamo di mentalità tattica e di principi generali, io sto ritrovando nella mia attuale pratica di coltello "italiano", molto di ciò che già ero abituato a fare/usare nel krav maga. Sicuramente molto di più di quanto avevo visto nelle arti marziali filippine.
E come già si diceva nell'altra discussione, un imprinting iniziale dalla tradizione di lama corta italiana, c'è sicuramente stato (mi autocito):

Quote
Insomma, una mentalità molto simile al KM, infatti sembra che all'epoca, I israeliani impararono la scherma di coltello proprio da noi italiani...

Nel 1948 Fiorenzo Capriotti (capo meccanico di 3^ classe X^ Flottiglia MAS) venne contattato da un ufficiale del SIS, un suo amico conosciuto a Shanghai, che gli propose di partire per Israele con il compito di addestrare e formare una unità speciale della marina militare israeliana, la Shayetet 13, come da accordi avvenuti tra Alcide De Gasperi e Ada Sereni (organizzatrice dell'emigrazione di 25.000 ebrei europei in Palestina).
Capriotti arrivò ad Haifa in incognito nel giugno 1948 e subito nel Mar di Galilea, con sei M.T.M. della Marina Militare, iniziò il suo intenso lavoro di addestramento dei soldati provenienti dai kibbutz comandati da uomini come Yohai Ben-Nun (futuro comandante della marina militare israeliana). Il 27 ottobre l'italiano ritorna in Patria ma continua a mantenere stretti rapporti con Israele, sovrintendendo da Lugano alla spedizione di materiale al reparto da lui addestrato in Israele, dove peraltro tornerà nel 1952. Nel 1957 abbandona l'MSI. Nell'ottobre 1992 torna in Israele, ad Atlit, dove il comandante della marina Amihai Ayalon lo nomina comandante ad honorem della Shayetet 13 in occasione dell'anniversario dell'azione di Gaza. In Italia divenne imprenditore in Lombardia e nel 1996 ricevette una medaglia dal governo israeliano per aver aiutato l'esodo degli ebrei da La Spezia (in realtà Capriotti non fu di alcun aiuto alla partenza delle navi Fede e Fenice colme di profughi perché era ancora prigioniero di guerra, ma Ada Sereni volle ugualmente concedergli un riconoscimento). Nell'aprile 1998 era tra gli invitati al gala tenuto a Roma per celebrare i cinquant'anni della nascita dello stato di Israele.



Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 21, 2014, 23:54:20 pm
grazie, tutto molto interessante anche l'autocitazione storica che ho molto apprezzato,
se posso, ho letto pratica di coltello italiano, che cosa studi?
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 22, 2014, 00:00:18 am
Figurati, mi fa piacere.
Studiare è una parola grossa, mi diverto un po' al meglio che posso con la scherma di coltello pugliese della famiglia Trimigno e col Sistema Scrima di Merendoni, in particolar modo i metodi militari (TMI)
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 22, 2014, 00:32:08 am
Figurati, mi fa piacere.
Studiare è una parola grossa, mi diverto un po' al meglio che posso con la scherma di coltello pugliese della famiglia Trimigno e col Sistema Scrima di Merendoni, in particolar modo i metodi militari (TMI)

mi dai qualche altra informazione per favore? la cosa sembra moooolto interessante
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 22, 2014, 00:40:21 am
Tipo? Cosa ti incuriosisce?

Intanto magari prova a leggere qui:
https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=17081.0 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=17081.0)
https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=16126.0 (https://www.artistimarziali.org/forum/index.php?topic=16126.0)
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 22, 2014, 00:44:22 am
non credevo vi fossero scuole di coltello regionale, mi piacerebbe approfondire, e poi mi piacerebbe sapere cosa è il TMI, credo che domani mi darò una bella letta ai link che hai messo sopra
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 22, 2014, 00:50:17 am
Tradizione Militare Italiana
Buona lettura  ;)
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 22, 2014, 00:58:47 am
grazie  :)
chi insegna la scherma di coltello secondo la TM!?
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: The Spartan on June 22, 2014, 14:34:01 pm
Oltre a quanto già ben detto da Gargo e Giannizzero, di autoctono nel lavoro degli israeliani c'è ben poco perchè la "tradizione" araba nn ha avuto sufficiente tempo per attecchire e perchè anche prima di avere contatti con la scherma degli Arditi c'era stata una certa influenza da parte degli inglesi.
Negli ultimi anni c'è stato un lavoro di ricerca e approfondimento da parte di alcuni istruttori di am israeliane, oltre a Kanarek direi Hamic e uno di cui ora mi sfugge il nome che vive in Israele.
A livello grossolano sono state elaborati dei concetti teorici da cui partire in relazione a diversi scenari e sulla base di questi sono state poi selezionate sequenze tecniche più o meno complesse.
Quelle di base sono estremamente stringate ed essenziali nel senso di essere davvero poco affascinanti a un certo occhio ed è il motivo per cui, imho sbagliando, alcuni istruttori si sono spostati su un maneggio molto più funambolico e riconducibile, absit iniuria verbis, alla tradizione filippina e/o del sud est asiatico.
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 22, 2014, 15:17:18 pm
Quote
Quelle di base sono estremamente stringate ed essenziali nel senso di essere davvero poco affascinanti a un certo occhio ed è il motivo per cui, imho sbagliando, alcuni istruttori si sono spostati su un maneggio molto più funambolico e riconducibile, absit iniuria verbis, alla tradizione filippina e/o del sud est asiatico.

