Ar.Ma.
Arti marziali Cinesi => Taiji quan, Xingyi quan, Yi Quan e Bagua zhang => Topic started by: grande jedi on May 11, 2010, 15:03:54 pm
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Dopo esattamente 1 settimana dallo stage con il maestro Wang Zhi Xiang, la cosa che più mi è rimasta scolpita nella mente, e quando continuava a dire, che il taiji sviluppa lo stato naturale del corpo. Il problema é: quanti stati naturali del copo esistono...!? Per lui..., quello che faceva :o con il suo di corpo, era la cosa piu naturale possibile secondo il suo punto di vista.... Se qualcuno avesse guardato le nostre facce :-\mentre lo diceva..., si sarebbe pisciato adosso dal ridere :D. Adesso.... Il taiji secondo il mio punto di vista..., ha diversi livelli di pratica, ma non solo il taiji. Ma cos'è che ci dice che siamo arrivati a uno stato naturale della pratica stessa...!? Laciando perdere i soliti libri...,i classici del taiji, e quello che ha detto il tale maestro o altro..., vorrei sapere..., voi del forum..., l'esperienza che avete avuto in proposito.
Io personalmente..., le idee... le ho ben chiare, ma mi piacerebbe sentire le esperienza anche di voi altri... :thsit:
GJ :jedi:
P.s. Chi non mettera la farina del suo sacco..., me ne acorgerò subito statene certi... ;)!
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GJ, Maestro.
Lo stato naturale è quando tutto ti viene naturale, allora e solo allora è naturale.
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Altardit...! Fai il bravo...se no ti vengo a prendere a TORINO [kill]!
Io non maestro... :nono:! Sei tu quello che si fa chiamare cosi... :D ;)!
E quello che hai scritto e troppo fuffa...!
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noo dai io non mi faccio chiamare così, sono gli altri che lo fanno!
e nel caso in questione pure a mia insaputa.
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gJ, come ti sembra la risposta: uno stato in cui non c'è nessuna contrazione muscolare parassitaria, è tutto naturale.... e di più, non c'è neanche la "contrazione" di decidere il movimento, esso scorre naturale (appunto), senza l'intervento della "decisione" che, a suo modo, è pure lei "contrazione"... l'azione non-azione
Paradosso (apparente) per stabilire alcuni parametri per una corretta pratica
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domandina facile facile!! :o :o :o
io credo che uno "stato naturale" in se non esiste, ma esiste uno
"stato naturale del corpo in funzione del taiji"
il problema di fondo però consiste nell'errore che si fa (secondo me) di immaginare come due comparti separati mente e corpo
più vado avanti e più mi rendo conto che la sinergia tra i due è fondamentale, e tutto funziona meglio quando la mente lavora e il corpo esegue senza "pensarci"!!
più si va avanti più si assottiglia la "distanza" che c'è tra queste due componenti....e il bello è che (credo) non ci sia uno stadio Ultimo di questa sinergia
per chi non ha capito una fava....beh...si lo so..sono contorto!!
:) :) :)
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domandina facile facile!! :o :o :o
io credo che uno "stato naturale" in se non esiste, ma esiste uno
"stato naturale del corpo in funzione del taiji"
il problema di fondo però consiste nell'errore che si fa (secondo me) di immaginare come due comparti separati mente e corpo
più vado avanti e più mi rendo conto che la sinergia tra i due è fondamentale, e tutto funziona meglio quando la mente lavora e il corpo esegue senza "pensarci"!!
più si va avanti più si assottiglia la "distanza" che c'è tra queste due componenti....e il bello è che (credo) non ci sia uno stadio Ultimo di questa sinergia
per chi non ha capito una fava....beh...si lo so..sono contorto!!
:) :) :)
Abbiamo capito che ti piace il termine "sinergia". :D
Scherzi a parte "lo stato naturale del corpo" penso che come giustamente ha detto GJ è anche li scaglionato, o meglio per tappe, ci sarà sempre qualcosa per renderlo più naturale!
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Abbiamo capito che ti piace il termine "sinergia". :D
Scherzi a parte "lo stato naturale del corpo" penso che come giustamente ha detto GJ è anche li scaglionato, o meglio per tappe, ci sarà sempre qualcosa per renderlo più naturale!
..lo so che siete allergici alle parole dotte...ma ogni tanto ne faccio uso così almeno cerco di elevarvi!! :sbav: :sbav: :sbav:
certo che è un processo "scaglionato" e a tappe, ma sopratutto penso che queste tappe non abbiano un limite, o forse il limite è solo quello Umano oltre il quale non si può andare
ma tanto è inutile pensarci...a me interessa andare avanti, non arrivare!
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Mah...secondo me lo stato naturale lo raggiungi quando le cose le fai giuste nei modi e nei tempi giusti senza pensarci e senza sapere come cavolo hai fatto.
Almeno....a me succede così.
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Quando i movimenti sono spontanei e quello che fai diventa un automatismo. :)
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Mizu...! Secondo la mia piccola esperienza..., la pratica non deve essere mai automantica...! Altrimenti non si impara mai... Per me automatismo=abitudine=fine crescita; spontaneo=pratica viva=crescita continua. E chiunque pratica le arti marziali...(un po come si deve), sa che se pratica in automatico...non imparera mai una fava...!
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
In origine il taiji era uno stile veloce come gli altri, gli anziani si allenavano nel taiji al rallentatore per migliorare la precisione.
Non ricordo in quale invasione gli invasori notarono che gli anziani che lo facevano erano arzilli ed ordinarono ai cinesi di insegnargli il taiji. così gli fu insegnato a praticare taiji lentamente, truffandoli per non rivelare la vera arte, mentre era solo un allenamento per la precisione.
Oggi, dopo tanti anni, ecco che uno dice che i movimenti elaboratissimi e precisi al millimetro di un'arte travestita da ginnastica per la terza età sono qualcosa di naturale.
Come dire che la danza classica è naturale perché le ballerine esprimono leggerezza ed armonia sulle punte mentre volteggiano.
Forse sarebbe ora di smetterla di farci insegnare un taiji "per conquistatori" e di chiedere il vero taiji.
Inoltre, forse sarebbe ora di smetterla di usare la parola naturale per complessissimi sistemi teorico-applicativi elaborati dall'uomo.
Forse un cavernicolo sotto stress avrebbe brandito una pietra di fiume con movimenti del taiji, ancorchè veloci?
Forse è naturale la connessione polso caviglia nel muoversi?
Ma quand' mmai.
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Connessione polso caviglia ???! Mah...!? taiji roba da vecchi...! Doppio mah...!?
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AiVia scusa, tu cosa pratichi?
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Mizu...! Secondo la mia piccola esperienza..., la pratica non deve essere mai automantica...! Altrimenti non si impara mai... Per me automatismo=abitudine=fine crescita; spontaneo=pratica viva=crescita continua. E chiunque pratica le arti marziali...(un po come si deve), sa che se pratica in automatico...non imparera mai una fava...!
infatti ho detto: spontanea fino a diventare un automatismo=lo fai come qualsiasi altro movimento che il tuo corpo esegue e questo non vuol dire che la tua pratica non crescerà più...o no? ???
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NO..... :nono:! Naturalmente..., tu impara come vuoi...mizu :=)!
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AiVia scusa, tu cosa pratichi?
E' un segreto tremendo.
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:P
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AiVia scusa, tu cosa pratichi?
e' timido, ma te lo dico io, pratica la via del lupo
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Io sono molto pragmatico per quanto riguarda la risposta.Secondo me il modo naturale è quando stai bene di salute e sei efficace in combattimento.
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AiVia scusa, tu cosa pratichi?
