Ar.Ma.
Arti marziali del Giappone - Okinawa - Corea => Karate e Kenpo => Topic started by: muteki on January 19, 2010, 14:34:02 pm
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io ci sto lavorando da anni, ma non riesco ancora a essere soddisfatto.
che senso ha creare un kata? nulla, a parte fare qualcosa di per sé bello e soddisfacente. e testare cosa si è riusciti ad assimilare in termini di capacità elaborativa e tecnica.
voi come lo impostereste?
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Uhm, più che domandarmi come impostarlo, mi chiederei soprattutto PERCHE' inventarne uno nuovo.
L'unico motivo valido sarebbe quello di allenare qualcosa che non trovo negli altri kata. Ma qui sai come la penso muteki: quando esistono sanchin e tensho, cos'altro vuoi dalla vita?! ;)
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quoto raven...
di kata ce ne sono già troppi... e poi, alcuni sono di una bellezza e completezza che da soli bastano una carriera da karateka :)
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non vedo l'utilità di un nuovo kata... ma di una nuova interpretazione del bunkai, per i motivi che citi... beh, li ci starei anche...
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nuovi kata...si rischia troppa o troppo poca riverenza verso chi c'è stato prima di noi.
nuovi bunkai...interessante
nuove "applicazioni" personali relative alle proprie esperienze.....molto interessanti se non ci si trasforma nel solito santone/fake/creatore di sistema della situazione.
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ma dai, ragazzi! dico tanto per dire. immaginate che un maestro ve lo proponga come esercizio, chessò, per un esame o una dimostrazione!
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ma dai, ragazzi! dico tanto per dire. immaginate che un maestro ve lo proponga come esercizio, chessò, per un esame o una dimostrazione!
Credo che concatenerei qualche kihon delle mie tecniche preferite.
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Secondo me ( anche se sono un profano del karate... leggasi "non ne so una mazza" ) sarebbe molto bello da vedere se tenesse particolarmente conto della transizione da un colpo all'altro, in modo che contenga una fluidita' mai vista.
Forse uno studio del colpo successivo piu' naturale da un determinato colpo potrebbe portare a qualcosa di interessante.
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tipo leve, proiezioni, ditate ecc?
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Anni fa cercavo informazioni sul Kempo Karate e mi pare di aver letto che per l' esame di cintura nera era previsto portare un kata di propria invenzione.
Trovai la cosa molto intelligente e stimolante, però a pensarci bene non tutti hanno le competenze per farlo, per cui c'è il rischio che quello atletico ci metta veroniche e colpi che magari non c'entrano con lo stile, e quello meno capace (o diciamolo, meno appassionato..) faccia un qualcosa giusto per fare spacciandolo poi per uno studio approfondito..
Quelli del sound karate invece li creano regolarmente ma il contesto è ben altro...
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Non faccio più forme da un sacco di tempo... :)
Tuttavia, ricordo che da giovane ne avevo "inventata" qualcuna.
Secondo me il discorso di muteki non è "inutile", anche se ci sono già tanti kata. Certo che ci vuole una profonda conoscenza dello stile per inventare un kata, ma sono convinto che come esercizio sia molto interessante.
La cosa che secondo me bisogna però apportare è un qualcosa di innovativo: insomma, un semplice "rimescolamento" tecnico non credo porti ad alcun beneficio. Secondo me bisognerebbe proprio mettersi nei panni di percepire, nel movimento, qualcosa che non è ancora stato introdotto nello stile studiato.
Non so se mi sono spiegato... :)
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il discorso di muteki, non è "inutile", ma genera tra i praticanti un po' di "preoccupazione"!
lo shotokan ha già una marea di forme, alcune anche piuttosto complicate (vedi i tekki)...
io, personalmente, essendo moooolto pigro di mio, ne scremerei alcuni e ne lascerei solo una decina, man mano più complicati tecnicamente...
inventare una nuova forma, magari per un esame, non sarebbe cosa sbagliata solo se si trattasse di dimostrare la conoscenza dei kion da parte dell'esaminando... ma in questo caso, lo legherei obbligatoriamente alle tecniche classiche (niente mawashigeri jodan per esempio).
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muteki, se non ti conoscessi bene, ti dare del fake, a mio modesto avviso, "creare" un kata è una cosa assurdamente difficile, come anche praticarli bene tutti.