tristemente vero  :dis:
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Giancarlo on June 22, 2014, 19:03:17 pm
grazie per le delucidazioni
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Diego on June 22, 2014, 19:32:39 pm
Quelle di base sono estremamente stringate ed essenziali nel senso di essere davvero poco affascinanti a un certo occhio ed è il motivo per cui, imho sbagliando, alcuni istruttori si sono spostati su un maneggio molto più funambolico e riconducibile, absit iniuria verbis, alla tradizione filippina e/o del sud est asiatico.
Invece, ovviamente io non condivido, sotto diversi punti di vista .  XD

In primis l'associazione tra gesti funambolici e  arti marziali filippine e del sud-est asiatico.
Da un lato perché alcune azioni sono prettamente dimostrative per scenografie pubblicitarie e volutamente non sono affatto rappresentative dell'approccio e della mentalità combattiva delle discipline di origine.
C'è sicuramente anche chi mostra azioni complicate e difficili da mettere in pratica credendo erroneamente davvero che siano realizzabili (di solito sono “istruttorini” occidentali che danno più credito ai pezzi di carta per le certificazioni che al miglioramento nella pratica) ma con un minimo di occhio riguardo gli stili sud-est asiatici  si “sgama” facilmente  la loro completa ignoranza su quello che mostrano semplicemente da come si muovono e dalla scarsa qualità di esecuzione dei movimenti. 
D'altro lato perché quello che a qualcuno può sembrare funambolico o complesso dall'esterno può essere decisamente più semplice da fare di quel che sembra.  Il giudicare semplice e complesso un'azione è molto soggettivo e in modo determinante soggette  all'influenza di eventuali preconcetti, dalla modalità in cui è spiegata/trasmessa/mostrata e pure dalla forma mentis e dal personale modo di apprendere dell'individuo che riceve gli inputs/insegnamenti/informazione.

In seconda battuta, sono in parziale disaccordo sull'opinione che per motivi commerciali/scenografici alcuni israeliani abbiano sbagliato a rivolgersi alle discipline del sud-est asiatico.
Per motivi commerciali secondo me le etichette arnis/kali/eskrima/fma/silat e il loro classico modo di presentarsi per il pubblico occidentale sono decisamente improduttivi. Oggi come oggi ha molti più allievi un corso di krav maga  di scarsa qualità che un corso di am del sud-est asiatico tenuto da un insegnante apprezzato dagli esperti del settore anche nel Paese di origine degli stili.
In effetti, associato all'insegnamento di altra disciplina e approccio più accattivante e considerata  dal grande pubblico  più specifica per la difesa personale, gli stili del sud-est asiatico fanno invece molto curriculum e fanno fare un figurone agli occhi degli inesperti neofiti, consentendo pure a chi è ingolosito dal denaro di “allungare parecchio il brodo”di quello che inizialmente è proposto come efficace sistema di veloce apprendimento.   

Sarà un caso che nell'ultimo quarto di secolo la stragrande maggioranza di coloro che vengono considerati a livello internazionale esperti di maneggio o alle difese da coltello hanno un più o meno breve background di arti marziali filippine e del sud-est asiatico. Quel che mi fa più sorridere è che quando come nome si sono discostati dal nome delle am filippine, sono i primi ad associare alle am filippine movimenti coreografici e a presentare come loro personale evoluzione e studio sull'argomento oppure talvolta addirittura sbandierate come azioni avanzate una scopiazzatura di quelle che nelle discipline del sud-est asiatico sono le elementari basi sul tema.

Mi sono chiesto infatti diverse volte quanto questo tipi di discorsi fossero in buona o cattiva fede, se certe affermazioni fossero davvero espresse solo per portare acqua al proprio mulino commerciale o se erano persone che di discipline del sud-est asiatico ne avevano capito davvero così poco (per possibili vari motivi ipotizzabili).