E' un segreto tremendo.
confermo , e' un segreto tremendissimo ! :D
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Non è che me la voglio tirare, è che da quando non è più in rete il link che di solito usavo per rispondere a questa domanda, perchè non insegno più in quel posto dopo un'incidente, mi riesce molto difficile rispondere alla domanda "cosa pratichi", semplicemente perché mi alleno in tutti gli stili possibili da 20 anni, non perchè non trovo la mia via, ma perchè sono tutti la stessa cosa.
Certo, bisogna togliere i condizionamenti climatici, culturali, storici, le influenze religiose o le falsificazioni in tempo di invasione... e sotto sotto... rimane un uomo con un cervello, due gambe, due braccia, che si muove in un mondo fisico con leggi ben solide.
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mi alleno in tutti gli stili possibili da 20 anni
:D :D :D :D
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
In origine il taiji era uno stile veloce come gli altri, gli anziani si allenavano nel taiji al rallentatore per migliorare la precisione.
Non ricordo in quale invasione gli invasori notarono che gli anziani che lo facevano erano arzilli ed ordinarono ai cinesi di insegnargli il taiji. così gli fu insegnato a praticare taiji lentamente, truffandoli per non rivelare la vera arte, mentre era solo un allenamento per la precisione.
Buffa ricostruzione storica. Da dove viene?
La lentezza nella pratica e' presente in quasi tutte le linee e in tutti gli stili di tjq ed e' documentata anche nelle precedenti generazioni.
La lentezza nella pratica non e' a mio avviso "legata" ad una lentezza applicativa.
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Buffa ricostruzione storica
;)
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
:D
scusate ma non ce l'ho fatta!
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mi alleno in tutti gli stili possibili da 20 anni
:D :D :D :D
In tutti gli stili possibili per me, non quelli possibili in senso assoluto. Nel senso che ho praticato tutto quello che ho potuto.
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
In origine il taiji era uno stile veloce come gli altri, gli anziani si allenavano nel taiji al rallentatore per migliorare la precisione.
Non ricordo in quale invasione gli invasori notarono che gli anziani che lo facevano erano arzilli ed ordinarono ai cinesi di insegnargli il taiji. così gli fu insegnato a praticare taiji lentamente, truffandoli per non rivelare la vera arte, mentre era solo un allenamento per la precisione.
Buffa ricostruzione storica. Da dove viene?
La lentezza nella pratica e' presente in quasi tutte le linee e in tutti gli stili di tjq ed e' documentata anche nelle precedenti generazioni.
La lentezza nella pratica non e' a mio avviso "legata" ad una lentezza applicativa.
Se riesco a ricordare il cartaceo... cercherò di cercare tra i libri.
Ci si allenava lentamente ad un certo livello, ma all'inizio era uno stile esplosivo e veloce, per poi lasciare pieno spazio alla precisione.
Sarà un caso, ma Marcello Sidoti ( http://www.csitaiji.it/maestri.html ) mio allievo e maestro, mi confermò questa versione (che credevo ormai riconosciuta e non mi sembrava di portare elementi buffi e strani alla discussione).
Tant'è che io e lui ci siamo sempre solo allenati nel tuei shou a pieno contatto e senza tante forme, che tuttavia lui insegna agli altri.
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E' proprio la parolain se naturale che non significa molto ne contesto.
Se diciamo che gli animali si muovono connessi e che allora il loro movimento e' piu' 'naturale' del nostro magari si...mha...e' vago.
Naturale sembra una riscoperta di qualcosa di primitivo e semplice che e' andato perduto. Non ho mai provato questa sensazione.
Impari a muoverti in un altra maniera, all'inizio e' difficile poi diventano sistemi che il copro fa da solo e allaora tu puoi fare altre cose piu' difficili.
ma se devo prendere uan bottiglia d'acqua sul tavolino mi allungo col braccio e la prendo, quello e' naturale.
M.
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mi alleno in tutti gli stili possibili da 20 anni
:D :D :D :D
In tutti gli stili possibili per me, non quelli possibili in senso assoluto. Nel senso che ho praticato tutto quello che ho potuto.
ma si dai ....
;)
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
Una cosa buffa, rallentata e naturale ? Taijiquan !
In origine il taiji era uno stile veloce come gli altri, gli anziani si allenavano nel taiji al rallentatore per migliorare la precisione. Non ricordo in quale invasione gli invasori notarono che gli anziani che lo facevano erano arzilli ed ordinarono ai cinesi di insegnargli il taiji. così gli fu insegnato a praticare taiji lentamente, truffandoli per non rivelare la vera arte, mentre era solo un allenamento per la precisione.
Fu nel 24esimo secolo DC quando i cinesi dopo l'annessione al regno di ameuropa e la distruzione totale con droidi del 90% della popolazione vennero occupati dai blue berrets.
Oggi, dopo tanti anni, ecco che uno dice che i movimenti elaboratissimi e precisi al millimetro di un'arte travestita da ginnastica per la terza età sono qualcosa di naturale.
questa è la mascheratura che trae in inganno....
Come dire che la danza classica è naturale perché le ballerine esprimono leggerezza ed armonia sulle punte mentre volteggiano.
Concordo! Infatti una ballerina con 10 anni di esperienza non fa niente di naturale. Lo vede anche mio pronipote che sono movimenti artefatti, sforzati e artificiosi.
1) Forse sarebbe ora di smetterla di farci insegnare un taiji "per conquistatori" e di chiedere il vero taiji. Inoltre, forse sarebbe ora di smetterla di usare la parola naturale per complessissimi sistemi teorico-applicativi elaborati dall'uomo.
2) Forse un cavernicolo sotto stress avrebbe brandito una pietra di fiume con movimenti del taiji, ancorchè veloci?
3) Forse è naturale la connessione polso caviglia nel muoversi?
Che forse non abbia capito il significato di questo intervento ?
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Fu nel 24esimo secolo DC quando i cinesi dopo l'annessione al regno di ameuropa e la distruzione totale con droidi del 90% della popolazione vennero occupati dai blue berrets.
io c'ero , ero li a Teujing ad allenarmi con il maestro Giancarlo Ma Gal Li , ed effettivamente i blue berrets picchiarono tutti .... loro facevo roba tipo full contact ...
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CHE TRISTEZZA..... :'(!
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Pazienza, son giovani e buontemponi...simpatici (come la sabbia nel costume)
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noi a volte facciamo lentamente anche lo shaolin
all'inizio
per capire i movimenti
per capire il senso dell'applicazione
(e va bene anche per gli anziani, abbiamo un 60enne che fa i calci a farfalla, non si stacca molto da terra, ma li fa)
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Certo che noi Occidentali nell'arte della lingua (intesa come parlare) non ci batte nessuno.Gli Orientali come già spiegato da molti parlano attraverso il proprio corpo senza farsi tante seghe mentali,se la cosa funziona devo dimostrarla con il corpo non con le parole.
Il taiji-quan è, dalle sue origini, l’arte di combattimento della percussione, dove “quan” viene tradotto come “la boxe”… questa traduzione la conosciamo tutti però la praticano pochissime persone secondo me. Nel taiji-quan ci si allena mediante la lentezza e la cedevolezza.Ci si può allora domandare:e’ possibile allenare e coltivare la disponibilità alla velocità per mezzo della lentezza,e sviluppare la disponibilità alla forza esercitandosi nella cedevolezza?
Potrà l’adepto di taich-quan combattere efficacemente contro l’adepto di karate,di kung-fu, di pugilato o di boxe tailandese?
Se la risposta è no, penso sia sufficiente per affermare che il taiji-quan non può essere considerato come un’arte marziale, il che costituisce un ostacolo nella ricerca dell’efficacia nella pratica della salute e del benessere.
