Ma a questa benedetta 4, o alla sua estensione (da dove proviene sanbon tsuki?), non mi ha ancora risposto nessuno. :'(
Da dove proviene non si sa. Certo è che tutta sta distinzione okinawese - nipponico è artificiosa ed è opportuna solo se si parla di strategie commerciali.
Ora... come ho già scritto molte volte, io non sono dell'idea "un movimento per impararne N". Da quanto sospettavo prima e da quanto posso vedere ora che muovo i primi passi timidi nella PA, l'allenamento di un gesto deve essere specifico.
E' dimostrato inoltre che l'approccio "un po' di tutto anche se non perfetto" funziona meglio di "imparo alla perfezione X e poi passo a Z".
In questo senso trovo corretta l'osservazione di Happo che diceva che sanbon tsuki è troppo distante dal renkomi waza (o straight blast o vattelapesca) che usano Machida & soci per accomunarli.
Si possono accomunare piuttosto un kizami tsuki da fermo, un kizami tsuki avanzando e un kizami tsuki avanzando con il falling step (tre gradi di difficoltà crescente). Oppure oi tsuki piede prima della mano, piede e mano contemporanei e mano prima del piede (sempre tre gradi). Tanto per fare degli esempi.
Quindi non penso che sanbon tsuki possa diventare altro. Per questo in un ipotetico programma di esami per cinture che stilerei, già dal 9° kyu delle tecniche di jiyu kumite applicabili da subito.
Allora perchè non cestinerei sanbon tsuki...?
Lo tsuki è probabilmente la tecnica più difficile del Karate in assoluto (seguita dal mae geri, sempre IMHO) ed è un movimento talmente complesso che (e l'esperienza sul campo con qualche amico / allievo me lo dimostra) l'imperfezione può comprometterne l'efficacia in proporzione molto più che in un diretto pugilistico.
Se si parla solo di ippon kumite dove conta solo la rapidità le cose sono molto più semplici (e tale lavoro, tengo a precisare, per me va iniziato già dalla cintura bianca e raffinato pian piano), ma rendere lo tsuki un attacco vero richiede una montagna di studio.
Quando un principiante inizia a fare benino choku tsuki (affondo da posizione simmetrica), se lo si butta subito a fare jiyu kumite magari con protezioni varie, sicuro come l'oro che perderà tutta la forma, allargherà il gomito, estenderà troppo il braccio, colpirà con il seiken già ruotato e via dicendo.
Quindi si deve andare per gradi.
Sanbon tsuki (e prima di lui nihon tsuki), e qui ritorno alla domanda di Tak, non si sa da dove provenga, ma se ci pensiamo è un esercizio che permette di mettere in sequenza tre tipi di lavoro di anca molto diversi (oi, choku / jun, gyaku) senza peraltro movimenti intermedi che facilitino il compito.
Un allievo che fa bene sanbon tsuki
[1], non allarga il gomito, mi mostra di saper padroneggiare i tre lavori di anca senza impastarsi, non si scompone con tre attacchi, probabilmente è pronto per studiare renkomi waza più complessi e realistici con sufficiente controllo del proprio corpo che impedisca di portarsi dietro dei difetti che diventerebbero sempre più difficili da correggere e renderebbero inefficaci gli tsuki.
Insomma, sanbon tsuki non la vedo come una tecnica staminale (che per me non esistono), ma come uno di quei stratagemmi didattici per ottenere delle buone abitudini. Questo è uno dei motivi principali per cui si fa ido geiko.
Il problema nasce quando si fa solo o troppo sanbon tsuki e simili. E renkomi waza "tra un po' quando sarà il momento" oppure troppo poco come "applicazione".
Per me shodan è già molto... troppo avanti. Io dico che sanbon tsuki è roba da cintura arancione / verde (diciamo 6° kyu per non creare equivoci), a quel punto deve essere già bello che digerito, insieme a tutto un programma di fondamentali più pratici al fine del kumite (posizione, spostamenti, tai sabaki, footwork, tutti gli attacchi base, combinazioni semplici). Altrimenti ci si sta incancrenendo.
Ora dello shodan, sanbon tsuki (secondo la mia modestissima opinione) è una cosa che si ripete ogni tanto qualche minuto, come tutti i fondamentali non applicabili direttamente, mentre larghissimo spazio devono avere le tecniche applicabili.
A queste condizioni secondo me uno shodan inizia davvero il suo percorso di studio e ricerca verso gli stadi ha e ri