Didatticamente invece vedo alcune incoerenze tra approccio israeliano e quello filippino.
Per esempio a differenza del sud-est asiatico gli israeliani presumo siano stati influenzati dall'esigenza di avere classi numerose e per breve durate a cui impartire indicazioni quindi più uniformati e schematizzate in modo più rigoroso.
I programmi omologhi tradizionali nel sud-est asiatico erano considerati di infarinatura superficiale sull'argomento, coloro ai quali venivano  trasmessi non erano neppure associati all'idea dei praticanti. Quelli che venivano invece considerati praticanti erano scelti dall'insegnante ed erano quelli che in gruppi numericamente più ridotti venivano progressivamente addestrati e testati a tutto tondo, ossia gli  individui tra i quali sarebbe stato scelto il successore dell'insegnante per il passaggio del testimone della trasmissione e della rappresentazione dello stile/tradizione.

Per la dp in Italia/Europa poi vedo una controindicazione per le am filippine e forse parzialmente pure per quelle israeliane come intese in Terra Santa come mindset.
Se immaginiamo uno scenario di coltello automaticamente nelle am filippine  come mentalità si prefigura e si accetta in caso di ingaggio, oltre all'idea di essere noi feriti, che alla conclusione dello scontro ci scapperà il morto, approccio mentale che in Italia e in Europa è poco accettabile, soprattutto legalmente.
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Gargoyle on June 22, 2014, 19:55:06 pm
Quote
In primis l'associazione tra gesti funambolici e  arti marziali filippine e del sud-est asiatico.
Da un lato perché alcune azioni sono prettamente dimostrative per scenografie pubblicitarie e volutamente non sono affatto rappresentative dell'approccio e della mentalità combattiva delle discipline di origine.

L'associazione non voleva essere tanto dispregiativa, quanto volta a voler evidenziare una certa mentalità diversa fra le due discipline. Per cui abbinare alle tecniche e alla mentalità tipica e comune di tutte le discipline israeliane "a mani nude" alla pratica armata delle arti filippine, può essere decisamente scomodo e poco armonioso accorpare i principi di due pratiche che puntano ognuna su una diversa mentalità.
Mentre invece si può meglio sposare con altre tecniche e strategia concettualmente ben più simili.

Quote
Sarà un caso che nell'ultimo quarto di secolo la stragrande maggioranza di coloro che vengono considerati a livello internazionale esperti di maneggio o alle difese da coltello hanno un più o meno breve background di arti marziali filippine e del sud-est asiatico.

Beh per me è proprio questione di diffusione della materia.
Quando io, anni fa, cercavo fra le palestre e internet un qualcosa che comprendesse il combattimento col coltello, più che arti marziali filippine o al limite qualcosina di silat, non si trovava. E credo che per molti ancora oggi valga l'associazione knife fighting = kali/arnis/escrima.
O anche chi propone tecniche di coltello con i nomi più dissimili, alla fine è quasi sempre qualcosa di più o meno riconducibile alle fma.
Non mi stupisce quindi che gente pratica di queste arti marziali del sud-est asiatico, abbia la nomea di "esperti di maneggio o alle difese da coltello". Probabilmente questa credenza è anche rafforzata dalle moderne tecniche di coltello che mostrano al cinema...

Quote
Didatticamente invece vedo alcune incoerenze tra approccio israeliano e quello filippino.

Concordo.

Quote
Per la dp in Italia/Europa poi vedo una controindicazione per le am filippine e forse parzialmente pure per quelle israeliane come intese in Terra Santa come mindset.
Se immaginiamo uno scenario di coltello automaticamente nelle am filippine  come mentalità si prefigura e si accetta in caso di ingaggio, oltre all'idea di essere noi feriti, che alla conclusione dello scontro ci scapperà il morto, approccio mentale che in Italia e in Europa è poco accettabile, soprattutto legalmente.