Se la risposta è si,bisognerà spiegare come sia possibile ottenere questo.Non è straordinario poter allenare la velocità per mezzo della lentezza, e la forza attraverso la morbidezza? Penso che chi si trova di fronte a questo quesito riguardante l’efficacia del taiji nella visione dello stesso come un’arte di combattimento non possa evitarlo.Spiegando questo punto essenziale potremo avanzare nella nostra pratica altrimenti saremo soltanto dei bravi chiacchieroni.
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solo lentezza, no
anche lentezza, si
questa potrebbe essere la risposta.
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E' buffo che una bella arte come il taiji sia diventata una ginnastica rallentata per anziani in tempi moderni e che ora la si arrivi a definire "naturale".
Una cosa buffa, rallentata e naturale ? Taijiquan !
Non lo trovo buffo ma splendido, non lo trovo naturale ma molto sofisticato, non lo trovo rallentato ma ora non ho i libri in cui cercare per discutere le fonti, non sono a casa.
In origine il taiji era uno stile veloce come gli altri, gli anziani si allenavano nel taiji al rallentatore per migliorare la precisione. Non ricordo in quale invasione gli invasori notarono che gli anziani che lo facevano erano arzilli ed ordinarono ai cinesi di insegnargli il taiji. così gli fu insegnato a praticare taiji lentamente, truffandoli per non rivelare la vera arte, mentre era solo un allenamento per la precisione.
Fu nel 24esimo secolo DC quando i cinesi dopo l'annessione al regno di ameuropa e la distruzione totale con droidi del 90% della popolazione vennero occupati dai blue berrets.
Ma se poi trovo le fonti? Non ricordo le nozioni esatte, ma il concetto lo ricordo molto bene.
Oggi, dopo tanti anni, ecco che uno dice che i movimenti elaboratissimi e precisi al millimetro di un'arte travestita da ginnastica per la terza età sono qualcosa di naturale.
questa è la mascheratura che trae in inganno....
Come dire che la danza classica è naturale perché le ballerine esprimono leggerezza ed armonia sulle punte mentre volteggiano.
Concordo! Infatti una ballerina con 10 anni di esperienza non fa niente di naturale. Lo vede anche mio pronipote che sono movimenti artefatti, sforzati e artificiosi.
Invece i movimenti del taiji che richiedono molti anni per essere masterizzati sono in qualche modo naturali?
Definire "naturali".
1) Forse sarebbe ora di smetterla di farci insegnare un taiji "per conquistatori" e di chiedere il vero taiji. Inoltre, forse sarebbe ora di smetterla di usare la parola naturale per complessissimi sistemi teorico-applicativi elaborati dall'uomo.
2) Forse un cavernicolo sotto stress avrebbe brandito una pietra di fiume con movimenti del taiji, ancorchè veloci?
3) Forse è naturale la connessione polso caviglia nel muoversi?
Che forse non abbia capito il significato di questo intervento ?
1) vedo nel taiji un'arte meravigliosa ma se non ci intendiamo sul termine "naturale" possiamo parlare per ore del niente.
2) Idem
3) Del taiji mi allenavo praticamente solo nel Tuei Shou, col mio allievo e maestro Marcello Sidoti che nonostante sia uno dei più attivi e conosciuti insegnanti della nostra zona e non solo, non si è mai ritenuto un combattente efficace*, da qui il nostro rapporto di mutuo addestramento.
A parte Il Tuei Shou, le uniche parti di forma che pratico prevedono il movimento del polso in linea con la caviglia, da qui la mia affermazione "connessione polso caviglia", che è particolare da eseguire, ha senso, ma non è naturale nell'essere umano, oltre ad essere espresso al contrario nei quadrupedi, quindi movimenti polso caviglia alternati.
Ma ripeto: tralasciando il discorso che ora non riesco ad inquadrare storicamente perché non ho le fonti, che comunque troverò, il nocciolo è che se non diamo una definizione condivisa di naturale non troveremo mai un accordo.
*Combattente efficace: per qualche motivo lui che si allena dall'87 ed insegna come unico lavoro in Italia ed all'estero dal 94, allenandosi tutti i giorni e non facendo altro, oltre ad essere stato due volte campione mondiale CKA soprattutto nel Tuei Shou, dove esprime il suo meglio... Beh, per qualche motivo lui ha l'umiltà di non considerarsi un fighter e di venire da me ad imparare a combattere, fermo restando il mio assoluto rispetto e la mia ammirazione per la sua arte, che assaporo sempre volentieri.
Questo mi ha fatto spesso riflettere quando persone che facevano taiji due sere a settimana da qualche anno mi raccontavano di essere dei killer micidiali depositari del pugno perfetto.
Spero non ci vediate una provocazione, ma solo un invito a riflettere.
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solo lentezza, no
anche lentezza, si
questa potrebbe essere la risposta.
Che è poi in due righe quello che ho maldestramente detto in due papiri, citando nuvolose fonti storiche secondo cui la lentezza diventava un allenamento avanzato sulla precisione.
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solo lentezza, no
anche lentezza, si
questa potrebbe essere la risposta.
Che è poi in due righe quello che ho maldestramente detto in due papiri, citando nuvolose fonti storiche secondo cui la lentezza diventava un allenamento avanzato sulla precisione.
già già, ormai sono note le tue doti di sintesi. :gh: XD
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da qui la mia affermazione "connessione polso caviglia", che è particolare da eseguire, ha senso, ma non è naturale nell'essere umano, oltre ad essere espresso al contrario nei quadrupedi, quindi movimenti polso caviglia alternati.
non ho capito
eppure sembra interessante il concetto pure non avendolo capito
spiega un po', par piaser
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AiVia scusa, tu cosa pratichi?
E' un segreto tremendo.
confermo , e' un segreto tremendissimo ! :D
babbi :gh:
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che vuol dire "babbi" ?
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da qui la mia affermazione "connessione polso caviglia", che è particolare da eseguire, ha senso, ma non è naturale nell'essere umano, oltre ad essere espresso al contrario nei quadrupedi, quindi movimenti polso caviglia alternati.
non ho capito
eppure sembra interessante il concetto pure non avendolo capito
spiega un po', par piaser
si intravede dal minuto 0,29, il polso della mano sinistra si muove in concerto con la caviglia sinistra e lo stesso ovviamente a destra.
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
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che vuol dire "babbi" ?
Coglioni, ma in senso dispregiativo. :D
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ah beh ... allora !
Mizuiro "babbo" vallo a dire a soreta :D
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che vuol dire "babbi" ?
te lo dico in pm
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Ok...mi avete scoperto... :nin:
In realtà sto raccogliendo dissensi per stravincere ancora il black karma contest :vader:
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Aivia si riferisce a una delle tre armonie esterne penso per "connessione caviglia polso". Per il resto sono abbastanza sconcertato per la piega che ha preso questa discussione.
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che vuol dire "babbi" ?
Coglioni, ma in senso dispregiativo. :D
babbi nn è il dispregiativo di coglioni, semmai è il contrario e cmq io questo no l'ho detto l'hai detto tu. e chiudiamola qua che poi escono le discussioni infinite sulle scemate.ciaooo :)
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Ehm, scusate ma "babbo" non vuol dire coglione... indica invece un sfumatura simpatica, più sull'ingenuo... vediamo di disinnescare focolai di tensione!
