Carino il video ma sono sempre molto sciettico quando vedo ste cose. Ammesso che sia tutto vero e senza trucchi ho 2 domande:
1. A cosa serve saper fare queste cose? Hanno delle applicazioni mediche scientifiche? Non è che si corre il rischio di danneggiare le persone?
2. A livello di trasmissione, insegnamento, quanto può essere trasmesso e quanto dipende dalle capacità intrinseche del soggetto in questione? Che modi si hanno per provare se la didattica funziona?
Dehehe....ogni tanto mi piace NON essere in sintonia con te.
Premessa necessaria,eh

1-non conosco i personaggi in questione,ma ho sentito di persone con capacità simili.
Che in se sono solo sintomo di aver liberato capacità latenti in tutti gli esseri umani,compresi me,te, e tutti gli iscritti al forum(anche quelli che non credono a queste cose).
Solo che noi abbiamo le capacità "in potenza",e (probabilmente)non le libereremo mai,questi le vivono.
So di casi di persone che hanno capacità affini senza avere meriti particolari e senza aver allenato nulla;i "doni"naturali esistono anche in questo campo.
Capisco il tuo atteggiamento,tendiamo alla "scientificità"per tutto quel che ci circonda:è un modo efficacie di affrontare il mondo e non ho intenzione di contestarlo,solo non lo condivido per tutti "gli argomenti"del mondo,e questo campo è uno di quelli(e sono consapevole che è un settore strapieno di millantatori....eppure....)
2-oggi ti provoco:la tua domanda mi stupisce.
Ovviamente la componente mentale è necessaria.Mente e corpo sono una cosa sola.
E tu lo sai bene.
Le predisposizioni innate aiutano molto,ma molto può essere liberato da una corretta pratica.
Detto questo,le false vie,le illusioni,le cantonate,sono dietro l'angolo.
Riguardo questo tipo di percorsi(che per certi versi ritengo "più semplici"di quelli marziali di alto livello)ritengo sia valido il commento di un maestro di altri tempi che reputo fosse di livello elevato come(forse)oggi non ce n'è più;lui parlava di arti marziali,eppure visto l'argomento,vi trovo una notevole affinità.
Ti riporto il suo (schietto ma raffinato)pensiero:
"se parliamo di ARTE marziale,dobbiamo pensare alla finezza dentro la brutalità del combattimento.Va da se che quindi il combattimento non è cosa per imbecilli.
Si richiede un vero metodo per la progressione,predisposizione individuale,dedizione assoluta.
Ed anche così non vi è certezza di raggiungere il traguardo completo"
Come detto prima ,ritengo che questo dicorso si possa riportare anche al campo del Qi Gong medico.