Qui il tutto andrebbe ben contestualizzato, ma hai ragione.
E forse è anche il motivo per cui, di base nel KM[1], si insegna a sopravvivere a minacce e ad attacchi di coltello, ma non ad usarlo come utensile atto alla DP. Quando invece si tratta questo argomento lo si fa con certa gente o per alcune situazioni. Quando poi per un motivo o per un altro si arriva allo scenario di coltello contro coltello, in ogni caso si considera quello che dicevi tu: Se immaginiamo uno scenario di coltello automaticamente nelle am filippine  come mentalità si prefigura e si accetta in caso di ingaggio, oltre all'idea di essere noi feriti, che alla conclusione dello scontro ci scapperà il morto
 1. qui in europa e in occidente, nei corsi rivolti ai civili
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: The Spartan on June 22, 2014, 21:54:10 pm
Meno male che ho messo absit iniuria verbis....pensa se nn c'era.... :sbav:
Io nn do giudizi e ci mancherebbe....dico solo che quando mostro certe cose chi ha un certo background, ma anche lo gnaro, resta un po' con la faccia tipo "tutto qui"?
Sul discorso del semplice se parliamo di didattica alzo le mani ma se parliamo di economicita' del gesto nn credo serva chissa' cosa...poi io faccio ad esempio riferimento a quanto fatto da Kanarek..il suo lavoro iniziale era in una direzione, l'ultimo in altra ed e' evidentissimo che il secondo sia un lavoro piu' complesso e per certi versi meno coerente con la mentalita' israeliana.
Per la testa della gente vale quanto mi racconto' Nardia...lui fa dei corsi speciali sul coltello, spesso a gente di reparti particolari, e si porta appresso una marea di coltelli di varie fogge per testare la gente...beh regolarmente la gente si fionda sui karambit...con suo sommo scorno... :gh:
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Mic on June 23, 2014, 12:33:20 pm
Meno male che ho messo absit iniuria verbis....pensa se nn c'era.... :sbav:
Io nn do giudizi e ci mancherebbe....dico solo che quando mostro certe cose chi ha un certo background, ma anche lo gnaro, resta un po' con la faccia tipo "tutto qui"?
Sul discorso del semplice se parliamo di didattica alzo le mani ma se parliamo di economicita' del gesto nn credo serva chissa' cosa...poi io faccio ad esempio riferimento a quanto fatto da Kanarek..il suo lavoro iniziale era in una direzione, l'ultimo in altra ed e' evidentissimo che il secondo sia un lavoro piu' complesso e per certi versi meno coerente con la mentalita' israeliana.
Per la testa della gente vale quanto mi racconto' Nardia...lui fa dei corsi speciali sul coltello, spesso a gente di reparti particolari, e si porta appresso una marea di coltelli di varie fogge per testare la gente...beh regolarmente la gente si fionda sui karambit...con suo sommo scorno... :gh:
usare il kerambit fa figo  XD
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Diego on June 23, 2014, 18:19:45 pm
L'associazione non voleva essere tanto dispregiativa, quanto volta a voler evidenziare una certa mentalità diversa fra le due discipline. Per cui abbinare alle tecniche e alla mentalità tipica e comune di tutte le discipline israeliane "a mani nude" alla pratica armata delle arti filippine, può essere decisamente scomodo e poco armonioso accorpare i principi di due pratiche che puntano ognuna su una diversa mentalità.
Mentre invece si può meglio sposare con altre tecniche e strategia concettualmente ben più simili.
In realtà la frequenza e la lunghezza dei miei interventi dipendono principalmente da quanto mi interessa e incuriosisce l'argomento (da cui parte poi il mio OT XD) e soprattutto dal tempo/voglia che ho a disposizione di loggarmi e mettermi a scrivere.

Ci sono un paio di misunderstanding clamorosi riguardo le am filippine.
Il primo è scorporare la pratica armata da quella disarmata e pensare di andar far kali per integrare il repertorio filippino armato disinteressandosi del bagaglio a mani nude “perchè tanto per l'aspetto a mani nude pratico già la disciplina x” e spesso chi parte da questi presupposti di am filippine finisce dopo qualche mese per pensare di aver capito tutto  senza averci capito una fava.
Un esempio classico di questa categoria sono i praticanti di una/due discipline che non riescono a mettersi d'accordo neppure tra di loro sull'abc della disciplina che praticano/insegnano  a mani nude. Pontificano sull'aspetto armato, cercando di darsi un tono basandosi su pezzi di carta igienica dove c'è scritto il loro nome a fianco di quello di una disciplina filippina, senza sapere neppure di cosa stanno parlando, per non parlare dell'aspetto a mani nude del sud-est asiatico di cui conoscono a malapena l'esistenza.
In parte la “colpa” può essere attribuibile anche a un certo modo frequente di proporre le am filippine, ossia avendo una progressione scolastica di trattare temporalmente prima bastone doppio, bastone singolo poi le mani nude, infine il coltello e altre lame/armi. Dal lato opposto è “colpa” anche dell'ignoranza e fortunatamente  della poca abitudine in materia di violenza e combattimento degli allievi, della persona media e che si sbatte poco a impegnarsi in prima persona a capire e usando le proprie forze e a ragionare con la propria testa durante l'apprendimento.