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Ovviamente non voglio sovrappormi al moderatore, ma se ci pensiamo subito evitiamo pericolose derive
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Aivia si riferisce a una delle tre armonie esterne penso per "connessione caviglia polso". Per il resto sono abbastanza sconcertato per la piega che ha preso questa discussione.
mi sto divertendo un sacco
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Caro Sabino, sempre perle di saggezza! ;)
Lento, comunque, non vuol dire solo precisione, ma più facilità nell'ascolto, nella consapevolezza, nel frammentare i percorsi della forza per facilitare l'addestramento del corpo nulla sua trasformazione: anche nel karate ci sono dei kata in cui si va piano, ma ciò che si ricerca è abbastanza diverso (anche se in origine, forse, l'obiettivo era identico)
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A rigà, la lentezza dovrebbe servire per ascoltare se stessi, come è possibile fare un gesto, tenendo sottocontrollo tensioni superflue, intenzione, centratura, cambi di pressione su contatti con un ipotetico nemico (perchè bisogna cercare di non cambiare pressione su un punto di contatto in fase di nostro movimento per evitare di dare informazioni sensoriali utili), corretto allineamento, cercare di non usare i muscoli periferici, cercare di centralizzare, si tiene sotto controllo la respirazione, cercare di usare l'asse centrale, e tante tante altre cose e fare tutto in maniera veloce. E' un assurdo! La lentezza è un mezzo non un fine, e questo se si parla di ricerca di una pratica raffinata, e siccome non c'è mai limite di miglioramento in queste caratteristiche, sarebbe un tantino presuntuoso credere di essere arrivati e quindi accellerare in maniera spasmodica. Sempre e solo in un contesto di apprendimento, certo che in fase di combattimento non ci si muove ai due allora, perchè li non si è in fase di didattica, li bisogna salvare il fondo schiena. Pensare che combattere lenti sia possibile e come pensare che il tui shou sia combattimento. Entrambi sono solo ed esclusivamente dei mezzi. Come del resto il combattimento è fatto anche di tempo e distanza, che si studiano in maniera differente, con un partner sempre meno collaborativo. Ma questa è un altra storia. Ma non bisogna dimenticare che prima di arrivare a combattere bisogna allenarsi e nella pratica del taiji quan questa fase è lenta! Tutto e rigorosamente IHMO
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https://www.youtube.com/watch?v=nY8drFhxP4Y
si intravede dal minuto 0,29, il polso della mano sinistra si muove in concerto con la caviglia sinistra e lo stesso ovviamente a destra.
in applicazione capita addirittura di colpire (metti con la sx) ancora prima di appoggiare il piede (dx)
in tal caso vedi la mano (sx) e il piede (dx) dirigersi nella stessa direzione, spinti dal piede a terra (sx)
colpisci in movimento, camminando, e con potenza, non e' male imho
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
Quando si lancia un oggetto?
A me sembra che in quest'ultimo caso si possa fare "senza pensare" in entrambi i modi....
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Caro Sabino, sempre perle di saggezza! ;)
Lento, comunque, non vuol dire solo precisione, ma più facilità nell'ascolto, nella consapevolezza, nel frammentare i percorsi della forza per facilitare l'addestramento del corpo nulla sua trasformazione: anche nel karate ci sono dei kata in cui si va piano, ma ciò che si ricerca è abbastanza diverso (anche se in origine, forse, l'obiettivo era identico)
Caro Yipeng,per poter progredire nella pratica ritengo indispensabile aprire una vera critica soprattutto con noi stessi,soltanto in seguito potremo approfondire con altri il nostro pensiero.Però sono anni che mi sento dire di tutto,che non imparerò mai il vero tai chi perchè il mio maestro è Giapponese, :nono: perchè provengo dal karate,perchè pratico yi quan,perchè studio systema,io sorrido e dico a tutti questi sapientoni ma una volta nelle vostra vita avete praticato il combattimento libero? ;) perchè la mia non vuol essere una provocazione ma io di persone forti in combattimento libero che praticavono taiji ne ho trovati pochini.Semplice sfortuna o cosa?
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in applicazione capita addirittura di colpire (metti con la sx) ancora prima di appoggiare il piede (dx)
nella boxe si chiama falling step e fu messo x iscritto dal celebre Dempsey in modo veramente semplice.
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
Quando si lancia un oggetto?
A me sembra che in quest'ultimo caso si possa fare "senza pensare" in entrambi i modi....
quando si vuol lanciare un oggetto imprimendogli maggior forza possibile
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...io sorrido e dico a tutti questi sapientoni ma una volta nelle vostra vita avete praticato il combattimento libero? ;)
Dò Aivia 15 a 1
:)
Ciao
Franco
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A rigà, la lentezza dovrebbe servire per ascoltare se stessi, come è possibile fare un gesto, tenendo sottocontrollo tensioni superflue, intenzione, centratura, cambi di pressione su contatti con un ipotetico nemico (perchè bisogna cercare di non cambiare pressione su un punto di contatto in fase di nostro movimento per evitare di dare informazioni sensoriali utili), corretto allineamento, cercare di non usare i muscoli periferici, cercare di centralizzare, si tiene sotto controllo la respirazione, cercare di usare l'asse centrale, e tante tante altre cose e fare tutto in maniera veloce. E' un assurdo! La lentezza è un mezzo non un fine, e questo se si parla di ricerca di una pratica raffinata, e siccome non c'è mai limite di miglioramento in queste caratteristiche, sarebbe un tantino presuntuoso credere di essere arrivati e quindi accellerare in maniera spasmodica. Sempre e solo in un contesto di apprendimento, certo che in fase di combattimento non ci si muove ai due allora, perchè li non si è in fase di didattica, li bisogna salvare il fondo schiena. Pensare che combattere lenti sia possibile e come pensare che il tui shou sia combattimento. Entrambi sono solo ed esclusivamente dei mezzi. Come del resto il combattimento è fatto anche di tempo e distanza, che si studiano in maniera differente, con un partner sempre meno collaborativo. Ma questa è un altra storia. Ma non bisogna dimenticare che prima di arrivare a combattere bisogna allenarsi e nella pratica del taiji quan questa fase è lenta! Tutto e rigorosamente IHMO
QUOTONE INDUSTRIALE!
Grande Xin, sottoscrivo ogni sillaba
Caro Sabino, sempre perle di saggezza! ;)
Lento, comunque, non vuol dire solo precisione, ma più facilità nell'ascolto, nella consapevolezza, nel frammentare i percorsi della forza per facilitare l'addestramento del corpo nulla sua trasformazione: anche nel karate ci sono dei kata in cui si va piano, ma ciò che si ricerca è abbastanza diverso (anche se in origine, forse, l'obiettivo era identico)
Caro Yipeng,per poter progredire nella pratica ritengo indispensabile aprire una vera critica soprattutto con noi stessi,soltanto in seguito potremo approfondire con altri il nostro pensiero.Però sono anni che mi sento dire di tutto,che non imparerò mai il vero tai chi perchè il mio maestro è Giapponese, :nono: perchè provengo dal karate,perchè pratico yi quan,perchè studio systema,io sorrido e dico a tutti questi sapientoni ma una volta nelle vostra vita avete praticato il combattimento libero? ;) perchè la mia non vuol essere una provocazione ma io di persone forti in combattimento libero che praticavono taiji ne ho trovati pochini.Semplice sfortuna o cosa?
"Non ti crucciar di loro, ma guarda e passa", diceva il Sommo Poeta...
