Machida può dire quello che vuole ma rimane il fatto che è impostato come un karateka shotokan (peraltro, visto che di karate non esiste di certo solo quello) e sfrutta tecniche che molti di noi hanno fatto e fanno nel kumite agonistico.
Il fatto che in Wkf utilizzino certe tecniche non vuol dire nulla, nel senso che alla fine il karate è sempre quello e le uniche differenze non sono certo nel bagaglio tecnico quanto nel modo di eseguirlo, e credo sia sotto gli occhi di tutti, anche degli scettici, che un conto è vedere Machida che tira oikomi-gyaku-jun tsuki ed un conto è vedere le stesse tecniche tirate in un altro ambito.
Questa osservazione è calzabilissima con l'inizio del post. Ovvero come una tecnica apparentemente statica, formale, di apprendimento motorio (dell'anca) possa diventare un movimento coerente calato in una realtà dinamica, aggressiva e con finalità ben precise, che possono essere sia l'efficacia sia anche il solo disturbo. Credo che il termine "possa diventare" sia in realtà fuorviante e sia più adatto il termine "DEBBA diventare", altrimenti il praticante non andrà mai al di là di semplici movimenti formali.
Del resto lo stesso rischio è comune a molte discipline praticate in maniera effimera o con finalità fuorviate rispetto alle originali. Basti pensare ad un corso di pugilato aperto ai più, nel quale si pone maggiore enfasi sul fitness: di certo non insegna a combattere o a calare il praticante in determinate situazioni psicologiche.
Ben inteso: a me non disturba affatto quel tipo di impostazione, basta però essere onesti intellettualmente e capire che un corso così non mi insegnerà mai qualcosa di veramente efficace e io devo essere cosciente di ciò.
Per quanto mi riguarda, al di là degli "ops" e delle battute, un sanbon tsuki può essere una tecnica multipla devastante, l'unico segreto è entrare con la prima tecnica, cosa che costituisce il 90% della sequenza.