E per fortuna facciamo goju, pensa agli shotokan ;D
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non voglio passare per un pazzo, un esaltato o un fake, ma penso che "creare" un kata, senza alcuna pretesa di inventare davvero nulla di nuovo, sia un esercizio tecnico utile al pari di chi, studiando cucina, prova delle varianti di un piatto già famoso e affermato.
lo dico perché vedo quanto sia difficile farlo: ogni tecnica deve portare a un'applicazione sensata, e nel complesso ci deve essere un equilibrio di concetti e di azione.
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lo dico perché vedo quanto sia difficile farlo: ogni tecnica deve portare a un'applicazione sensata, e nel complesso ci deve essere un equilibrio di concetti e di azione.
Io partirei dal kumite per arrivare alla tecnica del kata, non viceversa, cioè dalla tecnica all'applicazione sensata.
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ma è chiaro che così dovrebbe essere ;)
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Ok, allora avevo preso troppo alla lettera la tua espressione
ogni tecnica deve portare A un'applicazione sensata, e nel complesso ci deve essere un equilibrio di concetti e di azione.
;)
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Ok, allora avevo preso troppo alla lettera la tua espressione
ogni tecnica deve portare A un'applicazione sensata, e nel complesso ci deve essere un equilibrio di concetti e di azione.
;)
diciamo che è un processo a due fasi: parto dal combattimento reale.
es: voglio effettuare un kotegaeshi seguito da un calcio al volto dell'avversario ormai caduto
come lo trasporto in un kata?
es: ruoto la mano sinistra in kakeuke (mi simula il kotegaeshi), e la faccio girare un'altra volta (torsione del kotegaeshi)
poi carico il piede destro ed eseguo kansetsu geri (simula il calcio al volto)
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Uhm, più che domandarmi come impostarlo, mi chiederei soprattutto PERCHE' inventarne uno nuovo.
L'unico motivo valido sarebbe quello di allenare qualcosa che non trovo negli altri kata. Ma qui sai come la penso muteki: quando esistono sanchin e tensho, cos'altro vuoi dalla vita?! ;)
Chinte del Kyudokan
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...video please? ;)
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Sono negata a postare te lo cerco con calma.
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ma dai, ragazzi! dico tanto per dire. immaginate che un maestro ve lo proponga come esercizio, chessò, per un esame o una dimostrazione!
He no, cambia tutto e diametralmente...
Se IO invento un kata, vuol dire che ho il "mio" karate, con i miei insegnamenti, complementari allo stile, se invece me lo chiede il maestro o l'esaminatore, tutto cambia.
Se l'esaminatore mi chiede un kata con bunkai, lo fa sogghinando mentre pensa alle regole auree che obbligano il karateka ad impostare il suo kata così e non colà.
Io personalmente, penso che mi limiterei ad un taikioku, che l'embusen è una minchiatina, una parata ed un attacco e bella li, hahahaha! ;D
Se invece devo fare un lavoro serio, cioè se non voglio essere usato come straccio per i pavimenti, ci vorrebbe una mezza eternità... lo so perchè ricordo l'esame del mio maestro.
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Primo messaggio su questo forum:
A mio parere, c'è talmente tanto lavoro di recupero dei significati e dei contenuti di ogni Kata fra quelli già codificati, che il momento per crearne di nuovi potrebbe essere fra qualche secolo.
Creare un Kata ha senso se voglio "parlare" di tecniche e situazioni, il nodo sta nel fatto che il 99% di ciò che si fa nei Kata ha perso di significato, moltissime tecniche sono diventate solo dei "passaggi" fra un colpo e l'altro, calci che si sono alzati alle stelle, salti, prese, leve e proiezioni divenute solo dei gesti coreografici.
Probabilmente, ciò che si inserirebbe in un nuovo Kata esiste già in altri, solo che non si praticano più per il loro significato e secondo il loro originale contenuto, ma unicamente secondo criteri estetico/agonistici.
In definitiva, io sono per il "recupero" dei Kata assai più che per il loro aumento numerico.
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grande paguro e ben trovato! se hai letto bene, parlavo a mo' di "gioco di ruolo", intendendo al massimo la "creazione" di una forma a scopo di studio ;)
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Più che inventare si possono cucire insieme alcuni pezzi...