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...io sorrido e dico a tutti questi sapientoni ma una volta nelle vostra vita avete praticato il combattimento libero? ;)
Dò Aivia 15 a 1
:)
Ciao
Franco
Probabilmente anche 50 a 1 ;)
Ciao
Sabino
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A rigà, la lentezza dovrebbe servire per ascoltare se stessi, come è possibile fare un gesto, tenendo sottocontrollo tensioni superflue, intenzione, centratura, cambi di pressione su contatti con un ipotetico nemico (perchè bisogna cercare di non cambiare pressione su un punto di contatto in fase di nostro movimento per evitare di dare informazioni sensoriali utili), corretto allineamento, cercare di non usare i muscoli periferici, cercare di centralizzare, si tiene sotto controllo la respirazione, cercare di usare l'asse centrale, e tante tante altre cose e fare tutto in maniera veloce. E' un assurdo! La lentezza è un mezzo non un fine, e questo se si parla di ricerca di una pratica raffinata, e siccome non c'è mai limite di miglioramento in queste caratteristiche, sarebbe un tantino presuntuoso credere di essere arrivati e quindi accellerare in maniera spasmodica. Sempre e solo in un contesto di apprendimento, certo che in fase di combattimento non ci si muove ai due allora, perchè li non si è in fase di didattica, li bisogna salvare il fondo schiena. Pensare che combattere lenti sia possibile e come pensare che il tui shou sia combattimento. Entrambi sono solo ed esclusivamente dei mezzi. Come del resto il combattimento è fatto anche di tempo e distanza, che si studiano in maniera differente, con un partner sempre meno collaborativo. Ma questa è un altra storia. Ma non bisogna dimenticare che prima di arrivare a combattere bisogna allenarsi e nella pratica del taiji quan questa fase è lenta! Tutto e rigorosamente IHMO
QUOTONE INDUSTRIALE!
Grande Xin, sottoscrivo ogni sillaba
Caro Sabino, sempre perle di saggezza! ;)
Lento, comunque, non vuol dire solo precisione, ma più facilità nell'ascolto, nella consapevolezza, nel frammentare i percorsi della forza per facilitare l'addestramento del corpo nulla sua trasformazione: anche nel karate ci sono dei kata in cui si va piano, ma ciò che si ricerca è abbastanza diverso (anche se in origine, forse, l'obiettivo era identico)
Caro Yipeng,per poter progredire nella pratica ritengo indispensabile aprire una vera critica soprattutto con noi stessi,soltanto in seguito potremo approfondire con altri il nostro pensiero.Però sono anni che mi sento dire di tutto,che non imparerò mai il vero tai chi perchè il mio maestro è Giapponese, :nono: perchè provengo dal karate,perchè pratico yi quan,perchè studio systema,io sorrido e dico a tutti questi sapientoni ma una volta nelle vostra vita avete praticato il combattimento libero? ;) perchè la mia non vuol essere una provocazione ma io di persone forti in combattimento libero che praticavono taiji ne ho trovati pochini.Semplice sfortuna o cosa?
"Non ti crucciar di loro, ma guarda e passa", diceva il Sommo Poeta...
Grazie yipeng
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CHE DISPERAZIONE.... :o!!!! E menomale che ho chiesto di scrivere di sensazioni che avete provato VOI...., e non di scritti..., vari o detti di maestri vari...! E vabbe che sono SERBO di origini...! Ma pensavo... di essermi spiegato bene... :'(. Perche ogni volta finisce così..!? Mi sa caro Sabino, che tu hai ragione...
Allora sono 2 le cose...! O maggior parte di voi...e solo fuffa senza esperienza in proposito, e allora e meglio stare zitti... Opure non riuscite a spiegare per iscritto la vostra esperienza in questione...
Non voglio offendere nessuno..., sia chiaro.
Ma comunque sia..., CHE TRISTEZZA.... :'(!
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Dò Aivia 15 a 1
:)
Ciao
Franco
Probabilmente anche 50 a 1 ;)
Ciao
Sabino
Volevo essere crtese 8)
Ciao
Franco
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
Quando si lancia un oggetto?
A me sembra che in quest'ultimo caso si possa fare "senza pensare" in entrambi i modi....
quando si vuol lanciare un oggetto imprimendogli maggior forza possibile
Anche in questo caso, sempre IMHO, mi sembra che si possa comunque utilizzare entrambe le metodologie di movimento in modo "naturale". Almeno a me è capitato....
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Dò Aivia 15 a 1
:)
Ciao
Franco
Probabilmente anche 50 a 1 ;)
Ciao
Sabino
Volevo essere crtese 8)
Ciao
Franco
Ma infatti Franco. ;) avevo capito. :)
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CHE DISPERAZIONE.... :o!!!! E menomale che ho chiesto di scrivere di sensazioni che avete provato VOI...., e non di scritti..., vari o detti di maestri vari...! E vabbe che sono SERBO di origini...! Ma pensavo... di essermi spiegato bene... :'(. Perche ogni volta finisce così..!? Mi sa caro Sabino, che tu hai ragione...
Allora sono 2 le cose...! O maggior parte di voi...e solo fuffa senza esperienza in proposito, e allora e meglio stare zitti... Opure non riuscite a spiegare per iscritto la vostra esperienza in questione...
Non voglio offendere nessuno..., sia chiaro.
Ma comunque sia..., CHE TRISTEZZA.... :'(!
;) ;) ;)
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
Quando si lancia un oggetto?
A me sembra che in quest'ultimo caso si possa fare "senza pensare" in entrambi i modi....
quando si vuol lanciare un oggetto imprimendogli maggior forza possibile
Anche in questo caso, sempre IMHO, mi sembra che si possa comunque utilizzare entrambe le metodologie di movimento in modo "naturale". Almeno a me è capitato....
certo, se poi pensi che il meglio è farlo in corsa dipende molto dalla coordinazione che uno ha, era per fare un esempio :)
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questa e' senza dubbio la parte piu' assurda e incazzosa del forum :)
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questa e' senza dubbio la parte piu' assurda e incazzosa del forum :)
:D :D :D :D
Verissimo pensa che c'è un mio amico della sezione karate che si stà approcciando alle arti marziali interne cinesi che ha provato a seguire un po' questa sezione ma ha detto che siamo una manica di matti. :whistle: :whistle:
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in applicazione capita addirittura di colpire (metti con la sx) ancora prima di appoggiare il piede (dx)
nella boxe si chiama falling step e fu messo x iscritto dal celebre Dempsey in modo veramente semplice.
falling step
cio' che funziona, nato in asia o dove si voglia, alla fine converge
@ GrandeJedi
non fare cosi', non piangere, qualche esperienza e' stata scritta, io ho sperimentato il falling step
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A rigà, la lentezza dovrebbe servire per ascoltare se stessi, come è possibile fare un gesto, tenendo sottocontrollo tensioni superflue, intenzione, centratura, cambi di pressione su contatti con un ipotetico nemico (perchè bisogna cercare di non cambiare pressione su un punto di contatto in fase di nostro movimento per evitare di dare informazioni sensoriali utili), corretto allineamento, cercare di non usare i muscoli periferici, cercare di centralizzare, si tiene sotto controllo la respirazione, cercare di usare l'asse centrale, e tante tante altre cose e fare tutto in maniera veloce. E' un assurdo! La lentezza è un mezzo non un fine, e questo se si parla di ricerca di una pratica raffinata, e siccome non c'è mai limite di miglioramento in queste caratteristiche, sarebbe un tantino presuntuoso credere di essere arrivati e quindi accellerare in maniera spasmodica. Sempre e solo in un contesto di apprendimento, certo che in fase di combattimento non ci si muove ai due allora, perchè li non si è in fase di didattica, li bisogna salvare il fondo schiena. Pensare che combattere lenti sia possibile e come pensare che il tui shou sia combattimento. Entrambi sono solo ed esclusivamente dei mezzi. Come del resto il combattimento è fatto anche di tempo e distanza, che si studiano in maniera differente, con un partner sempre meno collaborativo. Ma questa è un altra storia. Ma non bisogna dimenticare che prima di arrivare a combattere bisogna allenarsi e nella pratica del taiji quan questa fase è lenta! Tutto e rigorosamente IHMO
quoto!! :) :)
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questa e' senza dubbio la parte piu' assurda e incazzosa del forum :)
mi sto divertendo un sacco
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Olà Sabino,
...omissis... Il taiji-quan è, dalle sue origini, l’arte di combattimento della percussione, dove “quan” viene tradotto come “la boxe”… questa traduzione la conosciamo tutti però la praticano pochissime persone secondo me. Nel taiji-quan ci si allena mediante la lentezza e la cedevolezza.Ci si può allora domandare:e’ possibile allenare e coltivare la disponibilità alla velocità per mezzo della lentezza,e sviluppare la disponibilità alla forza esercitandosi nella cedevolezza?