Il secondo equivoco riguarda proprio il maneggio di armi e lame delle am filippine, la pretesa del volere tutto e subito e la credenza di ottenerlo. Per la stessa progressione di argomenti che accennavo prima non è affatto detto che si impari sul tema specialistico fin da subito. Anche se dopo 3 mesi in palestra puoi tranquillamente fare un esercizio  coltello vs coltello o coltello vs mani nude non è detto che lo scopo del drill sia imparare a usare realisticamente una lama.
Per esempio  un mesetto fa ho sentito un insegnante affermare che faceva fare spessissimo sparring con il coltello a un suo allievo che fino a pochi mesi fa era un professionista del UFC, atleta per gli scopi del quale quindi non serviva per nulla saper usare combattivamente una lama o difendersi da essa. Infatti gli faceva fare questo gioco semplicemente come modo per dargli uno stimolo adeguato a migliorare la sua mobilità nel footwork.
Per quanto difficile per noi occidentali da “digerire” razionalmente più passa il tempo più sto riscontrando che la progressione di argomenti classica  ha un suo perché pratico per l'approccio filippino, in cui al l'aspetto tecnico si dà molto meno importanza alle tecniche in sé rispetto ad altre discipline, israeliane comprese.
Per la persona media neofita è però decisamente meno impegnativo mentalmente e decisamente più rassicurante il metodo didattico israeliano, dove viene proposta una situazione e la relativa sequenza da seguire pedissequamente, “perchè è la migliore soluzione possibile che abbiamo trovato”. L'allievo deve solo eseguire come un robottino le indicazioni, senza neppure pensare  a nulla, tanto come per le  truppe dell'esercito ci sono i suoi superiori a decidere al posto suo.

Altro equivoco è proprio sull'idea di knife fighting nelle am del sud-est asiatico, che non è affatto inteso principalmente come duello armato vs armato, anzi è orientato come applicazione soprattutto coltello vs mani nude (in cui il praticante può rivestire in entrambi i ruoli).

Sul mindset, nonostante una parziale e/o apparente "civilizzazione" degli insegnanti, in caso di necessità d'ingaggio, l'idea di eliminare fisicamente nel modo più veloce possibile la minaccia/avversario è una costante indipendente dal fatto di chi sia armato  o meno e come. Mentalità e aspetto tecnico sono collegati fortemente tra i vari tipi di situazione.
Il core mentale e tecnico è unico per tutta la varietà di situazioni armate, disarmate e miste. Cambiano solo il modo di adattarlo ai diversi scenari possibili. Il motto one mind, any weapon sembra scritto su misura per le am del sud-est asiatico.
Title: Re:sistema di combattimento di coltello israeliano
Post by: Diego on June 23, 2014, 18:23:23 pm
Meno male che ho messo absit iniuria verbis....pensa se nn c'era.... :sbav:
Io nn do giudizi e ci mancherebbe....dico solo che quando mostro certe cose chi ha un certo background, ma anche lo gnaro, resta un po' con la faccia tipo "tutto qui"?
Sul discorso del semplice se parliamo di didattica alzo le mani ma se parliamo di economicita' del gesto nn credo serva chissa' cosa...poi io faccio ad esempio riferimento a quanto fatto da Kanarek..il suo lavoro iniziale era in una direzione, l'ultimo in altra ed e' evidentissimo che il secondo sia un lavoro piu' complesso e per certi versi meno coerente con la mentalita' israeliana.
Per la testa della gente vale quanto mi racconto' Nardia...lui fa dei corsi speciali sul coltello, spesso a gente di reparti particolari, e si porta appresso una marea di coltelli di varie fogge per testare la gente...beh regolarmente la gente si fionda sui karambit...con suo sommo scorno... :gh:
Di Kanarek avevo visto la serie  Fight, l'unica che avevo trovato completa in streaming e credo sia tra i suoi primi filmati pubblicati (dovrebbe essere del 2004). Come repertorio israeliano non ho certo associato quello che mostra col coltello,  anzi sulle lame forse trovo israeliana la sua giustificazione di una sequenza che proponeva con doppio coltello, uno a presa dritta e l'altro a rovescia, che se si ritiene abbastanza improbabile nella realtà del 21° secolo il duellare coltello singolo vs coltello singolo se  uno non se lo cerca volontariamente, non rappresenta di certo il massimo realismo.
Per l'apprendimento invece  fa parte di quei temi che risultano utili.

Per il karambit i primi a considerarlo pochissimo come lama, se non gli viene richiesto esplicitamente  a proposito, sono proprio i filippini...