Non facendo karate...tempo fa mi sono divertito a cucire insieme un po di pezzi di vari kata imbastendo una sequenza che ho utilizzato per un po come riscadamento
...è stato divertente e funzionale ad avvicinare gli allievi a un certo modo di agire... ora però preferisco e trovo sia molto meglio fare le singole forme per intero quando mi servono...
In particolare, ho preso 5 forme provenienti da varie fonti che propongo a integrazione del jujitsu e sono: pinan shodan, pinan yondan e tomari no chinto ; sim lin tao del winh chun e la forma 24 di taiji ...non penso riuscirei ad inventare di meglio XD
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Come esercizio vedo la creazione di kata un'idea molto stimolante. Anche io ci ho provato in passato. Trovo utile inserire una certa completezza di tecniche, comprese quelle che tradizionalmente non vengono eseguite nei khion, come le ditate di Chinte (Shotokan) ... ma è solo un esempio, ce ne sono tante.
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grande paguro e ben trovato! se hai letto bene, parlavo a mo' di "gioco di ruolo", intendendo al massimo la "creazione" di una forma a scopo di studio ;)
Ciao Maestro.
Io condivido la creazione di forme a scopo di studio, lo faccio di continuo, proprio partendo dall'estrapolazione dei contenuti dei vari kata, da quei movimenti che non mi tornano, che mi paiono inutili o incomprensibili.
Puntualmente scopro tecniche di lotta, derivate dal daito o dal JJ, ci trovo situazioni di estrema realtà e tutto si spiega meglio.
La creazione di forme kihon, per me, corrisponde alla codifica di ciò che accade in kumite, le azioni, le combinazioni che più mi convincono, le traduco in kihon, le studio, le faccio mie per poterne disporre nella strategia del combattimento con sufficente precisione esecutiva e quindi efficacia.
In questo senso, di fatto, creo decine, centinaia di "kata" ogni volta.
La cosa più interessante di questo lavoro, è proprio lo scoprire le interconnessioni fra kata e kumite attraverso il kihon, capire le "mappe" dettate dai kata, l'insegnamento del tai sabaki che un kata svolge ogni volta che mi propone un cambio di direzione, facendomi immaginare più avversari ma, insegnandomi nel contempo sia la gestione dello spazio nell'uno contro molti, che la gestione di "tutto" lo spazio nell'uno contro uno.
Capire l'uso di Morote Uke, il senso dell'apertura di un kata. la proiezione nascosta in quel passaggio, i koshinage, i sutemi waza e tutto il resto, conferisce una luce totalmente differente a qualsiasi kata, a partire dal primo.
In sostanza, cerco di fare ciò che facevano i karateka di un tempo, quelli che studiavano il modo di portare a casa la pelle, non perchè non sia ottimo il karate sportivo, semplicemente perchè la interpretazione sportivo/agonistica del karate non considera come un grosso problema l'essere colpiti, il non andare a segno, cosa che può portare, sul lungo periodo, ad una visione più grossolana del concetto di combattimento e più distante dai precetti dell'arte marziale.
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come sempre siamo sulla stessa lunghezza d'onda, allora... ;)
ma ti prego... non chiamarmi maestro! ah ah ah! manco il diploma, c'ho!!! XD XD XD
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Daje sei troppo modesto ;)piuttosto una domanda un po scema ma insomma. La sequenza dei kata di una scuola ha di solito dei passaggi uguali, mi sono sempre chiesta il perché di tali combinazioni. Mi sono anche chiesta se diversi kata sono pensati per allenare un combattimento all'aperto e uno al chiuso, visto che alcunoi hanno movimenti più raccolti, altri hanno salti o spostamenti e scivolamenti più ampi.
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Daje sei troppo modesto ;)piuttosto una domanda un po scema ma insomma. La sequenza dei kata di una scuola ha di solito dei passaggi uguali, mi sono sempre chiesta il perché di tali combinazioni. Mi sono anche chiesta se diversi kata sono pensati per allenare un combattimento all'aperto e uno al chiuso, visto che alcunoi hanno movimenti più raccolti, altri hanno salti o spostamenti e scivolamenti più ampi.
credo che sia per le diverse applicazioni di una medesima tecnica.
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Potrebbe essere interessante mostrare, in una lezione, 15 o 20 diversi contesti/applicazioni di Shuto Uke ad esempio, piuttosto che di qualsiasi altro colpo/parata.
Renderebbe più chiaro il perchè si trovano sequenze e passaggi così simili e così differenti nei vari kata.