1) la pratica del TJQ non è limitata all'esecuzione di forme
2) La lentezza - nell'esecuzione della forma - serve ad imparare. La seconda forma del Chenshi (cosidetta Laojia Erlu o paochui) alterna movimenti veloci a lenti. La yilu può essere fatta anche in 6 minuti.
Potrà l’adepto di taich-quan combattere efficacemente contro l’adepto di karate,di kung-fu, di pugilato o di boxe tailandese?
Se la risposta è no, penso sia sufficiente per affermare che il taiji-quan non può essere considerato come un’arte marziale, il che costituisce un ostacolo nella ricerca dell’efficacia nella pratica della salute e del benessere.
In Italia nel 2010 ci sono pochi praticanti di TJQ che "gareggino"(combattere è altra cosa). Cosa c'entra questo con la salute ed il benessere? Prendi uno che muove l'energia celeste per 2 ore al giorno ed uno che scalda la poltrona davanti alla TV per 2 ore al giorno chi è più in salute ?
questo punto essenziale potremo avanzare nella nostra pratica altrimenti saremo soltanto dei bravi chiacchieroni
E cosa vuoi fare su un forum ?
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credo parli della connessione polso-caviglia ginocchia-gomiti spalle-anche
che nei movimenti naturali si usano invertiti, come quando si cammina, corre o lancia un oggetto
non so se sia giusto considerarli invertiti, sono pur sempre connessi se fatti bene, anzi
Quando si lancia un oggetto?
A me sembra che in quest'ultimo caso si possa fare "senza pensare" in entrambi i modi....
quando si vuol lanciare un oggetto imprimendogli maggior forza possibile
Anche in questo caso, sempre IMHO, mi sembra che si possa comunque utilizzare entrambe le metodologie di movimento in modo "naturale". Almeno a me è capitato....
certo, se poi pensi che il meglio è farlo in corsa dipende molto dalla coordinazione che uno ha, era per fare un esempio :)
Allora, tornando al post "originale" da cui ho preso spunto, citando AiViA:
- cut -
A parte Il Tuei Shou, le uniche parti di forma che pratico prevedono il movimento del polso in linea con la caviglia, da qui la mia affermazione "connessione polso caviglia", che è particolare da eseguire, ha senso, ma non è naturale nell'essere umano, oltre ad essere espresso al contrario nei quadrupedi, quindi movimenti polso caviglia alternati.
non mi trovo concorde con questa sua affermazione, ossia che la
"connessione polso caviglia", che è particolare da eseguire, ha senso, ma non è naturale nell'essere umano
Aggiungo anche una mia considerazione, forse errata:
Non stiamo parlando di movimento naturale durante una camminata: quando eseguo una forma, mi sto muovendo, ma non sto camminando. In teoria sto "combattendo" (lentamente o meno, studiando e sentendo tutto quel che volete): quei movimenti sono stati "pensati" come "imitazione" di un combattimento, non come movimenti a sè.
Ergo vanno contestualizzati. Quello che forse sarebbe naturale se camminassi, potrebbe non essere naturale se mi sto sforzando di spostare un peso.
A maggior ragione se sto combattendo.
Questo non per dire che il movimento che sto eseguendo vada applicato in combattimento così com'è, ma che per comprendere meglio come mi muovo, devo anche contestualizzare "l'ambiente/situazione" (in senso molto ampio) in cui mi muovo.
Fermo restando comunque tutte le varie considerazioni sempre fatte su a cosa serve una forma e via discorrendo....
Tutto rigorosamente IMHO naturalmente.
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Olà Sabino,
...omissis... Il taiji-quan è, dalle sue origini, l’arte di combattimento della percussione, dove “quan” viene tradotto come “la boxe”… questa traduzione la conosciamo tutti però la praticano pochissime persone secondo me. Nel taiji-quan ci si allena mediante la lentezza e la cedevolezza.Ci si può allora domandare:e’ possibile allenare e coltivare la disponibilità alla velocità per mezzo della lentezza,e sviluppare la disponibilità alla forza esercitandosi nella cedevolezza?
1) la pratica del TJQ non è limitata all'esecuzione di forme
2) La lentezza - nell'esecuzione della forma - serve ad imparare. La seconda forma del Chenshi (cosidetta Laojia Erlu o paochui) alterna movimenti veloci a lenti. La yilu può essere fatta anche in 6 minuti.
Potrà l’adepto di taich-quan combattere efficacemente contro l’adepto di karate,di kung-fu, di pugilato o di boxe tailandese?
Se la risposta è no, penso sia sufficiente per affermare che il taiji-quan non può essere considerato come un’arte marziale, il che costituisce un ostacolo nella ricerca dell’efficacia nella pratica della salute e del benessere.
In Italia nel 2010 ci sono pochi praticanti di TJQ che "gareggino"(combattere è altra cosa). Cosa c'entra questo con la salute ed il benessere? Prendi uno che muove l'energia celeste per 2 ore al giorno ed uno che scalda la poltrona davanti alla TV per 2 ore al giorno chi è più in salute ?
questo punto essenziale potremo avanzare nella nostra pratica altrimenti saremo soltanto dei bravi chiacchieroni
E cosa vuoi fare su un forum ?
Premetto che per me non esiste una forma lenta o veloce,esiste ciò che il mio corpo esprime in quell'istante.
Per quanto riguarda il combattimento io non parlo di gare,ma anche se fossero soltanto competizione se non stò bene di salute difficilmente potrò farle non credi?
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Aggiungo anche una mia considerazione, forse errata:
Non stiamo parlando di movimento naturale durante una camminata: quando eseguo una forma, mi sto muovendo, ma non sto camminando. In teoria sto "combattendo" (lentamente o meno, studiando e sentendo tutto quel che volete): quei movimenti sono stati "pensati" come "imitazione" di un combattimento, non come movimenti a sè.
Hmm che ci sia una parte applicativa si ma non e' nel pensare che stai combattendo il senso delle forme.
Tralasciando le forme che sono piu' complesse e fuori dalla mia portata se parliamo del movimento si fa lentamente per analizzare quello che tu fai perche' nel mio modo di vedere il tjq il combattimento avviene quasi piu' dentro di te che fuori. Mi spiego.
Se il mio corpo ha una sua "posizione neutra" quando entra in contatto con forze esterne questa situazione muta. Il praticante di tjq si concentra a riportare il tutto alla posizione neutra anziche' pensare a reagire all'avversario. Fare questo richiede che il corpo segua delle regole precise.
Una delle ragioni del fare il movimento lento e' quindi muoversi secondo regole per cui il corpo le rispetti in ogni istante.
Ergo vanno contestualizzati. Quello che forse sarebbe naturale se camminassi, potrebbe non essere naturale se mi sto sforzando di spostare un peso.
Come cammineresti se passasi il tuo tempo a spostare un peso?
Per il discorso camminata naturale....una risposta a tutti.
Non e' piu' corretto andare da un esperto di deambulazione e fare esercizi per correggere eventuali difetti? Allora la tua camminata sarebbe corretta secondo il suo modo di vederla.
Ma se parlassi con un danzatore o un maratoneta probabilmente ti correggerebbero altri elementi o ti farebbero cambiarne altri per ottimizzarla nel loro contesto.
Probabilmente i 3 differenti modi di vedere il deambulare saranno differenti x pensati x scopi differenti e secondo regole (giusto-sbagliato) differenti.
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Premetto che per me non esiste una forma lenta o veloce,esiste ciò che il mio corpo esprime in quell'istante.
Un pò criptico. Mi spieghi la tua frase sotto
...omissis... Nel taiji-quan ci si allena mediante la lentezza e la cedevolezza.Ci si può allora domandare:e’ possibile allenare e coltivare la disponibilità alla velocità per mezzo della lentezza,e sviluppare la disponibilità alla forza esercitandosi nella cedevolezza?
Per quanto riguarda il combattimento io non parlo di gare,
Bene. Con questa affermazione chiudiamo ogni comunicazione perchè non mi risulta che NESSUNO (già lo chiesi sull'altro forum) degli scriventi abbia mai fatto un cosidetto "combattimento" per la vita o morte. Sarei peraltro lieto di essere smentito, casomai sbagliassi.ma anche se fossero soltanto competizione se non stò bene di salute difficilmente potrò farle non credi?
Non ho ancora capito perchè una pratica lenta ed in accordo con le energie dell'universo e pure l'amore universale (mi spreco lo so) dovrebbe compromettere la tua salute...
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author=lü dongbin link=topic=2852.msg57733#msg57733 date=1273667109]
Per quanto riguarda il combattimento io non parlo di gare,
Bene. Con questa affermazione chiudiamo ogni comunicazione perchè non mi risulta che NESSUNO (già lo chiesi sull'altro forum) degli scriventi abbia mai fatto un cosidetto "combattimento" per la vita o morte. Sarei peraltro lieto di essere smentito, casomai sbagliassi.[/u]
Se ti dicessi chè è capitato più volte cambierebbe la tua valutazione?
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che vuol dire "babbi" ?
Coglioni, ma in senso dispregiativo. :D
babbi nn è il dispregiativo di coglioni, semmai è il contrario e cmq io questo no l'ho detto l'hai detto tu. e chiudiamola qua che poi escono le discussioni infinite sulle scemate.ciaooo :)
La faccina che ride significava che la cosa mi diverte, non sono affatto offeso o in procinto di iniziare discussioni su babbi e geppi.
Non è successo nulla.
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In Italia nel 2010 ci sono pochi praticanti di TJQ che "gareggino"(combattere è altra cosa). Cosa c'entra questo con la salute ed il benessere?
Copio ed incollo dal suo sito: Pur restando sempre abbastanza lontano dal Taijiquan sportivo, ha ottenuto risultati di prestigio come atleta e come insegnante a ogni gara cui ha partecipato. Le squadre da lui allenate hanno sempre conquistato il primo posto in competizioni nazionali, in Italia e Thailandia.
Aggiungo: salute e benessere? Ma non è un'arte marziale? Dite sempre che non è ginnastica... mi confondi.
Prendi uno che muove l'energia celeste per 2 ore al giorno ed uno che scalda la poltrona davanti alla TV per 2 ore al giorno chi è più in salute ?
Certamente il secondo, non guardo la TV, ma credo che vedere uno che muove energia celeste 2 ore al giorno dia un'immagine di salute mentale più vacillante di uno che si guarda le veline in tv.
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author=lü dongbin link=topic=2852.msg57733#msg57733 date=1273667109]
Per quanto riguarda il combattimento io non parlo di gare,
Bene. Con questa affermazione chiudiamo ogni comunicazione perchè non mi risulta che NESSUNO (già lo chiesi sull'altro forum) degli scriventi abbia mai fatto un cosidetto "combattimento" per la vita o morte. Sarei peraltro lieto di essere smentito, casomai sbagliassi.[/u]
Se ti dicessi chè è capitato più volte cambierebbe la tua valutazione?
Mi è successo diverse volte, ma credo di essermela cavata più per culo che per bravura, tipo una volta che ho evitato 6 coltellate di tunisini ubriachi solo perché conoscevo uno di loro e mi ha riconosciuto, quando avevo già schivato due coltellate.
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Aggiungo anche una mia considerazione, forse errata:
Non stiamo parlando di movimento naturale durante una camminata: quando eseguo una forma, mi sto muovendo, ma non sto camminando. In teoria sto "combattendo" (lentamente o meno, studiando e sentendo tutto quel che volete): quei movimenti sono stati "pensati" come "imitazione" di un combattimento, non come movimenti a sè.
Hmm che ci sia una parte applicativa si ma non e' nel pensare che stai combattendo il senso delle forme.
Concordo. E lo avevo anche specificato.
Tralasciando le forme che sono piu' complesse e fuori dalla mia portata se parliamo del movimento si fa lentamente per analizzare quello che tu fai perche' nel mio modo di vedere il tjq il combattimento avviene quasi piu' dentro di te che fuori. Mi spiego.
Se il mio corpo ha una sua "posizione neutra" quando entra in contatto con forze esterne questa situazione muta. Il praticante di tjq si concentra a riportare il tutto alla posizione neutra anziche' pensare a reagire all'avversario. Fare questo richiede che il corpo segua delle regole precise.
Una delle ragioni del fare il movimento lento e' quindi muoversi secondo regole per cui il corpo le rispetti in ogni istante.
Va bene. Questo non l'ho messo in dubbio. Infatti avevo scritto:
"(lentamente o meno, studiando e sentendo tutto quel che volete)"
Ergo vanno contestualizzati. Quello che forse sarebbe naturale se camminassi, potrebbe non essere naturale se mi sto sforzando di spostare un peso.
Come cammineresti se passasi il tuo tempo a spostare un peso?
La questione secondo me è: camminerei nello stesso modo che se non lo stessi spostando? Traslando quindi, se stessi combattendo mi muoverei nello stesso modo?
Per il discorso camminata naturale....una risposta a tutti.
Non e' piu' corretto andare da un esperto di deambulazione e fare esercizi per correggere eventuali difetti? Allora la tua camminata sarebbe corretta secondo il suo modo di vederla.
Ma se parlassi con un danzatore o un maratoneta probabilmente ti correggerebbero altri elementi o ti farebbero cambiarne altri per ottimizzarla nel loro contesto.
Probabilmente i 3 differenti modi di vedere il deambulare saranno differenti x pensati x scopi differenti e secondo regole (giusto-sbagliato) differenti.
Prorpio quello che affermo io: se il TJQ (mettici pure anche un'altra AM) è finalizzato a combattere, non è che il naturale che devo trovare è quello proprio di quest'ultima condizione?
Più generale, se il movimento che faccio è una spinta (esempio a caso), eseguirlo ascoltando e facendo tutto quel che devi nell'ambito forma va bene, ma non devo contemporaneamente realizzare il movimento come se stessi spingendo naturalmente e non come se portassi avanti un braccio naturalmente? Non è solo questione di intenzione, ma di meccanica.
IMHO.
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La questione secondo me è: camminerei nello stesso modo che se non lo stessi spostando? Traslando quindi, se stessi combattendo mi muoverei nello stesso modo?
Non capisco dove sta il dubbio. A mio avviso devi seguire le stesse regole in ogni cosa che fai, sia che cammini o che combatti.
Se no cade il concetto di metodo ed e' quello che sostenevo io quando molte persone prendono pezzi da differenti AM e cercando di fondere "regole" che non e' detto che siano tra loro compatibili. Es classico di chi pratica tjq, neigong e altro e quando combatte lo fa secondo la sua vecchia AM.
Più generale, se il movimento che faccio è una spinta (esempio a caso), eseguirlo ascoltando e facendo tutto quel che devi nell'ambito forma va bene, ma non devo contemporaneamente realizzare il movimento come se stessi spingendo naturalmente e non come se portassi avanti un braccio naturalmente? Non è solo questione di intenzione, ma di meccanica.
Hmm e come fai a spingere se non c'e' nulla? Immagini di spingere una cosa?
E cosa immagini un blocco di legno?
Nella realta' una persona non e' un corpo inanimato, ne un blocco unico, si muove e reagisce ad ogni tua azione....Cosa fai studi ogni possibile movimento?
Non e' meglio studiare se stessi nel profondo e imparare a riportarla al suo stato neutro solo quando una forza ci altera?
C'e' un passaggio dei classici che dice (cito alla carlona, chiedo venia in ginocchio cospargendomi di cenere) "anche se le possibili combinazioni sono infinite tutto si basa sulle stessi principi"
Cmq personalmente a me sta cosa delle spinte mi da un po' noia ;)
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Non e' meglio studiare se stessi nel profondo e imparare a riportarla al suo stato neutro solo quando una forza ci altera?
...non a caso si definiscono arti interne: perchè l'attenzione è incentrata su noi stessi!!
oggi mi garbi più del solito Insetto!!! ;)
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Se ti dicessi chè è capitato più volte cambierebbe la tua valutazione?
Riaprirebbe la discussione. E mi urgerebbe di domandarti se hai combattuto usando il TJQ oppure il karate ? Se la risposta fosse karate, condivideremmo la convinzione che il TJQ insegnato in Italia non può essere considerato un'arte marziale.
Se invece fosse TJQ bisognerebbe colloquiare più a lungo. Ma andiamo per gradi...
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La questione secondo me è: camminerei nello stesso modo che se non lo stessi spostando? Traslando quindi, se stessi combattendo mi muoverei nello stesso modo?
Non capisco dove sta il dubbio. A mio avviso devi seguire le stesse regole in ogni cosa che fai, sia che cammini o che combatti.
Se no cade il concetto di metodo ed e' quello che sostenevo io quando molte persone prendono pezzi da differenti AM e cercando di fondere "regole" che non e' detto che siano tra loro compatibili. Es classico di chi pratica tjq, neigong e altro e quando combatte lo fa secondo la sua vecchia AM.
IMHO no: se combatti non ti muovi come se camminassi in una passeggiata. Le meccaniche sono diverse. Sei eretto, ma il modo di posizionarti è diverso.
Più generale, se il movimento che faccio è una spinta (esempio a caso), eseguirlo ascoltando e facendo tutto quel che devi nell'ambito forma va bene, ma non devo contemporaneamente realizzare il movimento come se stessi spingendo naturalmente e non come se portassi avanti un braccio naturalmente? Non è solo questione di intenzione, ma di meccanica.
Hmm e come fai a spingere se non c'e' nulla? Immagini di spingere una cosa?
E cosa immagini un blocco di legno?
Nella realta' una persona non e' un corpo inanimato, ne un blocco unico, si muove e reagisce ad ogni tua azione....Cosa fai studi ogni possibile movimento?
No, non studio ogni possibile movimento, perchè non cerco di applicare il movimento, ma di muovermi in base al pricipio. E i pricipi di movimento sono quelli di una spinta, non di una camminata. Per spiegarmi meglio:
Immaginare può aiutare, ma quando spingi, cosa fai? Ti tieni completamente eretto e usi solo le braccia o modifichi la posizione del corpo per utilizzarlo come aiuto?
Se nella forma devi spingere ma mantieni la poszione di comminata normale, no so se alleni le meccaniche che dovrebbero essere in gioco, fermo restando che la "spinta marziale" deve comunque essere eseguita anche rispettando i principi base dell'Am in questione.
Non e' meglio studiare se stessi nel profondo e imparare a riportarla al suo stato neutro solo quando una forza ci altera?
C'e' un passaggio dei classici che dice (cito alla carlona, chiedo venia in ginocchio cospargendomi di cenere) "anche se le possibili combinazioni sono infinite tutto si basa sulle stessi principi"
Studiare se stessi cosa vuol dire? Sentire come devi muoverti nella situazione in cui dovresti essere o sentire come ti muovi in un momento qualsiasi? Se la seconda tanto vale non fare uan forma di TJQ ma cercare di sentire come ti muovi, che so, mentre cucini, non avendo nessun ine di marzialità.
Cmq personalmente a me sta cosa delle spinte mi da un po' noia ;)
La spinta è solo una facile idealizzazione. Puoi scegliere qualsiasi altra "capacità/azione" a tua discrezione.
Sempre IMHO naturalmente.
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Copio ed incollo dal suo sito: Pur restando sempre abbastanza lontano dal Taijiquan sportivo, ha ottenuto risultati di prestigio come atleta e come insegnante a ogni gara cui ha partecipato. Le squadre da lui allenate hanno sempre conquistato il primo posto in competizioni nazionali, in Italia e Thailandia.
Voi avete ragione. "Gareggiare" era infelice come termine.
Aggiungo: salute e benessere? Ma non è un'arte marziale? Dite sempre che non è ginnastica... mi confondi.
La definizione 技擊 jìji (marziale) oppure 養生 yǎngshēng (salutare) è precedente a Yang Chengfu. Un ottimo libro che vi consiglio di leggere è:
Lost T'ai-chi Classics from the Late Ch'ing Dynasty (Chinese Philosophy and Culture) (Paperback)
del Prof. Douglas Wile.
Certamente il secondo, non guardo la TV, ma credo che vedere uno che muove energia celeste 2 ore al giorno dia un'immagine di salute mentale più vacillante di uno che si guarda le veline in tv.
Ma perchè mai? Valutate anche le implicazioni di insoddisfazione ed infelicità causate dal "vedere" e non poter "toccare " le veline...
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Se ti dicessi chè è capitato più volte cambierebbe la tua valutazione?
Riaprirebbe la discussione. E mi urgerebbe di domandarti se hai combattuto usando il TJQ oppure il karate ? Se la risposta fosse karate, condivideremmo la convinzione che il TJQ insegnato in Italia non può essere considerato un'arte marziale.
Se invece fosse TJQ bisognerebbe colloquiare più a lungo. Ma andiamo per gradi...
Ho visto persone che pur non praticando nulla di ciò che stiamo parlando facevano la pelle a molti,ma molti praticanti di qualsiasi arte credimi,perciò il problema non è karate o taiji e penso che tu lo sappia.
Sarebbe poco intelligente da parte di un utente sbandierare su di un forum cosa ha fatto e il perchè nella sua vita ti pare? senza entrare troppo nei particolari possiamo tranquillamente disquisire. ;)
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Finalmente è stato riaperto questo 3d.Ringrazio i moderatori. :-*
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Il significato che si attribuisce normalmente al termine "naturale" è distorto e fuorviante. E' limitante pensare che un movimento per essere naturale dovrebbe ricadere tra quelli che utilizzerebbe un bambino o un Neanderthal per rispondere ad uno stimolo.
Vaglielo a dire al corvo della Nuova Caledonia che estrarre larve dai tronchi con uno stecco manovrato col becco non è un comportamento naturale: sicuramente c'è stato un primo esemplare a farlo e quindi delle generazioni precedenti che non lo facevano.
La natura di ogni essere vivente è ricercare il modo più economico per raggiungere il massimo vantaggio.
Personalmente definirei pochi gesti atletici o marziali come innaturali, e derivano tutti da regole che divergono da un fine prettamente utilitaristico (es. i movimenti della marcia nell'atletica) o da fini pseudo-estetici e stilistici (es. il ballare sulle punte nella danza classica, che porta con la pratica assidua alla deformazione del piede e dolorosi altri problemi).
Per quanto sia complesso il movimento, quando ogni parte del corpo si coordina nel modo giusto e magicamente e senza sforzo vinco la forza del mio avversario, non trovo termine più naturale per definirlo che "naturale" :).